Taghleef Industries SpA è parte di un gruppo globale, tra i maggiori produttori mondiali di film, che in Europa conta altri tre siti presenti in Germania, Ungheria e Spagna. Una realtà costantemente impegnata nella ricerca e sviluppo per individuare soluzioni di imballaggio innovative e in linea con le richieste del mercato.

Tra queste, quelle per la pasta fresca. Un prodotto che, come ci spiega Mario Molinaro, Director of BU Flexible Packaging and Marketing Head di Taghleef Industries Europe, è delicato, facilmente deperibile, sensibile a fattori esterni come l’ossigeno, la temperatura e l’umidità e ha un tempo limitato di conservazione, per cui è fondamentale che il packaging sia in grado di valorizzare e proteggere il prodotto mantenendone intatta la freschezza.

In quest’ottica, ci spiega, Taghleef Industries propone i propri film barriera EXTENDO®, ed in particolar modo il film EXTENDO® XTMH. Una protezione con un’elevata barriera all’ossigeno e all’umidità che, in combinazione con l’utilizzo di un polipropilene cast come strato interno saldante, forma un imballo dalle ottime proprietà meccaniche di resistenza alla punturazione e compatibile con il processo di pastorizzazione, utilizzato per aumentare il tempo di conservazione del prodotto. Una soluzione che è già stata omologata presso diversi grandi produttori di pasta fresca in sostituzione della tradizionale struttura multimateriale basata su PA/PE, offrendo una alternativa riciclabile in quanto basata sul polipropilene.

L’Italia rimane il Paese di riferimento sia per queste soluzioni barriera EXTENDO®, sviluppate per sostituire i tradizionali strati barriera contenuti nelle strutture multimateriali in favore di soluzioni a base di polipropilene e quindi a migliorata riciclabilità, sia per quanto riguarda le soluzioni NATIVIA®, data la radicata presenza di sistemi di raccolta e di compostaggio industriale.

E per il futuro, in arrivo nuove soluzioni alta barriera trasparenti e metallizzate per garantire elevata protezione del prodotto e diversi scenari di fine vita, oltre a soluzioni a ridotto spessore – sia per ridurre il consumo di materie prime ed il peso degli imballi, sia per permettere l’accoppiamento con la carta mantenendone la riciclabilità secondo i criteri Aticelca – in grado comunque di garantire elevate prestazioni in termini di barriera, proprietà di saldatura e comportamento nelle macchine confezionatrici, grazie alle tecnologie ed al know-how della casa madre.

Il tema della sostenibilità è quanto mai attuale e necessario per rimanere competitivi sul mercato: cosa sta facendo Taghleef Industries in tal senso? Quali sono i propositi già realizzati e quali quelli in via di realizzazione?

L’azienda è da sempre attenta e impegnata nella ricerca di soluzioni di packaging dal ridotto impatto ambientale e nel 2020 ha lanciato Dynamic Cycle, che rappresenta l’insieme di iniziative del Gruppo Taghleef tese ad affrontare in maniera olistica il tema della sostenibilità, sia al proprio interno che nei confronti della società e di tutti gli attori con cui collabora.

Dynamic Cycle include non solo la produzione di film per imballaggio innovativi, altamente performanti e con un profilo sostenibile, ma anche tutti i progetti aziendali a favore di un’economia circolare volta a ridare nuova vita a preziosi materiali che, al contrario, potrebbero andare sprecati. Tramite Dynamic Cycle aspiriamo ad avere un impatto positivo sulla vita delle persone e delle prossime generazioni, contribuendo così ad un futuro più sostenibile.

Nel contesto di Dynamic Cycle si inserisce anche reDESIGN, un servizio che è stato pensato per i nostri clienti e che ha lo scopo di facilitare il passaggio da un imballaggio tradizionale ad uno più innovativo e sostenibile.

Dal punto di vista dei prodotti, un recente sviluppo è rappresentato dai film in BoPP da fonti rinnovabili e che si aggiungono alla già presente gamma di film biobased NATIVIA®, a base di PLA. Un ulteriore innovazione è rappresentata dai prodotti reLIFE™, la più recente gamma di film con contenuto di polipropilene post consumo riciclato chimicamente o meccanicamente ai quali si aggiungono i film con contenuto di sottoprodotto riprocessato internamente e derivante, appunto, dal nostro stesso processo produttivo. L’obiettivo della gamma reLIFE™ è dare nuova vita ai materiali usati e risparmiare così risorse limitate di origine fossile. Per le nostre soluzioni, abbiamo anche introdotto diversi strumenti per valutare le implicazioni ambientali di un prodotto lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, in conformità alla norma ISO 14067.

