Il 2020 è stato un anno dove gli italiani hanno modificato i loro stili di vita per necessità, ed insieme ad esso i modelli di consumo. Nel workshop sulle categorie merceologiche della prima colazione dello scorso 26 gennaio è stato di tutto interesse l’intervento di Gabriele Conigliaro, Ricercatore Quantitativo dell’Istituto Piepoli, noto Istituto di ricerca che per tutto l’anno 2021 si preoccuperà di realizzare report sulle inchieste che svolgerà per conoscere nel dettaglio le nuove necessità dei consumatori ed anticipare i trend dei consumi.

Conigliaro, ha esposto il report che indicava 10 domande che erano state poste ad un panel rilevante di consumatori relativamente al cambio delle abitudini di consumo sul tema della prima colazione.

Nell’esposizione Conigliaro evidenzia le singolari ed interessanti modifiche nei comportamenti degli italiani, dettate principalmente dall’attuale emergenza sanitaria che ci ha accompagnato durante tutto il 2020.

Il tema viene analizzato in tutti i suoi aspetti, cercando di comprendere qual è la percentuale di italiani che realmente ha cambiato i propri comportamenti legati alla prima colazione e qual è la percentuale degli italiani che, invece, ha mantenuto intatte le proprie abitudini, e soprattutto verso quale direzione si sono aggiornate.

Il 41% degli italiani pensa che in futuro tornerà alle vecchie abitudini, mentre il 44%, quindi la maggioranza relativa, probabilmente manterrà le nuove abitudini. Il restante 15% è più incerto sul futuro e non sa dire se tornerà alle vecchie consuetudini o continuerà con le nuove.

Il 58% degli italiani predilige alimenti “salutari” (si tratta in misura maggiore di donne, 62%, e di over 55 anni, 64%), mentre il 32% ha risposto di ricercare cibi che siano soprattutto gustosi (percentuale che sale al 37% tra gli uomini). Il 30% fa invece un pasto con prodotti che siano in primo luogo una fonte di energia (la domanda prevedeva la possibilità di indicare più criteri di scelta degli alimenti).

Come sarà invece la colazione degli italiani nei prossimi anni? Le risposte articolate di Conigliaro danno una chiara idea di dove il mercato si deve rivolgere.

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