domenica 18 Gennaio 2026

Dao e Sait: confronto ad armi pari nel difficile Trentino – Alto Adige

Coop e Conad nel Trentino Alto Adige sono rappresentate da Sait e Dao. Il primo è un consorzio mentre la seconda è cooperativa. Due organizzazioni del mass market retail con i conti in ordine e, nonostante il territorio non permetta sviluppo come altrove, in crescita con una evoluzione positiva dei rispettivi patrimoni. Lo studio, realizzato in collaborazione con Istituto Georetail Italia Srl, ripercorre dieci anni di ricavi, EBITDA, EBIT e Stati Patrimoniali dal 2012 al 2021 (ultimo bilancio disponibile)

Questa analisi comparativa è dedicata a DAO e SAIT, due realtà attive nel territorio del Trentino – Alto Adige rappresentative, con le caratteristiche specifiche che vedremo più avanti, rispettivamente degli universi Conad e Coop. Le accomuna il fatto di operare su un territorio unico: fatti salvi i principali centri urbani, i punti vendita sono sparsi in un ambito molto poco urbanizzato, con abitati piccoli e talvolta piccolissimi, dove il punto vendita non di rado svolge anche un’autentica funzione di presidio per le poche centinaia di cittadini residenti. Un territorio complesso, con una concorrenza rarefatta per non dire inesistente, dove DAO e SAIT si sfidano l’una con l’altra.

DAO nasce nel 1962 da un gruppo di 20 alimentaristi trentini e oggi conta oltre 120 soci. Opera in tutto il Trentino – Alto Adige e nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Brescia e Bergamo con oltre 280 punti vendita. Nel 1992 ha contribuito a fondare Eurospin, della quale possiede il 25% del capitale: ha le spalle ben coperte grazie alle risorse che le arrivano da questo campione di utili. Nel 2004 avvia la partnership con Conad della quale diventa centro distributivo per le province di Trento, Bolzano, Verona, Vicenza e Belluno. Nelle province di Brescia e Bergamo opera con l’insegna Maxì.

SAIT è il Consorzio delle cooperative di consumo trentine: 77 sul territorio trentino e 21 fuori dal confine amministrativo. Serve 400 punti vendita cooperativi, 380 punti vendita privati nel nord est. Conta 31 punti vendita diretti e 110 mila soci. L’insegna Famiglia Cooperativa è quella dei piccoli negozi in 113 paesi del Trentino. Si affiancano Coop trentino –insegna nei centri maggiori e turistici – Liberty per l’extra alimentare. In Alto Adige le insegne sono Coop Alto Adige e Coop Konsum che sono punti vendita privati e non sono soci del consorzio SAIT. Infine, l’insegna Gol Market è presente in Trentino Alto Adige, nel bellunese e nel veronese, nel bresciano. Gol Market è l’ipermercato di Trento Sud. Nel 2010 SAIT ha riunito tutti i magazzini in un’unica grande struttura dove movimenta ogni anno 28 milioni di colli.

Entriamo adesso nel dettaglio dei numeri, guardandone l’evoluzione nell’ultimo decennio, tenendo presente che le due aziende hanno uno statuto – e quindi strategie e funzioni – diverso l’una dall’altra poiché DAO è una coop e SAIT un consorzio. Va anche sottolineato che DAO ha dipendenti diretti unicamente per la gestione dei magazzini, mentre SAIT gestisce anche 30 punti vendita: i costi di struttura e di personale hanno quindi un impatto più elevato per questa seconda realtà, con le conseguenze del caso sui margini a bilancio.

DAO ha raddoppiato il fatturato dal 2012 al 2021 - passando da 140,4 milioni a oltre 282 milioni - mentre SAIT è rimasta sostanzialmente stabile - 319 milioni nel 2012 e 308 nel 2021.
I ricavi di DAO hanno avuto una crescita costante e progressiva nel decennio, senza mai segnare arretramenti né flessioni.

L'Ebitda di DAO è stato sempre piuttosto negli ultimi 5-6 anni, attorno ai 2,5 milioni di euro, salvo nel 2020 - l'anno del Covid che anche per questa cooperativa è stato un anno di grazia, quando è quasi raddoppiato arrivando a 4,2 milioni. Nel 2021 immediatamente è tornato a 2,7 milioni, un valore leggermente più alto di quello registrato nel 2020 (2,6 milioni).

Il prossimo grafico mostra l'andamento dell'Ebitda in rapporto alle vendite: un valore che è sempre rimasto sotto l'1,5%. Solo nel 2020 è salito all'1,4% per poi tornare nel 2021 sotto l'1%.

Anche gli utili di DAO sono piuttosto sottili, come si vede dal prossimo grafico. Nel 2021 l'utile generato è stato di 2,3 milioni di euro in calo di 200 milioni rispetto al 2020 e poco più alto del dato 2019.

Tuttavia, nonostante la mole di utili non sia mai stata particolarmente significativa, DAO ha pensato bene di irrobustire il patrimonio nel corso del decennio: come mostrano i prossimi due grafici, il patrimonio che era 12,4 milioni di euro nel 2012 è arrivato ad oltre 43 milioni nel 2021. Inoltre si vede che praticamente ogni anno l'intero utile generato è stato accantonato a riserva.

In sintesi, DAO è una piccola cooperativa che opera in un territorio molto sfidante ed è riuscita a costruirsi una significativa solidità: questo indica che la gestione è virtuosa, ben esperta nel business di riferimento.

Passando a SAIT, si vede che il fatturato era pari a 320 milioni di euro 10 anni fa poi ha subito un drastico calo a partire dal 2014 (sotto i 300 milioni) e fino al 2019. E' poi risalito a 313 milioni nell'anno del Covid, il 2020, e attorno a questo valore ha chiuso l'ultimo esercizio (309 milioni nel 2021).

L'Ebitda nel decennio ha mostrato buoni valori: 9,2 milioni nel 2021 calati meno dei ricavi in proporzione nel periodo compreso fra il 2014 e il 2019, fino a sentire poco l'impatto del Covid con 8,4 milioni nel 2020 e 7,2 milioni nel 2021.

In termini percentuali, l'Ebitda è sempre stato sopra al 2% rapportato alle vendite: 2,45 nel 2020 e 2,10 nel 2021 con uno scostamento quasi irrilevante nel post pandemia.

Ben diverso il ragionamento sugli utili che sono letteralmente sprofondati nel 2015. Un momento di pericolo poi superato come mostra l'andamento degli anni successivi: il valore è tornato positivo per 900 mila euro nel 2016 e poi è cresciuto mantenendosi attorno ai 2 milioni con l'ultimo esercizio chiuso a 2,6 milioni di utile.

Molto interessante, infine, esaminare l'andamento dello stato patrimoniale. Nel 2014 il valore era superiore a 102 milioni, calato a 90,3 con il grosso scivolone del 2015: da allora però il patrimonio è costantemente cresciuto per arrivare al valore più alto di sempre nel 2021, con 106,8 milioni di euro.

DAO e SAIT sono due belle realtà, molto efficienti che operano in un territorio piuttosto complesso e di fatto chiuso dove si fanno concorrenza l'una con l'altra. Una sfida ad armi pari, insidiata al più da alcuni discount, giocata bene.

 

 

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Silvia Ognibene
Silvia Ognibene
Giornalista professionista, collabora stabilmente con agenzie di stampa e quotidiani nazionali e internazionali dedicando particolare attenzione ai temi di finanza, economia e lavoro.

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