Una indagine getta ombre sulla qualità del caffè venduto nei supermercati

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La qualità del caffè al supermercato ha subito una netta flessione nell’arco di due anni. Questo è il dato principale che emerge dalla ricerca Absis Consulting che ha testato 24 caffè in grande distribuzione per moka, cialda e capsula. La ricerca, che ha considerato tanto i principali prodotti di marca che i prodotti a marchio, evidenzia come il 75% dei prodotti testati abbia un Indice Absis (indice di tiferimento della qualità) negativo e descrive come sugli scaffali ci siano prodotti di buona qualità venduti a prezzi contenuti e, all’opposto, prodotti di scarsa qualità che si fanno pagare molto bene. Nel 2010 i prodotti che non raggiungevano la sufficienza erano il 40% di quelli prelevati dagli scaffali.
Per ogni caffè la ricerca ha indagato le principali caratteristiche chimiche e sensoriali, sintetizzandole nell’Indice Absis. In particolare per ogni prodotto sono state rilevate le concentrazioni delle cosiddette molecole killer (geosmina, 2,4,6 tricloroanisolo e 2,3,4,6 tetracloroanisolo), così definite perché capaci di annullare gran parte delle note aromatiche positive già a bassissime concentrazioni dando sensazioni di terra, legno marcio, farmacia e muffa. “Sembra che purtroppo la qualità del caffè al supermercato stia soffrendo la non facile congiuntura economica – ha commentato Carlo Odello, amministratore delegato di Absis Consultig – Probabilmente hanno pesato da un lato il prezzo del caffè crudo, che è fortemente aumentato in questi due anni, e dall’altro l’impossibilità di aumentare i prezzi al consumatore considerata la minore capacità di spesa di quest’ultimo”.
La denuncia è preoccupante: si abbassa la qualità del prodotto addizionando molecole sintetiche per contenerne il prezzo. Questo è il rischio che corre tutto il settore alimentare come già le varie inchieste sul latte avevano evidenziato nel 2011. Ci si chiede fino a che punto si possa arrivare e soprattutto, parlando di private label, la GDO possa accettare questa caduta di qualità.

6 Commenti

  1. Lavoro da anni nel settore e posso dire che i prezzi di vendita hanno seguito la dinamica dei costi che sono aumentati del 20% in due anni.

  2. Per forza. Lavoro nel settore e quindi sono a diretto contatto con il “problema” La concorrenza della grande distribuzione è spietata, ma non solo. Le enormi quantità di cialde vendute a bassissimo prezzo on line, non possono contenere caffé della migliore qualità.Noi, ad esempio, selezioniamo caffé ottimi, ma il consumatore non vuole sentir parlare di prezzi più cari, quindi…

    • Monica, saprebbe dare qualche buon consiglio a noi consumatori per evitare di comprare caffè “non caffè”?

      Ad esempio il caso delle cialde vendute a basso costo online meriterebbe qualche ulteriore approfondimento, spesso e volentieri sono vendute a prezzo basso proprio perchè la filiera è piu’ corta e si evitano intermediari…

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