
Per il confronto, ci avvaliamo di un dato idoneo alla misurazione delle prestazioni, ovvero il fatturato a mq. Nel 2016, il fatturato per mq, a livello nazionale, era così suddiviso: i supermercati (801/1.500 mq) realizzavano mediamente 5.600€/mq mentre i discount ne facevano 4.800.
Guardando la fotografia scattata nel 2016, quindi, vediamo una differenza rilevante tra l’offerta a scaffale dei due formati. All’epoca, a parità di metratura o, comunque, a negozi dimensionalmente confrontabili, il consumatore premiava ancora, in modo netto, il supermercato.
Analizzando l'evoluzione degli ultimi anni, metteremo in evidenza come i valori sopra riportati siano cambiati. Parlare del confronto tra super e discount non è solo raccontare l’andamento della numerica dei negozi tra il 2016 ed il 2022 ma anche (ed è più interessante) verificare quanto l’efficacia assortimentale dei due formati si sia modificata nel tempo. Come è cambiata la relazione tra scaffale e consumatore?
Vediamo cos’è successo nel dettaglio nel periodo 2016-22. L’evoluzione dei formati è stata consistente ed ha avuto percorsi diversi a seconda dei territori che i negozi hanno approcciato. L’Italia, infatti, in termini retail, presenta grandi differenze tra Nord e Sud. È per questo che lo sviluppo delle prestazioni a mq che ha causato un mutamento nei rapporti di forza tra supermercati e discount non è avvenuto uniformemente su tutto il territorio nazionale.



Per esempio, vediamo il caso del Nord-ovest. Questo territorio è notoriamente un luogo dove si esprimono i grandi formati, oltre alla moderna prossimità. Parliamo soprattutto di super store con bacini di utenza ampi e, ovviamente, di ipermercati. In quest’area, le evoluzioni del supermercato di prossimità e del discount sono state peculiari. I discount hanno visto un incremento nella numerica di punti vendita e nel fatturato medio mentre quest’ultimo dato, nel caso dei supermercati, è rimasto pressoché invariato.

È interessante notare come, in un intervallo di tempo di 6 anni, l’incremento delle prestazioni a mq dei supermercati, sia quasi impercettibile. Tra il 2016 e l’inizio del 2022 il dato, infatti, passa da 6.000€/mq a 6.100€/mq. Negli stessi anni, le prestazioni del canale discount passano da 4.700€/mq a 5.700€/mq.
Il canale supermercati, dunque, rimane più performante rispetto al discount ma la forbice tra le prestazioni dei due formati, molto ampia nel 2016 (6.000€/mq vs 4.700€/mq) si è notevolmente ridotta in modo graduale fino ad arrivare ai dati visti per il 2022 (6.100€ vs 5.700€).

Andiamo ora nel Nord-est, territorio dove le grandi metrature sono una novità abbastanza recente e dove, ormai molto tempo fa, i discount sono nati. La prima cosa da notare è che, anche in Area 2, c’è stata un’impercettibile crescita del fatturato medio per punto vendita dei supermercati mentre, invece, tale crescita è più palpabile nel mondo discount. La situazione non cambia, dunque, rispetto all’Area 1.

C’è, poi, un forte incremento della numerica di punti vendita nel comparto discount e, in modo inferiore, anche in quello dei supermercati di moderna prossimità. Inoltre, nelle prestazioni a mq ciò che abbiamo registrato in Area 1 diventa qui ancora più marcato.

Nel 2016, i supermercati fatturavano 5.800€/mq mentre, nel 2022, il valore arriva a 5.900€/mq. I discount, invece, realizzavano 4.400€/mq 6 anni fa ed oggi ne registrano 5.550. Quindi, le differenze tra formati si sono assottigliate, in modo leggermente più deciso rispetto al Nord-ovest.


Scendiamo adesso in Centro Italia. Qui ci accorgiamo che, nei super, c’è una crescita del fatturato per punto vendita leggermente più marcata rispetto a quella che abbiamo visto al Nord. Il dato dei discount, poi, cresce in modo molto più incisivo rispetto ai territori visti finora. L’Area 3 è, dunque, un luogo dove il retail, in queste metrature, è cresciuto moltissimo come è cresciuta la numerica di punti vendita, soprattutto nel comparto discount.

Sicuramente, il mondo dei supermercati ha visto un aggiornamento degli assortimenti. Questo aggiornamento ha portato ad un miglioramento delle prestazioni più impattante rispetto a quanto avvenuto in altri territori. La redditività per mq è, infatti, passata da circa 6.500€ a 6.900€. Possiamo dedurne che il mondo dei supermercati di moderna prossimità nel Centro Italia ha saputo stare al passo con le esigenze del consumatore.
Diciamo, poi, che l’Area 3 ha alcuni protagonisti, come PAC2000A, Magazzini Gabrielli ed il Gruppo Gros che, in questi 6 anni, hanno lavorato molto sulle metrature di cui parliamo, portando tutto il territorio a crescere complessivamente in modo rilevante.

I discount, in Area 3, hanno fatto un balzo decisamente importante. Nel 2016, i supermercati fatturavano mediamente 6.500€/mq mentre i discount realizzavano 5.400€/mq. Nel 2022, i supermercati arrivano a 6.900€/mq ma i discount ne raggiungono addirittura 7.000€. A differenza degli altri territori, nel Centro Italia, in questi 6 anni, è avvenuto il sorpasso.

