sabato 7 Febbraio 2026

Antitrust indaga Eurospin

Possibili guai per il gigante italiano dei discount Eurospin. Secondo quanto riferito dai principali quotidiani in questi giorni la stessa avrebbe imposto ai fornitori il versamento semestrale di due contributi economici senza alcuna giustificazione. Una pratica in passato molto diffusa (ma nessun fornitore denunciava un cliente) e che sembrava caduta nel dimenticatoio.

L’Autorità Antitrust ha avviato la sua  prima istruttoria in materia di relazioni commerciali tra operatori  della filiera agro-alimentare, contestando a Eurospin Italia,  holding del gruppo, una  violazione dell’art. 62 del decreto liberalizzazioni. Queste norme, tra le altre cose, vietano, in presenza di uno squilibrio di potere  commerciale tra le parti che hanno un rapporto di fornitura di  prodotti agroalimentari, al contraente più forte di imporre alla  controparte negoziale condizioni non eque. Il gruppo Eurospin Italia, controllata da Migross, Shop, Dao cooperativa e Vega, conta su una rete commerciale di un migliaio di punti vendita, tra cui anche quelli in Slovenia.  Nel 2013 i ricavi sono balzati da 3,5 miliardi a 3,87 miliardi con un utile netto di 152 milioni (130 l’esercizio precedente). Eurospin ha in bilancio terreni e fabbricati (i negozi) per 821 milioni e vanta liquidità per 404 milioni. L’ad di Eurospin è Romano Mion. Nella comunicazione di avvio, l’Antitrust ha ritenuto che la  posizione di primato del gruppo Eurospin sul mercato della grande  distribuzione organizzata nel canale discount (per numero di punti  vendita, fatturato e fedeltà dei clienti) comporti per la holding  Eurospin Italia la possibilità di esercitare una forte pressione  commerciale nei confronti dei produttori agricoli e alimentari, parti  deboli del rapporto, in sede di negoziazione, conclusione ed esecuzione dei contratti di fornitura. L’istruttoria appena iniziata riguarda, in particolare, la presunta condotta di Eurospin Italia consistente “nell’avere imposto ai propri  fornitori il versamento semestrale di due contributi economici  ingiustificatamente gravosi, in quanto non rispondenti ad alcun  servizio prestato dal gruppo in loro favore”. I funzionari dell’Agcm,  con la collaborazione della Guardia di finanza, hanno condotto  accertamenti ispettivi presso la sede della società. L’istruttoria si concluderà alla fine del mese di marzo 2015.

 

 

 

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