giovedì 23 Aprile 2026

D’Alessandro (Dg Basko Spa) e Marco Limonta (IRI): ecco la GDO dei prossimi mesi

L’aumento dei prezzi porterà inevitabilmente ad una riduzione delle vendite. Servirà una difficile collaborazione fra industria e distribuzione per cercare di limitare l’impatto che tali aumenti produrranno sulle vendite, con altri elementi come una migliore proposta promozionale o un’offerta di valore generata dall’innovazione”. Lo ha affermato il Business insight director di IRI Marco Limonta intervenendo nell’appuntamento di “Cibus Lab – Speciale IRI” all’interno della ventesima edizione di Cibus alla fiera di Parma.

L’incontro, dedicato a “Gli andamenti delle diverse categorie del food & beverage”, ha visto anche la partecipazione di Giovanni D’Alessandro, direttore generale di Basko che ha subito sottolineato il ritorno in presenza e in piena sicurezza dell’evento: “Finalmente – ha detto – abbiamo rivisto le persone nei padiglioni e tante aziende che hanno esposto e sono presenti. Una cosa che ci apre un po’ il cuore dopo mesi difficili”. Quanto all’incremento dei prezzi, tema molto dibattuto fra gli operatori della fiera, il manager di Basko ha osservato: “Ci sono forti tensioni sulle materie prime in generale che porteranno ad una stagione particolarmente turbolenta sulla gestione di quotazioni, acquisti e posizionamento di prezzo. Contrasti che si inseriscono in un momento particolarmente delicato dal punto di vista sociale perché oggi abbiamo ancora grosse aree di incertezza e responsabilità sociale che ci portano a fare ragionamenti approfonditi sugli aumenti che dovremo attuare. Tensioni che non aiutano a lavorare bene e ci spingono a trovare la strada migliore per contenere la crescita dei prezzi, e che rischiano anche di riportare sui tavoli negoziali dei rinnovi dei contratti importanti momenti per stabilire alcuni equilibri. In questo momento dobbiamo guardare con grande attenzione a tutto ciò che si muove attorno alle quotazioni delle materie prime. Usciamo da un periodo molto complicato perché negli ultimi venti mesi è successo di tutto in ogni attività che riguarda il mondo della distribuzione”.

Un momento inquadrato così da Limonta: “I primi mesi dell’anno sono stati trainati dal mondo alimentare che come nel 2020 continua ad essere in crescita. Si sono aggiunte le ottime performance del mondo delle bevande – sia analcoliche che alcoliche – anche in virtù di un aspetto climatico anomalo, che hanno contribuito positivamente al trend di quest’anno. Ci sono poi categorie particolarmente performanti e altre che dopo essere state penalizzate dalla pandemia oggi restituiscono invece dati molto positivi. Guardando le cifre da una prospettiva temporale i trend cambiano in modo radicale. Ci sono categorie la cui analisi, anche solo a partire da gennaio 2021, è in forte crescita ma se confrontiamo il periodo della pandemia con il corrispondente del 2020 da febbraio in poi i trend cambiano. La Pasqua dell’anno scorso, ad esempio, è stata disastrosa mentre nel 2021 il consumatore si è ricordato di certi prodotti e ha restituito dati positivi come quelli del 2019, anche se sommando tutte e tre le stagioni resta ancora negativo. L’anno scorso – ha osservato Limonta – è stato particolarmente positivo  per i freschi confezionati, ma non allo stesso modo per tutte le categorie. Complessivamente i dati ci restituiscono un 2020 negativo nonostante categorie come carni e formaggi abbiano generato positività nei pesi variabili mentre nell’anno in corso soffrono un po’ la controcifra negativa. Oggi vediamo un forte ritorno alla crescita nell’area della gastronomia a peso variabile messa un po’ da parte un anno fa mentre è sempre forte la componente dell’ittico lavorato, in particolare il sushi che è tornato a crescere in modo interessante”.

Guardando ai presupposti di un anno fa sui formati D’Alessandro ha invece puntualizzato: “Di questi tempi ci raccontavamo della necessaria progettazione degli spazi ma i numeri ci dicono che i consumatori stanno tornando alle vecchie abitudini, sicuramente alcune cose rimarranno ma non tutto. Celebravamo ad esempio il ritorno in auge della prossimità ma i clienti non sono rimasti troppo attaccati a quel canale perché magari lo hanno trovato poco idoneo alle proprie esigenze. Forse anche sull’onda emotiva di ciò che stava accadendo abbiamo fatto considerazioni diverse su situazioni che oggi guardiamo più attentamente. Valutare più periodi, in un momento in cui stiamo definendo i budget per il 2022, ci serve a fissare punti e obiettivi per il prossimo anno. Abbiamo uno spazio molto più ampio da analizzare e meno emotività ad influenzare le decisioni. Si registra una ripresa dei consumi fuori casa, magari non a pieno ritmo, con cui la Gdo dovrà rifare i conti. I dati sicuramente ci aiutano ad osservare i comportamenti quotidiani e le richieste dei consumatori perché sicuramente rimarrà qualcosa delle abitudini lasciate in dote dalla pandemia ma torneremo prevalentemente all’antico”.

Sulle dinamiche delle categorie l’analista di IRI ha invece evidenziato: “Nel 2020 abbiamo avuto crescite impensabili, come le farine che sono arrivate a 130 milioni di euro, ma adesso il fenomeno sta rientrando, anche se qualcosa è rimasto perché fino a maggio di fatto abbiamo vissuto un periodo simile al lockdown. Il graduale ritorno alla normalità porterà queste categorie a soffrire una controcifra mentre si sono confermate alcune dinamiche che avevamo già visto negli anni scorsi, elementi di innovazione e di forte spinta come il 100% italiano, i senza lattosio, gli alti proteine e gli integratori. Categorie trendsetter che continuano ad esserle mentre ha segnato un po’ il passo il biologico a fronte anche di un ritorno del canale specialistico che ha ripreso a competere con la grande distribuzione. Resta forte, infine, il tema dell’ecocompatibilità e dell’ecosostenibilità che ci accompagnerà anche nei prossimi mesi”. Quale scenario bisognerà attendersi quindi per la pressione promozionale? “Dovremo essere attenti e cauti – ha messo in guardia D’Alessandro – noi speriamo di poter confermare anche nel 2022 la pressione del 2019 perché non credo che le cose cambieranno molto. Noi cerchiamo sempre di conferire valore alla nostra offerta, Basko sul posizionamento del prezzo cerca di essere fair quanto più possibile, non adottiamo strategie di leadership di costo ma di differenziazione. Tutte le nostre attività e campagne di comunicazione sono sempre più centrate sulla scelta di assortimenti che fanno la differenza. Il mio auspicio – ha concluso – è che il mercato possa andare sempre più in quella direzione anche se credo che non ci sposteremo molto dai valori che abbiamo registrato, questa è la consuetudine del nostro mercato”.

 

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