Gallo e Scotti, due leader dalle differenti caratteristiche ma molto efficienti. La crescita di Riseria Vignola

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In questo articolo sono state messe a confronto (benchmark) quattro aziende del settore nei loro parametri di Bilancio della gestione caratteristica (conto economico) dell’anno 2020, valutando con attenzione anche le dinamiche degli anni che vanno dal 2016 al 2020. Le imprese messe a confronto sono: Riso Gallo Spa, azienda leader della famiglia Preve, un’istituzione in Italia e che ha fatto della sostenibilità una bandiera del proprio agire. Nel 2020 l’azienda ha fatturato 114 milioni di euro ed il core business è tutto incentrato nella valorizzazione del proprio marchio. Una caratteristica che la differenzia dall’altro grande leader di mercato, Riso Scotti Spa che, invece opera sia con il proprio brand che come partner della GDO in vari brand a marchio d’insegna dei protagonisti del mercato (Private Label).

Il fatturato di Riso Scotti Spa, nel 2020, è stato pari a 219,7 milioni di euro. Riso Scotti è leader di mercato ed è molto dinamica in termini di proposta: a tal proposito ha fatto notizia un accordo una cooperativa sardo piemontese, la Sapise, volto alla valorizzazione del famoso riso nero “Riso venere”, che si caratterizza per una filiera produttiva tracciabile e certificata con scrupolosa attenzione. L’accordo prevede che tutto il riso prodotto dai soci di Sa.Pi.Se. adesso arriverà ai consumatori attraverso l’unico marchio di Scotti. E’ recente la notizia che il ministro Giancarlo Giorgetti (MISE) ha autorizzato un accordo di sviluppo industriale con l’azienda di Pavia che prevede la realizzazione di investimenti in tecnologie 4.0. Nello specifico si tratta di un ampliamento della capacità produttiva dello stabilimento di Pavia, sia per quello che riguarda la produzione e commercializzazione di riso che di prodotti derivati, attraverso l’utilizzo di nuovi macchinari tecnologicamente innovativi. Gli investimenti ammontano a circa 21,3 milioni di euro, a sostegno dei quali il Mise mette a disposizione circa 8,2 milioni di euro. E’ previsto un incremento occupazionale per l’azienda di 13 lavoratori;

La terza azienda che abbiamo preso in esame in questo benchmark è la Riseria Vignola Giovanni, una Spa che nel 2020 ha realizzato 66,1 milioni di euro. Infine abbiamo inserito nel confronto anche un’azienda di dimensioni inferiori, la Riseria Cusaro Srl che grazie alla produzione del riso parboiled di Esselunga entra nel novero delle aziende di produzione interessanti per la grande distribuzione italiana. Il fatturato di quest’ultima nel 2020 è stato di 5,4 milioni di euro.

La gestione caratteristica degli ultimi 5 anni

Le tre aziende più grandi negli ultimi cinque anni hanno tutte incrementato i loro ricavi; Riso Scotti Spa, ad esempio, è passata da un fatturato pari a 186 milioni di euro nel 2016 ai 219 milioni di euro realizzati nel 2020.

Va specificato che la grande ascesa l’azienda pavese l’ha compiuta dal 2019 in avanti, sebbene nell’anno del Coronavirus la sua crescita sia stata di un ulteriore 10,6%; anche Riso Gallo Spa negli ultimi cinque anni è cresciuta, soprattutto nel 2020 realizzando nell’ultimo triennio un incremento dei ricavi pari al 11%.

Riseria Vignola è un altro player importante ma di diverso livello dimensionale rispetto alle prime due. Nonostante ciò è interessante rilevare che anche questa, come le precedenti, ha vissuto un triennio 2016-2018  stazionario in termini di ricavi, per poi incrementarli a partire dal 2019; in termini % la sua crescita nel quinquennio è stata del 45,4% e, nel solo ultimo anno, l’incremento è stato pari al 19,5%.

