martedì 20 Gennaio 2026

Le pagelle della prossimità. Crai e Despar “campioni” di nome ma non di fatto.

Un segmento di mercato che vale oltre 33 miliardi di euro e dove i protagonisti non si chiamano Despar, Crai e Vègè, bensì Conad, Selex e poi anche Vègè. Quando la GDO si studia numeri alla mano, le sorprese non mancano mai ed i luoghi comuni finiscono nel silenzio. Uno studio dell'Istituto Georetail Italia (IGEI) è il protagonista di questo articolo. Le prestazioni delle principali insegne nazionali del canale supermercati a confronto in un settore molto importante ma in difficoltà

Quali sono i negozi di vicinato nel mass market retail italiano? Sono le superette di 250 mq che attirano bacini di utenza pedonali e limitrofi entro 2-3 minuti di auto con un potenziale che non supera le 5-8 mila persone oppure è cambiata la prospettiva della prossimità? La risposta non è scontata perchè l'evoluzione del mercato in questo segmento (il più importante del mercato) è tutt'ora in atto. Una lettura decisamente interessante all'interrogativo dell'articolo viene da uno studio effettuato dall'Istituto Georetail Italia (IGEI) che riguarda le prestazioni delle insegne della GDO nel segmento 0-800 mq. Si è più volte scritto in questa rivista che gli ultimi anni appena trascorsi hanno visto il mercato formato dai PdV 0-800 mq perdere terreno, perchè tallonato dal formato successivo (801-1500 mq) che conquista quote di mercato incessantemente.

Ma, all'interno di questo segmento quali sono le prestazioni delle diverse insegne? Partiamo da Conad. Nell’intervallo di tempo che va dal 2016 al 2022, guardando al dato nazionale complessivo, il segmento 0-800 mq (tot GDO) ha perso l’1.6% di quota, mentre Conad ha incrementato quasi dell’1% il suo peso nel mercato di queste superfici. Bisogna tenere presente, comunque, che detto segmento appartiene più al passato dell’insegna piuttosto che ai suoi futuri (e presenti) piani di sviluppo.

Il fatturato medio del formato (tot GDO) si attesta intorno a 1.8 milioni di euro per unità di vendita mentre quello di Conad supera abbondantemente i 2.2 milioni. È un dato decisamente interessante e da ricordare.

Il fatturato totale di Conad nel segmento 0-800 mq, poi, è di circa 5 miliardi di euro nel 2022, un dato molto rilevante. La sua quota di mercato è altrettanto interessante perché, nel periodo in esame è cresciuta, come abbiamo visto, passando dal 13.9% al 14.7% (+0.8%). Si tratta, quindi, di una quota che rispecchia una cospicua e solida presenza di Conad nel mondo della prossimità, un settore che sebbene non rappresenti oggi l’asse di sviluppo dell’azienda ne testimonia il grande passato. I numeri che abbiamo visto sopra, relativi a Conad, sicuramente scaturiscono dalle ottime performance dell’insegna ma, con ogni probabilità, anche dalle scarse prestazioni di alcuni suoi concorrenti.

Passiamo ora ad analizzare Coop. Anche in questo caso, si parla di un’insegna che, storicamente, non concentra lo sviluppo in quest’area del mercato perché ha preferito rivolgersi principalmente agli ipermercati. Nonostante ciò, ci sono alcune zone d’Italia dove il suo format di immediata prossimità trova ancora espressione. Infatti, le superfici tra gli 0 e gli 800 mq di Coop crescono in termini di quota detenuta nel comparto, sempre se guardiamo agli ultimi 6 anni, segnando un +1.4%. Inoltre, il fatturato medio per punto vendita del gigante cooperativo è buono, intorno ai 2 milioni di euro, ovvero superiore alla media del segmento che ricordiamo essere di circa 1.8 milioni.

Il fatturato complessivo di Coop nel range 0-800 mq è di 2.9 miliardi di euro contro i 5, già citati, di Conad e la sua quota di mercato passa dal 7.4% all’8.8%.

Anche la quota di Carrefour è cresciuta leggermente segnando un +1.3% negli ultimi 6 anni. Sono calate molto, però, le vendite per negozio. Nel 2016, infatti, Carrefour superava lo standard, realizzando mediamente oltre 2 milioni di euro di fatturato a pdv ma, successivamente, ha subito un calo delle prestazioni che l'ha fatta precipitare intorno ad un fatturato medio di 1.5 milioni di euro, valore che si piazza sotto il dato di riferimento nazionale pari a circa 1.8 milioni.

 

Il fatturato che Carrefour ottiene nel comparto, in ogni caso, è inferiore a quelli di Conad e Coop e si attesta attorno ai 2 miliardi di euro. Come abbiamo visto, la sua quota di mercato è, comunque, in crescita e passa dal 4.7% al 6.1%.

