Riccione Piadina apre le porte al grande pubblico. Un percorso interattivo per capire il successo del prodotto

Grazie a Riccione Piadina, azienda che da più di 25 anni è brand leader in Italia, nascerà presto anche un museo, il primo al mondo, interamente dedicato al prodotto romagnolo per eccellenza. “Piadina experience” sarà un vero e proprio percorso esperienziale che coniugherà la parte storica alla visita dell’azienda e della linea produttiva.

 

“Per la prima volta – spiega Roberto Bugli, titolare di Riccione Piadina – un’azienda di piadine aprirà le porte al grande pubblico, italiano e straniero, con un percorso interattivo, immersivo, dinamico e tecnologico con un video mapping molto suggestivo che racconterà l’evoluzione e il successo del prodotto dal Neolitico ai giorni nostri, mostrando l’intero processo produttivo dall’impasto al confezionamento. Quest’idea di ‘aprire le porte’ conferma la nostra filosofia di trasparenza al servizio della massima qualità del prodotto che i nostri consumatori continuano a premiare regalandoci ogni anno il primato della piadina più amata dagli italiani”.

 

Un primato che ha retto bene anche in quest’ultimo anno e mezzo segnato prima dalle conseguenze della pandemia e poi dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dal conflitto in Ucraina. Come lo avete affrontato e lo state superando?

Abbiamo chiuso il 2021 con un +30% a dimostrazione di come la piadina si sia confermata come un prodotto di alto consumo nella quotidianità degli italiani. Le strategie messe in atto per affrontare i nuovi scenari si sono rivelate efficaci: abbiamo incrementato il piano promozionale per andare incontro ai nostri clienti anche in questi momenti difficili e abbiamo capilarizzato i punti vendita più piccoli per raggiungere le persone direttamente “sotto casa”. Per quanto riguarda questa prima parte del 2022, è stata sicuramente in salita, proprio a causa degli aumenti di tutte le materie prime nonché di energia elettrica, gas metano e trasporti. Oggi la guerra sta complicando notevolmente la reperibilità di tutto ciò che serve per far fronte alla produzione. In questo contesto, infine, le negoziazioni con la GDO procedono di pari passo con l’aumento quotidiano del costo della vita. Tutti ci stiamo impegnando per cercare di tenere sotto controllo l’inflazione per quanto possibile, facendo del nostro meglio per assorbire in parte gli aumenti.

In un contesto sicuramente non semplice come quello attuale, quali sono le novità che Riccione Piadine proporrà al mercato nei prossimi mesi?

Stiamo ampliando la linea delle ‘Piadine speciali’ che ad oggi include la Fornarina e la Sfogliata, già presenti nei punti vendita, e la linea dei Cassoni romagnoli ovvero le piadine farcite. L’attenzione è rivolta però anche al senza glutine, un segmento molto importante che sta ottenendo crescite del 30% e verrà presto arricchito con tre nuove referenze di cui stiamo ultimando ricette e packaging.

Quanto è importante invece il tema della sostenibilità, ormai imprescindibile per essere competitivi sul mercato?

È da sempre un aspetto fondamentale che guida ogni nostra scelta. Oltre ad avere fornitori italiani, la maggior parte delle materie prime che utilizziamo ha certificazione di filiera e il grano è solo romagnolo o emiliano-romagnolo proprio perché vogliamo garantire la qualità e sostenere il nostro territorio. L’etica ambientale ci spinge a una continua ricerca anche in fatto di packaging, con l’obiettivo di trovare soluzioni alternative alla plastica. Proponiamo infatti confezioni “+1” per offrire una quantità maggiore di prodotto riducendo l’involucro. Quanto ai nostri due stabilimenti produttivi sono stati dotati di pannelli fotovoltaici mentre con l’adesione al progetto “Repower” per lo sviluppo e l’immissione di energia sostenibile, acquistiamo dall’ente energia idroelettrica ed eolica con certificazione green. Infine, limitiamo il trasporto su gomma concentrando le promozioni e ottimizzando la distribuzione. Essere all’avanguardia è una scelta a 360° e il nostro sguardo è sempre vigile sulle innovazioni ecologiche, la riduzione degli sprechi e la possibilità di contribuire alla salvaguardia del pianeta.

Politiche che l’azienda porta anche al di fuori dei confini nazionali: “L’export al momento incide per il 10% sul nostro fatturato – conclude Bugli – stiamo cercando di diffondere la cultura e l’amore per la piadina anche fuori dall’Italia anche perché la pandemia ha rallentato solo il settore ho.re.ca. mentre la GDO non è stata intaccata”.

 

 

Ultime Notizie