La crescita dei ricavi, si è scritto più volte, è sicuramente sinonimo di dinamicità commerciale (incremento dei clienti, incremento delle referenze codificate, incremento delle attività di marketing, etc) ma questa non è sufficiente a definire la qualità di un’azienda. I ricavi devono produrre utili, per tale ragione in questo tipo di analisi gli specialisti del settore sono soliti verificare la qualità della crescita aziendale incrociando le vendite (ricavi) con il margine operativo lordo.

Si noti, a tal proposito, il quadrante a quattro qui sopra: nel quadrante sinistro in alto si rappresentano le aziende che hanno perso ricavi ma incrementato la marginalità. Questa casistica, pur in depressione delle vendite, non si considera in termini di preoccupazione nella valutazione di un’azienda, lo può diventare se la diminuzione del fatturato scende oltre una certa soglia. Delle quattro aziende analizzate solo Riseria Cusaro si trova in questa parte del quadrante, ma molto vicina al quadrante più nobile del grafico di cui parleremo tra poco. Nel quadrante basso a sinistra vengono, invece, rappresentate le aziende che hanno perso sia fatturato che marginalità. E’ lo scenario peggiore dei quattro ma, per fortuna, nessuna azienda è in esso presente. Nel quadrante in basso a destra vengono rappresentate le aziende che hanno aumentato il fatturato ma diminuito la marginalità. Questo scenario è pericolosissimo perché da un lato si può cadere in inganno dalla crescita dei ricavi che per essere sana deve ugualmente presentarsi solida, in caso contrario si possono ravvisare rischi. Nel quadrante si trova la Riso Gallo Spa ma, si faccia molta attenzione, come si vede dal posizionamento del pallino verde, in verità si tratta di un trend EBITDA che è leggermente calato nel quinquennio, ma nulla di preoccupante data l’estrema vicinanza al miglior quadrante. Infine, l’ultimo, quello a destra in alto indica lo scenario più roseo: la crescita dei ricavi che viene accompagnata dalla crescita dei margini. Nel benchmark in analisi la Riseria Cusaro e Riso Gallo Spa sono, ognuna dalla sua posizione, molto vicine a questo quadrante. Riso Scotti e Riseria Vignola sono invece dentro.

EBIT MARGIN 2020

Le quattro aziende analizzate sono tutte solide, si legga sotto il paragrafo dedicato alla loro efficienza, e tutte nel 2020 hanno chiuso in positivo; di queste il miglior EBIT è stato quello di Riseria Cusaro (5,92%), seguono Riseria Vignola e Riso Scotti Spa (2,3% e 2,6%) ed infine Riso Gallo (1,26%).

Nel pdf allegato, ottenuto grazie alla piattaforma ON LINE di GDONews BENCHMARK ON LINE, si possono analizzare i driver della redditività degli azionisti, le tabelle con la precisa situazione patrimoniale delle imprese e tutti i valori indicati nei bilanci del 2020 messi tutti a confronto. Sono presenti tutti i bilanci di tutti i fornitori di riso in GDO. Dentro la piattaforma sono presenti i bilanci dal 2015 al 2020 di oltre 50 fornitori di riso presenti in GDO e su questi è possibile realizzare qualsiasi attività di benchmark tra loro.

Analisi di efficienza delle aziende

Dopo aver verificato i conti economici, ovvero l’insieme delle operazioni aziendali che hanno contribuito a determinare il risultato economico finale di un preciso periodo (dal 2016 al 2020), verifichiamo ora una serie di indicatori che spiegano in modo palese qual è la loro efficienza economico finanziaria. Cercheremo di spiegare questi indicatori con un linguaggio molto semplice e poco professionale, rimandando al PDF scaricabile qui sotto, un approfondimento per i tecnici amministrativi.

