Ortofrutta, export in crescita del 7,6% nel primo semestre 2020

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Marco Salvi, presidente Fruitimprese: “Ma la politica ci ignora. Nel DL Rilancio un’altra beffa: il credito d’imposta per le spese di sanificazione ridotto dal 60 al 9% dei costi sostenuti”

La bilancia commerciale del primo semestre dell’ortofrutta non si discosta dal trend del primo trimestre: crescita in valore (+7,6% quasi 163 milioni in più) mentre i volumi calano del 6 per cento. Il valore dell’export supera i 2,3 miliardi di euro. Lo rende noto Fruitimprese sulla base dei dati Istat.

Le importazioni viceversa crescono sia in volume (2,6%) che in valore (6,5%). Le quantità importate (circa 2 milioni di tonnellate) superano ancora una volta le quantità esportate (1,6 milioni tons), mentre a valore l’export supera l’import  di poco più di 100 milioni. Il saldo commerciale sul primo semestre 2019 ritorna positivo  a oltre 102 milioni (39,3%).

Nel semestre caratterizzato dal lockdown da pandemia è interessante notare che non vi sono state ripercussioni negative sull’export che, invece, ha incrementato il fatturato del 7,6% a 2,3 miliardi per una quantità di 1,6 milioni di tonnellate.

In volume segno negativo per frutta fresca (-10,6%) e frutta secca (-9,2%), in lieve ripresa gli agrumi (1,7%). In valore andamento positivo per tutte le voci, dagli agrumi (21,3%), alla frutta secca (15,9%), a legumi-ortaggi (7,4%).

Per quanto riguarda le importazioni l’Italia ha acquistato dall’estero circa 2 milioni di tonnellate di ortofrutticoli per un valore di oltre 2,2 miliardi di euro. In valore forte crescita dell’import di agrumi  (65,6%), cresce la frutta fresca (10,4%), diminuiscono legumi-ortaggi (-14,2%). In volume crescono gli agrumi (31,3%), frutta secca (7,4%) e tropicale (7,2%).

Marco Salvi, presidente nazionale di Fruitimprese, commentando i dati, rileva “la comprovata capacità delle imprese italiane di essere protagoniste sui mercati internazionali, nonostante il drammatico calo produttivo dei principali prodotti di stagione e le difficoltà logistiche per rifornire i mercati esteri e garantire le forniture nel nostro Paese incontrate nel periodo di lockdown”.

“Un ruolo fondamentale nella nostra economia che purtroppo non viene riconosciuto dalla politica. Dobbiamo infatti sottolineare come al danno causato dalla mancata inclusione della filiera ortofrutticola tra quelle beneficiare della decontribuzione prevista dal Decreto Rilancio, è seguita la beffa del credito di imposta per le spese di sanificazione ed acquisto dei dispositivi di protezione, che è passato dal 60% annunciato dal presidente Conte a reti unificate al 9% dei costi sostenuti”.

“In sostanza – conclude Salvi – gli imprenditori del settore ortofrutticolo che continuano a prodigarsi per garantire agli italiani la fornitura di prodotto fresco, sostenendo ingenti costi per la sanificazione e per garantire la sicurezza dei propri lavoratori assumendosene il rischio sanitario ed economico, non potranno beneficiare che di aiuti pressoché irrilevanti”.

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