Prampolini (Presidente D:IT): Levante sciolta non per nostra volontà, rimaniamo coerenti con i progetti verso l’Industria di Marca

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Un grande successo il Convegno annuale del Gruppo D.IT nella bella cornice del Museo Lamborghini di Funo di Argelato (BO). Terminati gli interventi dei relatori e terminata la Tavola Rotonda la Presidente Prampolini nel suo intervento di chiusura dei lavori ha affrontato il delicato tema relativo alla scelta – ponderata – con cui il Gruppo D.IT ha deciso di svolgere la tornata contrattuale per il 2020 senza alleanze improvvisate.

Nel dettaglio ha spiegato che a D.IT si erano presentate diverse opportunità di alleanze per la tornata negoziale 2020, ma alla fine si è scelta la strada della contrattazione autonoma, utile occasione per portare ad una evoluzione professionale sia la sede che i Cedì.

Al termine dell’evento GDONews ha incontrato la Presidente Donatella Prampolini per approfondire il tema.

D: Perché nel suo intervento ha parlato di “occasione di crescita professionale” per la sede e per i Cedi? Cosa intende dire?

R: L’uscita di Auchan dall’Italia ha imposto alla DO di tornare ad occuparsi di se stessa. Da diversi anni le alleanze di Supercentrale si sono tradotte in mercificazione dei contratti in cui la DO, tanto noi quanto tutte le insegne storiche, non aveva e non ha praticamente una attiva partecipazione ai tavoli negoziali, vive i rinnovi senza interagire con l’Industria di Marca.

D: Quindi questa scelta è determinata dalla volontà di aprire un rinnovato dialogo con l’industria?

R: Certo, e questo Convegno ne è la pratica dimostrazione. L’Industria di marca ha partecipato in massa ed è molto interessata al nostro progetto. E’ arrivato il momento di crescere professionalmente ed assumerci le nostre responsabilità, vale per la sede ma anche per i Cedi. Un contratto “acquistato”, come accadeva in passato o come avrebbe potuto accadere quest’anno se avessimo accettato ciò che ci era stato offerto, non porta ad una evoluzione delle relazioni tra Retail ed Industria. La DO rappresenta ancora oggi una importantissima fetta del mercato e l’Industria ne ha assoluto bisogno. E’ giusto e doveroso che gli impegni che si assumono siano diretti e di conseguenza applicati.

D: Perché con CRAI avete prima dichiarato la nascita del Gruppo Levante per scioglierlo prima che si iniziasse la tornata contrattuale?

R: Come ho spiegato nella Tavola Rotonda non siamo stati noi a voler sciogliere il progetto Levante. Il mercato sa perfettamente che quel progetto si basava sulla volontà, per la DO, di evolversi per approdare ad un nuovo modello di Supercentrale, più “inclusivo” per usare un termine molto di moda oggi. Ma se questa evoluzione si deve sostanziare in un ennesimo acquisto di un contratto prodotto dall’alto, mantenendo la siderale distanza dall’industria, con presupposti quantomeno dubbi, beh…viene meno la genesi di Levante. Abbiamo esternato la nostra perplessità ai partner e ci siamo trovati senza progetto. Da qui la decisione di fare da soli quello che si voleva fare assieme. Siamo coerenti e seri verso l’Industria di Marca.

D: Ciò significa che da oggi sarete sempre soli nei prossimi anni a negoziare i rinnovi dei contratti?

R: La DO deve stare assieme, lo pensavamo ieri e lo continuiamo a pensare. Però deve essere chiaro un punto: le alleanze, qualsiasi esse siano, non si possono limitare alla sola contrattazione con la IDM. Non è serio e nemmeno corretto verso di loro. Una moderna Centrale deve essere protagonista nella negoziazione perché a questa devono succedere responsabilità che tutti i Cedi si devono assumere. Inoltre, come abbiamo sempre detto, le alleanze devono prevedere anche sinergie sulla MDD, oppure sinergie logistiche, insomma non è la mercificazione dei contratti fatti da terzi la soluzione per rispondere seriamente alle difficoltà del mercato. Oggi il Discount è preparato ed agguerrito, e con i vecchi metodi il mercato ci ha già insegnato che non si vince. La IDM ha bisogno di noi e noi di loro, il confronto è necessario, non può essere diversamente.

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