Trattiamo adesso il caso di un altro importante player, ovvero Despar. Quest’insegna opera nel mondo della DO classica ed ha fatto della prossimità una missione. È vero che il leader del formato è Conad ma lo è in virtù del proprio passato perché, come dicevamo, ha rivolto l’interesse altrove in termini espansivi. Despar, al contrario, continua a considerare il segmento in questione un valido asse di sviluppo per il proprio futuro. Nonostante ciò, la quota di Despar è cresciuta in modo contenuto anche se, va detto, più di quanto abbia fatto il formato 0-800 mq sul totale GDO.

Il fatturato medio per punto vendita di Despar è molto basso, evidentemente perché l’insegna presidia, in parole povere, più le superfici tendenti agli 0 che agli 800 mq. Comunque, il dato registrato inerente il fatturato medio per negozio, nel 2022, è inferiore al milione di euro.

Sebbene Despar abbia la vocazione per il vicinato, il suo fatturato nel segmento è di circa 800 milioni di euro, un dato molto lontano da quelli di Conad e Coop e, in ogni caso, pari a meno della metà di quello di Carrefour. La sua quota di mercato, poi, è del 2.4%, in crescita rispetto al 2016.

Crai, altra insegna che fa del formato di prossimità la sua bandiera, presenta una quota in calo dell’1.3% negli ultimi 6 anni. Anche in questo caso il fatturato medio per negozio è bassissimo, evidentemente per le stesse ragioni di Despar, e si attesta attorno al milione di euro. Le vendite complessive di Crai nel range 0-800mq (questo è forse il dato più preoccupante) sono in deciso calo. Dal grafico sotto, infatti, possiamo vedere le fluttuazioni del fatturato che è passato da 1.7 miliardi ad 1.9 miliardi (dato 2020/21) per assestarsi, infine, intorno ad 1.4 miliardi, il valore più basso del periodo. La quota di mercato di Crai passa, invece, dal 5.4% al 4%.

Dal 2016 al 2022, la crescita della quota di Selex nella prossimità, per parlare di un altro protagonista del mercato, è stata pari al 3.5%. Il suo fatturato medio per pdv è di circa 1.6 milioni di euro e, dunque, superiore rispetto a quelli di competenza di Crai e Despar ma decisamente inferiore se paragonato ai dati di Conad e Coop. È, invece, vicino ai numeri di Carrefour.

Bisogna premettere che Selex ha obiettivi di sviluppo che non vedono il segmento 0-800 mq assumere un ruolo di primo piano. Si tratta, infatti, di un formato di vendita che Selex esprime più che altro nel centro e sud Italia e un po’ con qualche discount nel Nord (anche supermercati ma non rilevanti nel fatturato del gruppo) ma diciamo pure che non è un comparto "core". Detto ciò, è importante fare presente che Selex fattura molto con la prossimità (3.3 miliardi di euro) ed occupa il secondo posto dopo Conad, detenendo una quota di mercato attorno al 10%.

Arriviamo, infine, a VéGé. La quota del gruppo nei 6 anni analizzati cresce del 3.1%. Anche in questo caso, le vendite medie per pdv sono basse. Ricordiamoci, comunque, che VéGé è più presente al Sud rispetto che al Nord, soprattutto con i piccoli formati. Il Nord, infatti, lo presidia prevalentemente con grandi superfici. Il fatturato medio per negozio è di circa 1.3 milioni di euro.

Le vendite di VéGé nel comparto, come nel caso di Selex, sono molto consistenti, e arrivano intorno ai 3 miliardi di euro, dato in decisa crescita dal 2016.  La quota di mercato del gruppo è interessante perché è passata dal 5.9% al 9.1%, segnando un incremento molto rilevante.

Ovviamente i dati presentati sono riferiti ad un range, da 0 a 800 mq, che in un tempo non lontano non sarebbe stato plausibile perchè quelli da 400 a 800 mq svolgevano una funzione totalmente differente rispetto a quelli più piccoli. La novità, tornando a quanto si scriveva nelle prime righe, è che non è più così. Oggi il mercato ha appiattito le differenze uniformando le logiche. Ultima questione da chiarire: il punti vendita del leader Conad sono molto più grandi di quelli dei concorrenti, per fatturato più del doppio, dato che si sta ipotizzando una differenza dimensionale tra le insegne?

No, i punti di vendita più grandi sono quelli che appartengono all'insegna Selex (429 mq), seguiti da Conad (400). Ma i concorrenti più accreditati (Despar, VèGè e Crai) non sono distanti, nei valori medi aritmetici.

Per riassumere: l’estrema/immediata prossimità rappresenta un formato in crisi che, sebbene rimanga leader, è sicuramente un leader che perde colpi. La prima insegna del segmento è Conad, seguita da una cordata formata da VéGé, Coop e Selex. Questi tre gruppi costituiscono quasi il 30% del mercato totale. I “campioni” della prossimità, ovvero Despar e Crai, rimangono distaccati dai leader presentando fatturati ben più contenuti e performance peggiori, in termini di crescita nella quota di mercato detenuta.

 

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Massimo Schiraldi
Massimo Schiraldi
Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net

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