Ferrari Formaggi: ottima collaborazione con Arla Food, il 2022 anno di novità per la nostra offerta. La dinamicità del gruppo lodigiano

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Come per tutte le aziende anche per la Ferrari Formaggi – industria casearia del Lodigiano le cui origini risalgono al 1823 – quello da poco trascorso è stato un anno molto complesso e pieno di insidie, nel quale ha però saputo mantenere un business solido continuando a crescere nel proprio settore. È stato infatti rafforzato il supporto alle marche Ferrari e GranMix in Italia, mentre sono aumentati gli investimenti sui mercati europei e accelerati quelli industriali per garantire all’azienda competitività e sviluppo. Il tutto in linea con le strategie elaborate e con un approccio al lavoro illustrato a GDONews da Massimo Estrinelli, Managing Director del marchio. “Siamo molto contenti – spiega – anche degli ottimi risultati ottenuti in seguito alla partnership distributiva siglata nel 2019 con il gruppo Arla Foods per la distribuzione esclusiva in Italia del burro Lurpak. E’ importante poi sottolineare il grande attaccamento dimostrato delle nostre persone all’azienda, con flessibilità e proattività grazie alle quali è stato possibile garantire elevati livelli di servizio in un contesto epidemiologico non semplice”.

Il 2022 invece è iniziato molto in salita tra le conseguenze dell’ultima  ondata di Covid e gli incrementi indiscriminati delle materie prime. Come vivete questo periodo e come procedono le negoziazioni con la GDO?

Questo sarà senza dubbio un anno duro, probabilmente tra i più complicati degli ultimi decenni. La situazione sul fronte Covid sta migliorando ma in queste prime settimane c’è stato un vero e proprio tsunami che ha messo a dura prova la capacità di garantire la continuità del business. Abbiamo però superato con successo questa fase, con la consapevolezza di esserne usciti per certi versi più forti e coesi. Un ottimismo che è invece più difficile da trovare sul versante dei costi. Gli aumenti che stiamo registrando sono davvero importanti e toccano tutte le componenti di costo dei prodotti, dalle materie prime all’energia e al packaging. L’adeguamento dei prezzi non è quindi un’opzione ma una necessità impellente dalla quale dipende la sopravvivenza di molte aziende Italiane, soprattutto quelle che come noi sono legate al territorio e fanno parte di una filiera importante ma complessa. Questa fase è molto delicata ma spero, e sono convinto, che alla fine si possa trovare un giusto equilibrio. Da parte nostra stiamo cercando di prendere le decisioni più corrette per garantire la sostenibilità economica del business, avendo sempre in mente una visione di medio e lungo periodo. 

In merito alla sostenibilità ambientale invece cosa sta facendo Ferrari Formaggi per un tema quanto mai attuale per rimanere competitivi sul mercato? Quali sono i propositi già realizzati e quali quelli in via di realizzazione?

Anche questo è sicuramente un argomento al centro di ogni nostra scelta poiché siamo ben consapevoli del ruolo che abbiamo, non solo come azienda alimentare, e che dobbiamo svolgere in un percorso complesso ma necessario. L’impegno di Ferrari è concreto e si declina nella produzione responsabile in ottica di continua riduzione dell’impatto ambientale e nell’evitare sprechi di energia e di cibo. Due elementi di attenzione che si riflettono anche nelle referenze stesse e nel packaging. Il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, produzione limitata di altissimo pregio, ad esempio, valorizza anche la biodiversità animali e l’economia del territorio. Nello specifico invece, sul tema del packaging, da sempre la nostra prima regola nella progettazione delle confezioni è ridurre al massimo l’over-packaging, utilizzando la giusta quantità di materiali funzionalmente utili alla buona conservazione del prodotto. Nel 2020 inoltre abbiamo poi iniziato un progetto di ricerca in collaborazione con l’Università degli studi di Milano per lo sviluppo di materiali e metodi di confezionamento in pack riciclabile e da pack riciclato, che sta dando risultati molto promettenti. Abbiamo poi importanti progetti in corso sul tema energetico di cui ci stiamo già occupando da tempo visto che negli ultimi anni abbiamo ridotto del? 20%? i consumi complessivi e che da inizio 2022 utilizziamo solo energia elettrica da ?fonti 100% rinnovabili. 

Passando alla voce dell’export, quanto incide sul vostro fatturato? La situazione pandemica ha limitato la crescita di Ferrari Formaggi sui mercati esteri?

Per la nostra tipologia di prodotti, ad alto livello di servizio, qualità e valore, la pandemia non ha generato effetti negativi, anzi in alcuni mercati ha contribuito ad incrementare i livelli di penetrazione. Tale scenario si è inserito in un percorso già avviato, che negli ultimi quattro anni ha portato a raddoppiare la quota delle vendite export, raggiungendo circa il 30% del nostro business complessivo. Siamo molto soddisfatti della performance registrata dai nostri prodotti a marchio “Giovanni Ferrari” in mercati chiave quali la Germania e la Francia, dove la coraggiosa decisione di investire in comunicazione e sviluppo ha portato nel 2021 a raggiungere dei numeri superiori ai risultati già alti raggiunti nell’anno precedente. 

Ferrari Formaggi dunque dopo aver conquistato ben quattro trofei agli International Cheese & Dairy Awards di Stafford – il più grande evento internazionale di prodotti lattiero-caseari con oltre 5.500 produttori da tutto il mondo – si prepara a vivere con impegno e fiducia i prossimi mesi. “Stiamo lavorando a diverse novità – conclude Estrinelli – che presenteremo prossimamente. Si tratta di novità di prodotto che, mantenendo la stessa qualità di sempre che contraddistingue la nostra offerta, vanno incontro alle esigenze dei consumatori e rispondono alla necessità di una crescente sostenibilità dell’offerta.”