Il 2021 è stato un altro anno molto difficile per la situazione epidemiologica. Qual è il vostro bilancio per l’anno appena concluso? Le strategie che avevate previsto per affrontarlo si sono rivelate efficaci?

Il 2020 e il 2021 sono stati anni scanditi da preoccupazioni, distanze e nuove abitudini che hanno rivoluzionato radicalmente le nostre vite, le nostre scelte e il mondo del lavoro. Prima dello scoppio della pandemia, le notizie che dominavano le principali testate giornalistiche condannavano l’eccesivo utilizzo della plastica, ritenuto un materiale inquinante per l’ambiente. Di conseguenza, anche i governi nazionali hanno iniziato a fare pressioni per trovare soluzioni alternative e nel breve termine.

All’improvviso, la diffusione del Covid-19 ha reso evidente un requisito fondamentale, ovvero la necessità di proteggere e conservare gli alimenti, garantendo la loro sicurezza e igiene. Il Gruppo Taghleef Industries rappresenta uno dei principali produttori di film per imballaggi flessibili a livello mondiale, perciò, la nostra filiera produttiva non si è fermata, nemmeno durante la pandemia, al fine di garantire una fornitura continua e affidabile ai nostri clienti.

Come accennato in precedenza, la necessità di preservare correttamente gli alimenti ritardando il fine vita e riducendo al minimo gli sprechi, risulta essere una priorità essenziale per la tutela della nostra salute.

La diffusione dell’epidemia di Covid-19 e la paura del contagio hanno portato i consumatori a selezionare con attenzione i prodotti e preferire alimenti confezionati. A ciò si aggiunge anche l’aumento degli acquisti online e dei servizi di consegna a domicilio o di cibo per asporto che necessitano evidentemente di una idonea protezione garantita dal packaging.

Il problema nell’uso della plastica, così come di altri materiali, sta nell’educare i consumatori e le nuove generazioni a smaltire correttamente i rifiuti, sensibilizzandoli nei confronti della raccolta differenziata. Così facendo, si ridurrebbe l’impatto che i rifiuti hanno sull’ambiente e, grazie al riciclo, si limiterebbe drasticamente l’utilizzo delle risorse naturali e limitate del nostro pianeta.

Inoltre, crediamo che l’impiego di sovra-imballaggi non necessari possa essere sostituito dalla realizzazione e dall’utilizzo di imballi sostenibili e di più facile smaltimento. Per questo motivo, Taghleef Industries si impegna a produrre soluzioni altamente performanti che mantengano l’integrità degli alimenti e che siano, al tempo stesso, innovative e a basso impatto ambientale.

Il 2022 è iniziato molto in salita tra la recrudescenza del Covid, con le conseguenti quarantene, e gli incrementi indiscriminati delle materie prime: qual è la situazione di TI Films? Le negoziazioni con la GDO come procedono?

Il 2021 si è chiuso con un’impennata dei costi relativamente all’energia, ai materiali di imballo e alla logistica, il cui trend sì è confermato anche all’inizio del 2022. Le conseguenze del perdurare della pandemia, unitamente alla recente drammatica situazione del conflitto in Ucraina, hanno ulteriormente contribuito ad aumentare i costi lungo tutta la catena del valore. Taghleef Industries, grazie alla sua presenza globale, può contare su una consolidata rete di approvvigionamento delle materie prime ed ha contenuto, per quanto possibile, l’impatto dell’aumento dei costi produttivi sui propri clienti.

Da un punto di vista della catena del valore, in quanto produttore di film per imballaggi, la GDO rappresenta per Taghleef Industries un riferimento per quelle che sono le richieste del mercato in ottica di prodotti da offrire, ma la negoziazione per quel che riguarda l’aspetto economico/commerciale coinvolge principalmente gli attori intermedi della catena del valore, quali converter e brand owners.

 

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