Nel Sud Italia, infine, c’è stato un incremento del fatturato medio per pdv importante sia nel mondo dei supermercati sia in quello dei discount. L’Area 4 è stata oggetto di profonda trasformazione e le sue aziende, nella maggior parte dei casi, si sono rivolte alla moderna prossimità.

Anche in termini di numerica pdv c’è stata una grande evoluzione, più decisa rispetto ad altri territori, sia per quanto riguarda i discount che nell’ambito dei supermercati. Relativamente alle prestazioni, nel 2016 i discount performavano già più dei super. Il formato convenzionale, infatti, registrava 4.000€/mq mentre quello di convenienza realizzava 4.700€/mq.

Bisogna dire, comunque, che il comparto supermercati, tra il 2010 ed il 2015 si è leccato le ferite per tutti i fallimenti e le crisi che hanno sofferto le aziende leader di un tempo. Gli assortimenti hanno attraversato, in quel periodo e successivamente, una fase di profonda trasformazione e le prestazioni dei super ne hanno risentito, mantenendosi al di sotto di quelle dei discount che, invece, hanno sempre imperversato.
L’evoluzione dei discount è stata abbastanza uniforme in tutta Italia, con le debite differenze tra un posto e l’altro e rimane lineare anche al Sud. La novità vera di questo territorio (anche rispetto all’Area 3) è che registra una notevole crescita delle prestazioni a mq dei supermercati. Tale incremento non è sufficiente per colmare un gap con il formato concorrente che rimane e, anzi, si estende ma ci fa comprendere come l’Area 4 sia entrata in un’era di rinnovamento.

Entrando nel merito delle singole aziende partiamo dicendo che Conad, in questo segmento, è leader di mercato. Le prestazioni di Conad, infatti, sono molto buone perché sfiorano i 7.000€/mq. Questo operatore ha, poi, decisamente incrementato la numerica di punti vendita nel periodo analizzato. Possiamo dire che l’acquisizione del gruppo Sma-Auchan ha sicuramente influito sull’evoluzione di Conad perché, guardando i grafici, vediamo uno scalino netto tra il 2019 ed il 2020.

Il secondo attore è Selex che registra prestazioni a mq decisamente inferiori rispetto a Conad. Anche Selex, stavolta tra il 2020 ed il 2021, compie un salto in termini di numerica pdv straordinario. In questo caso, non grazie ad un’acquisizione ma per mezzo della fusione con il gruppo SUN. Ne deduciamo, dunque, che le due operazioni di cui si parla, ovvero l'assorbimento della rete Auchan da parte di Conad e la fusione tra SUN e Selex, hanno portato i già citati leader a scalare il mercato superando Coop.

Dietro Selex, in termini di quote di mercato, non troviamo Coop ma Eurospin. Qui emerge in modo evidente la sfida tra moderna prossimità di convenienza e convenzionale. Il terzo attore è, infatti, un discounter la cui prestazione per mq è superiore a quella di Selex. Relativamente all’incremento numerico della rete vendita, tra il 2020 ed il 2021 c’è stato un grande salto ma, comunque, dal 2016 al 2021 lo sviluppo dell’insegna rimane rilevante, esattamente come succede per gli altri principali competitor del comparto.

Passato Eurospin non troviamo ancora una volta Coop ma Lidl, un altro discounter. Le prime quattro posizioni sono occupate, dunque, da due operatori del canale super e da due di quello discount. Lidl ha visto, come altri, un incremento del numero di punti vendita eccezionale. Se parliamo di performance a mq, poi, il leader non è Conad ma Lidl. Possiamo dire che il discounter, nell'intervallo 2016-22, è il numero uno in termini di prestazioni in un’area di mercato importantissima per la GDO nazionale.

Scendendo ancora nel ranking troviamo Coop. Questo operatore realizza circa 6.000€/mq, ovvero praticamente quanto Selex. Si nota una caduta rilevante di Coop in termini di prestazioni anche in questo formato. Basti pensare che 6 anni fa il “gigante rosso” riusciva a produrre quasi 7.500€/mq (nel 2022 nessuno li fattura) mentre oggi ne fa, come detto, circa 6.000.

Dopo Coop troviamo un altro discounter, ovvero MD. Questo retailer ha delle prestazioni per mq buone perché si avvicina ai 6.000€/mq, portandosi nello stesso campo di Selex e Coop. Anche nel caso di MD notiamo un’incredibile crescita della numerica dei negozi.

Arriviamo a VéGé, gruppo che presenta redditività inferiori agli attori che abbiamo appena citato, attestandosi intorno ai 5.000€/mq. Dal 2018 in poi VéGé è cresciuta moltissimo anche nel segmento della prossimità moderna sebbene tali superfici (801/1.500 mq) non siano il focus della nuova VéGé. Infatti, oggi il gruppo preferisce approcciare le grandi metrature piuttosto che i negozi di prossimità.

Infine, dopo VéGé, c’è Carrefour che presenta redditività intorno ai 5.000€/mq e, come Coop, vede un calo che, nel suo caso, è costante dal 2017 in poi.