Il Centro Logistico di Cortenuova inaugurato lo scorso giovedì da MD è qualcosa di avveniristico, è una struttura che non solo rifornirà senza il minimo stress gli oltre 220 punti vendita del nord Italia ma, secondo le parole del Cav. Podini riferite a Bruno Vespa durante la manifestazione di inaugurazione, sarà capace di supportare tutto lo sviluppo sino al 2035, considerando che l’obiettivo del gruppo è arrivare in tutta Italia a quota 1000 punti vendita in soli cinque anni. A parte i numeri che raccontano la capacità di movimentare oltre 60 milioni di colli all’anno grazie all’estensione di 112 mila metri quadri di Cedi su un’area di 182 mila, grazie al quale sarà possibile rifornire tutti i puti vendita 2,5 volte la settimana sul grocery e 5 volte sui freschi, impressiona la tecnologia di cui è stato dotato il magazzino, in una coniugazione robot-uomo eccezionale.
A cosa serve tanta tecnologia per far fronte al mercato del mass market nel nord Italia? La risposta è semplice, i discount stanno giocando la loro partita in un terreno diversi rispetto ai concorrenti che si cimentano sui formati tradizionali; lo abbiamo già scritto in diversi articoli, la sfida lanciata non si svolge più sul campo alla conquista dei consumatori, ma è di tipo finanziario.
Cosa significa questo?
Avere un magazzino che supporta una quantità enorme di negozi senza errori permette, ad esempio, una veloce crescita in termini di sviluppo (nuove aperture) in un’area abbastanza vasta. Il mass market retail è soprattutto organizzazione, e quindi logistica. E’ spesso nascosto il suo ruolo, ma è imprescindibile.
Una logistica molto efficiente permette variazioni repentine di strategie, ad esempio anche verso l’E-Commerce, permette ampliamenti di assortimento rilevanti, permette una fortissima ottimizzazione dei costi che si traduce direttamente in competitività sui prezzi. La logistica è fondamentale!
Osservare questo gigante tecnologico, ubicato proprio di fronte ad un altro di tale portata, quello di Amazon, ha portato lo scrivente ad una serie di riflessioni: Lidl è dotata di 11 centri logistici, di cui ben 6 nel solo nord Italia. L’ultimo aperto è stato quello di Carmagnola (TO) che misura una superficie complessiva coperta di oltre 47.000 metri quadri e un’altezza di 21 metri e ospita 40.000 posti pallet, 108 baie di carico e 52 posti tir. Non saranno tutti tecnologicamente avanzati come quello di MD, ma non sono distanti da quello, ma soprattutto sono tanti. Eurospin nel nord è dotata di 3 Cedi ed in tutto sono dieci in Italia, mentre Aldi operando solo nel nord ne ha 2, a Landriano e ad Oppeano.
Contro questi colossi del retail si cimentano ogni giorno grandi player della GDO tradizionale, che si chiamano Conad, Selex e Coop. Per fare un esempio, in casa Conad si sta lavorando all’ampliamento del Cedi del Conad Nord Ovest, ed il progetto sarà importante, si prevedono infatti lo smantellamento e la ricostruzione di magazzini e uffici, per sviluppare la nuova sede logistica di 97 mila metri quadri complessivi, dei quali 44.700 a magazzini, 2.200 di uffici, 7.600 a verde, 3.000 per posti auto.
In casa Selex, Maxi Di s.r.l., una delle principali aziende attive del gruppo ha potenziato qualche anno fa la sua catena distributiva con il nuovo centro di Belfiore (VR). Detto Cedi consta di due zone distinte: la prima per prodotti secchi con zona dedicata al picking: realizzata con una struttura porta pallet a 5 livelli di carico, alta 9 m., con 3 posti pallet a piano, per un totale di 54.128 posti pallet. La zona dedicata al picking, circa il 30% dell’area, è in parte accessoriata con piani zincati. La seconda a temperatura controllata: per prodotti SAFO (salumi e formaggi) con struttura porta pallet a 6 livelli alta 8 m. per un totale di 13.096 posti pallet. La struttura installata presenta una finitura zincata a caldo.
Si tratta di gruppi importantissimi che si strutturano con centri logistici decisamente importanti, ma nonostante ciò, non esistono i paragoni con quanto stanno realizzando i discount.
Giovedì scorso il Cav. Podini ha dichiarato, durante la manifestazione, che i piani di sviluppo devono prevedere 35 nuove aperture all’anno di negozi diretti più dieci affiliati, di fatto un incremento del 5% della numerica dei negozi, si tratta di crescite enormi, che non si sono mai viste in maniera così costante nella storia della grande distribuzione. Lidl, Eurospin e Aldi non sono da meno.
Questo ritmo di sviluppo provoca inevitabilmente delle conseguenze: nei territori, soprattutto a nord, i bacini di utenza ed i rapporti di fidelizzazione tra consumatori e insegne tradizionali sono destinati a mutare. I discounters sanno benissimo che aprendo negozi in territori che si pensavano saturi dovranno pagare un prezzo per fare in modo che avvenga il travaso dei consumatori da alcune insegne verso le loro, infatti il fatturato di ogni bacino non aumenterà ad ogni apertura, sarà semplicemente distribuito in modo differente con generali abbassamenti di redditività. Qui entra a supporto la forza finanziaria e l’efficienza: un cedi organizzatissimo alle spalle è strategico in questa battaglia tra singoli bacini e singoli negozi, un serbatoio economico in grado di “finanziare” il lungo avviamento dei nuovi punti vendita è fondamentale. E’ questo ciò che sta accadendo.
E se le dimensioni di grandi player come Maxi Dì e Conad nord ovest ci sembrano piccole a confronto con i giganti del discount, ci vogliamo immaginare cosa succede se si confrontano le organizzazioni di questi ultimi contro la storica DO? Sulla carta non c’è partita.







