Quindi, per rimanere dalla parte dei bottoni, diciamo subito che le seguenti righe sono una nostra interpretazione del comunicato pubblicato la scorsa settimana.
L'Accordo Strategico
Andiamo, però, con ordine: nel comunicato in questione si spiega che Conad e Finiper hanno “Sottoscritto un accordo strategico per mettere assieme le proprie conoscenze, fare sviluppo, creare convenienza per i clienti e tutelare le eccellenze della filiera agroalimentare nazionale.” Significa che le due organizzazioni si riuniranno per mettere assieme i contratti (si può dire che un contratto non sia una conoscenza, un bagaglio storico della storia di una azienda commerciale, un know how basilare) e si riuniranno per fare acquisizioni e comprare strutture o addirittura catene (fare sviluppo) e per creare convenienza verso i clienti attraverso la forza contrattuale derivante dall’unione e dalla strategia aggressiva che sarà posta in essere sugli acquisti e sulle vendite. Alla faccia di chi pensava che le supercentrali erano finite! Gli uffici di Casalecchio avranno rumoreggiato un bel po’. Il comunicato prosegue e dichiara: “Conad e le società IperMontebello e Unes del gruppoFiniper hanno sottoscritto un accordo di partnership strategica che avrà efficacia dal 2015 per la durata di cinque anni e sarà rinnovato in automatico per altri cinque.” Quindi ciò significa che salvo il pagamento di probabili penali (di solito succede così) le due organizzazioni cammineranno il percorso della distribuzione alimentare assieme sino al 2020, con opzione sino al 2025. Come sarà l’Italia nel 2020? La crisi ci sarà ancora o saremo tutti ad accenderci le sigarette incendiando banconote da 50 euro? Dal 2015 al 2020 di sicuro ci sarà una definitiva selezione naturale della specie, ovvero saranno gli anni in cui le aziende della Distribuzione che sono in difficoltà probabilmente spariranno lasciando sul campo solo le organizzazioni più solide. Bisogna dire che dentro il mondo Conad questa mossa è quanto mai opportuna: l’azienda, come tutte del resto, quest’anno sta facendo di tutto per mantenere controcifre accettabili; chi lavora dentro l’insegna racconta di forti tensioni determinate dall’affrontare numeri di ritorno di fatturato mai vissuti in precedenza. Ma non vi sono dubbi che da qui al 2020 uno dei sistemi più semplici per aumentare i fatturati sarà crescere. Conad ha la forza economica per comprare, ed alleandosi con Finiper si uniscono liquidi, ma anche menti. Pugliese condividerà il tavolo con Marco Brunelli, uomo che, dicono, stimi moltissimo e con Mario Gasbarrino, un altro manager che, oltre ad essere tale, è possessore di una quota del Gruppo Unes, quindi un manager imprenditore.
Gli Ipermercati
Il comunicato prosegue ed afferma che “Sarà sviluppata una collaborazione comune nel non-food per scambiare le rispettive conoscenze nei servizi e negli assortimenti, con particolare attenzione agli ipermercati. Inoltre saranno messe a punto delle strategie per valorizzare la marca del distributore, ricorrendo a una logistica sviluppata e i prodotti autenticamente italiani. Queste attività riguarderanno anche un’opportuna collaborazione in fase di negoziazione per sviluppare nuovi prodotti con fornitori nazionali e internazionali e migliorare la qualità dei servizi offerti ai clienti.” L’accenno al Non Food ha destato curiosità: ma non si era detto che il non food in questo momento storico era da limitare a vantaggio dei freschi e dell’offerta alimentare, portando il format Iper più vicino ad un superstore? Recentemente Conad del Tirreno ha ultimato una ristrutturazione a Pisa che ha delle note curiose: l’apertura in area vendita, storicamente appannaggio del non food, è stata data ai freschissimi, in particolare la frutta. Si è ampliata l’offerta regionale (le specialità) ed è stata diminuita la metratura complessiva riducendo gli spazi del non food. E allora? L’insegna Leclerc sta abbandonando il Paese e la volontà era quella di portare il contenitore da Iper Leclerc a Superstore Conad. Chissà che adesso, alla luce di questo nuovo accordo “strategico” le cose non subiscano una evoluzione. Più attenzione alla marca commerciale pare, e la presenza di Gasbarrino qui è strategica. Chissà che l’atteggiamento di Conad verso l’industria non cambi in una direzione più netta, ovvero ritoccando gli assortimenti assottigliando gli spazi per i Brand delle marche industriali.
Mancano solo pochi mesi al 2015 e la macchina organizzativa è già in movimento. Ne vedremo delle belle sul mercato.
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