La GDO del comparto vino sfonda il 10% di incremento nei primi sei mesi di vendite. Analizziamo nel dettaglio i possibili fattori influenti e i nuovi trend

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La categoria vino continua la sua crescita in GDO; sebbene il COVID-19 abbia contribuito ad un incremento che, dopo 6 mesi di vendite, si attesta al +10% nel segmento DOCG, sorprende che gli incrementi più rilevanti siano stati realizzati durante la cosiddetta FASE 2, ovvero dal 4 maggio e sino alla fine di giugno.

Attenzione: l’incremento delle vendite del vino entra in un contesto depressivo della GDO italiana che, dopo un maggio euforico, ha iniziato la sua battuta d’arresto.

Le crescite trovano spiegazione in diverse ragioni: la prima è la maggiore attenzione del consumatore verso questa categoria, confermata anche dai trend registrati nel 2019 e riassunti nel nostro manuale pubblicato lo scorso mese di maggio, ma un forte contributo è stato dato da una sorta di evoluzione che la GDO sta compiendo, trasformando gli assortimenti da prevalentemente locali a locali e nazionali.

Sino a qualche anno fa non erano poche le regioni dentro cui i retailer offrivano al consumatore finale i vini prodotto nel territorio e poco altro. Oggi gli assortimenti sono variegati, completi, l’elemento locale è strategico ma non è più assoluto.

E questa evoluzione non è solo “tutta farina” della GDO, perché questa ha saputo, in verità, cogliere le evoluzioni che i produttori hanno compiuto e farne tesoro.

Una tra le Aziende che hanno saputo supportare la GDO in questo delicato momento è sicuramente Sensi Vigne e vini, che grazie ad una impostazione molto flessibile e dinamica, ha sempre posto grande attenzione a dare uguale attenzione sia allo sviluppo dei vini territoriali e indigeni, sia a creare anche vini che incontrassero categorie specifiche di consumatori o fasce di gusto diverse.

È ben noto che nella categoria dei Chianti, nella GDO Sensi occupa una posizione primaria e ha quota di mercato molto alta, derivante dal fatto che l’azienda ha saputo comprendere che le necessità della GDO sono quelle di trovare un ottimo prodotto con un fornitore che sappia essere logisticamente efficace verso le esigenze specifiche della GDO e con un assortimento talmente profondo da poter soddisfare le esigenze principali dei consumatori, offrendo più vitigni, tra i più alto rotanti.

Adesso la sfida di Sensi per il futuro è anche quella dell’offerta di vino biologico. “Sappiamo perfettamente che il biologico nel nostro settore non è una necessità impellente come in altri ambiti merceologici – afferma Massimo Sensi, contitolare dell’omonima società – ma non avere in assortimento questo tipo di offerta significa oggi essere un passo indietro rispetto a quello che è inesorabile che avvenga. Basta guardare ai casi di successo della storia, anche in GDO. Si guardi Esselunga: lanciò il biologico negli anni ’90 quando nessuno poteva solo immaginare che da lì a qualche anno avrebbe cambiato le abitudini dei consumatori del mondo. Ma Esselunga con quella strategia aveva lanciato un messaggio molto chiaro al mercato: noi siamo all’avanguardia. Sensi Vini, nel suo piccolo, vuole essere all’avanguardia nel suo mercato di riferimento, ed è impensabile aspirare a questo e non avere in assortimento un vino biologico di qualità.”

La linea completamente Green di Sensi Vini ha proprio questo obiettivo: assumere un ruolo rappresentativo e di riferimento nella ricerca verso un equilibrio ambientale e sostenibile. Il percorso è iniziato ovviamente in vigna, attraverso sperimentazioni per testare la resa quantitativa e qualitativa sui territori a cui la coltura biologica veniva applicata.

A seguito dei primi risultati si è deciso di lavorare sul prodotto più rappresentativo della regione, il Chianti, creando il Campoluceprodotto Bio che ha immediatamente riscosso un grande successo in tutto il mondo GDO.

Forte di questo stimolo, l’azienda ha proseguito in questa direzione, producendo un secondo vino per la linea Green, il Sangiovese SO2 Free Ninfato, prodotto di grande complessità realizzativa a causa di una stabilità delicata dovuta al bassissimo contenuto di SO2, peraltro di origine naturale. Anche questo vino, nonostante un’iniziale diffidenza della GDO, è stato ben accolto e progressivamente ha conquistato il gradimento dei consumatori, che hanno compreso il potenziale non solo qualitativo ma anche salutistico di questo prodotto.

L’assortimento Bio di Sensi Vini oggi si è arricchito di un ultimo vino, il Chianti Superiore Bio Vegan Vegante, riscoprendo l’antica ricetta toscana che unisce alle uve rosse Sangiovese e Canaiolo anche un piccolo saldo di uve bianche, Trebbiano e Malvasia, per ottenere un prodotto dal carattere unico, dotato di grande freschezza e bevibilità.

Tre vini diversi ma con un’etica comune e un filo conduttore coerente tra i prodotti. Interessanti non solo a livello qualitativo e salutistico, ma perfettamente identificabili grazie a un packaging green di grande impatto e riconoscibilità, in grado di attirare il consumatore e di trasmettere subito la vocazione sostenibile. Carta riciclata, colori naturali, tappo prodotto da derivati della canna da zucchero, sono solo alcune delle caratteristiche che li contraddistinguono mentre a livello visivo Sensi ha avuto l’intuizione di incartare ogni bottiglia a mano in una confezione artigianale che a scaffale rende la linea Sensi Green assolutamente visibile e immediatamente riconoscibile, portando correttamente un inequivocabile messaggio di sostenibilità.

Prodotti tutti con tecniche sostenibili, essi vantano l’utilizzo della certificazione Biologica, Bio Vegan per il Vegante. Per Il Ninfato c’è un ridotto contenuto di solfiti certificato ovviamente dalle analisi; in questo caso infatti durante le fasi di produzione non c’è aggiunta di solfiti, che sono limitati ad una presenza di valore inferiore ai 9 mg/l, prodotti peraltro in maniera naturale.

Perché scegliere prodotti della linea Green quindi? Essenzialmente perché hanno una qualità e una personalità indiscutibile, testata e apprezzata da consumatori e buyer esperti che riconoscono non solo la bontà del percorso iniziato ma confermano anche quanto l’azienda possa contribuire ad innovare lo scaffale della GDO di oggi e del futuro, e soprattutto perché l’ampio e profondo assortimento aziendale permette acquisti diversificati per referenza senza necessità di fare scorte di magazzino rilevanti.

Sensi sta dimostrando attraverso il gradimento dei consumatori e dei propri partners, quanto già oggi sia evidente il ruolo che questi vini hanno e avranno nel futuro, e per questo ha convertito tutta la propria produzione in vigna a coltivazione biologica dimostrando che nonostante i trend passeggeri, la strada da seguire a lungo termine è quella di innovare sempre partendo dal rispetto del terreno e dell’ambiente.

 

 

 

 

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