Il primo indicatore che viene analizzato per giudicare l’efficienza sono i tempi medi di giacenza scorte: nel benchmark in atto i risultati sono decisamente positivi per quasi tutte le aziende, ad esclusione di Riseria Vignola che supera i 100 giorni ma, si faccia attenzione, questo indicatore dice poco perché tiene conto anche della materia prima e dei semi lavorati; pertanto, tale lunghezza potrebbe essere determinata dalla massimizzazione del beneficio di acquisti concentrati, non certo dalla bassa rotazione delle vendite del prodotto finito.

Un altro indicatore interessante sono i tempi medi di incasso: anche qui ci troviamo in un benchmark in cui sono in tutte e quattro le casistiche aziendali i tempi sono molto buoni, addirittura eccellenti quelli di Riso Gallo Spa e Riseria Cusaro.

Anche i tempi medi di pagamento ai fornitori sono in generale molto buoni, la media del benchmark è 66,5 giorni, solo Riso Scotti Spa è un po’ più lunga delle altre ma, anche in questo caso, tale comportamento è sinonimo di forza negoziale dato che il suo stato patrimoniale risulta solido.

La parte interessante del benchmark dedicato all’efficienza è quello riferito alla solidità finanziaria: il rapporto mezzi propri/attivo medio è 47,7. Per far capire cosa significa, fatto 100 il fatturato dell’azienda, in media quello finanziato con i mezzi propri è pari a 47,7; si tratta di un buon indice, di solito il retailer (e anche le banche) apprezza molto tutte le aziende che presentano un indice sopra a 30. Riseria Cusaro presenta un rapporto mezzi propri attivo molto alto (75,69), praticamente fa un minimo ricorso al debito per sostenere il fatturato della sua azienda, usa moltissimi mezzi propri. Questo fattore, tipico delle aziende sane di tipo familiare di piccole dimensioni, è assolutamente apprezzabile, non lo sarebbe nel caso di azienda con dimensioni differenti e con diversi soci: infatti in questo caso questi non sarebbero così felici di dover sostenere un grande volume di fatturato con i loro mezzi (i loro soldi).

Il rapporto debiti netti/ricavi è l’altra faccia della medaglia di quello che abbiamo appena scritto: normalmente un rapporto debiti/ricavi attorno a 30 è molto buono, tra 30 e 50 medio, e sopra 50 inizia ad essere necessario controllarlo spesso. Nel caso delle aziende analizzate la media è 8,4, un risultato che dimostra una straordinaria solidità di tutte queste aziende. L’ultimo dato è quello dei debiti a breve: la media del benchmark è 27, anche questo un indicatore basso decisamente positivo.

Concludendo: il benchmark ha preso in considerazione quattro aziende, due di grandi dimensioni, una di media grandezza ed infine una piccola e molto efficiente, seppur distante dalle altre per necessità e strategie. Le altre di dimensioni più rilevanti hanno vissuto un periodo (2016-2018) di relativa stagnazione per poi crescere nell’ultimo biennio. Le crescite sono state considerate positive (rapporto redditività/ricavi) così come sono positivi i risultati di EBIT dell’ultimo anno di bilancio. Tutte e quattro le aziende si dimostrano solidissime in termini finanziari, e particolare nota di merito è per quelle di grandi dimensioni, capaci di mantenere tale efficienza pur in situazioni di grandi investimenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Dott. Giuseppe Di Napoli
Consulente di direzione con 20 anni di esperienza nell’area Finance di industrie e aziende della GDO italiana. E’ stato uno dei più giovani membri del board nazionale dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (aiaf, 45 anni di attività, 1.000 associati), per la quale ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area Valutazione d’Azienda e di Business. E’ Autore di numerosi saggi in tema di Valutazione d’Azienda e Rischio Finanziario. E’ docente in materia di analisi finanziaria. Supporta la direzione finanziaria e la direzione crediti delle aziende clienti, curando fra l’altro lo sviluppo di modelli di calcolo del rischio finanziario di clienti e fornitori strategici.

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