L’Autorità Antitrust ha avviato la sua prima istruttoria in materia di relazioni commerciali tra operatori della filiera agro-alimentare, contestando a Eurospin Italia, holding del gruppo, una violazione dell’art. 62 del decreto liberalizzazioni. Queste norme, tra le altre cose, vietano, in presenza di uno squilibrio di potere commerciale tra le parti che hanno un rapporto di fornitura di prodotti agroalimentari, al contraente più forte di imporre alla controparte negoziale condizioni non eque. Il gruppo Eurospin Italia, controllata da Migross, Shop, Dao cooperativa e Vega, conta su una rete commerciale di un migliaio di punti vendita, tra cui anche quelli in Slovenia. Nel 2013 i ricavi sono balzati da 3,5 miliardi a 3,87 miliardi con un utile netto di 152 milioni (130 l’esercizio precedente). Eurospin ha in bilancio terreni e fabbricati (i negozi) per 821 milioni e vanta liquidità per 404 milioni. L’ad di Eurospin è Romano Mion. Nella comunicazione di avvio, l’Antitrust ha ritenuto che la posizione di primato del gruppo Eurospin sul mercato della grande distribuzione organizzata nel canale discount (per numero di punti vendita, fatturato e fedeltà dei clienti) comporti per la holding Eurospin Italia la possibilità di esercitare una forte pressione commerciale nei confronti dei produttori agricoli e alimentari, parti deboli del rapporto, in sede di negoziazione, conclusione ed esecuzione dei contratti di fornitura. L’istruttoria appena iniziata riguarda, in particolare, la presunta condotta di Eurospin Italia consistente “nell’avere imposto ai propri fornitori il versamento semestrale di due contributi economici ingiustificatamente gravosi, in quanto non rispondenti ad alcun servizio prestato dal gruppo in loro favore”. I funzionari dell’Agcm, con la collaborazione della Guardia di finanza, hanno condotto accertamenti ispettivi presso la sede della società. L’istruttoria si concluderà alla fine del mese di marzo 2015.