Gli assortimenti non prevedono le esigenze dei consumatori immigrati, che intanto arrivano al 10% della popolazione residente

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Il rapporto UNAR del 2014 spiega che l’incidenza dei residenti stranieri sulla nostra popolazione totale nel 2013 ha raggiunto l’8,1% (1 ogni 12 abitanti) e in 27 province supera il 10%, con punte massime in alcuni piccoli comuni, tra i quali spicca Baranzate in provincia di Milano (incidenza del 31%). Nel 2013, un quarto degli stranieri risiede in sole quattro province (Roma, Milano, Torino e Brescia). Gli stranieri residenti in Lombardia (oltre 1 milione) sono il 22,9% del totale nazionale e quelli residenti nel Lazio (oltre 600mila) il 12,5%. Lombardia e Lazio sono le regioni in cui anche diverse singole collettività registrano le presenze più consistenti, ma ciò non vale per tutte: tra le eccezioni spiccano i cinesi, per il 17% insediati in Toscana, e gli ucraini, per il 18,5% in Campania. Volenti o nolenti, ben disposti o meno, queste famiglie devono mangiare e fanno acquisti per sfamare nuclei solitamente più compositi rispetto alle famiglie italiane.

Quante catene della Distribuzione sviluppano davvero progetti rivolti ad intercettare questo stereotipo di consumatore?

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Dott. Andrea Meneghini
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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