giovedì 23 Aprile 2026

IRI Simphony Group: riparte la crescita, sia pure lentamente. Interessante intervento di Pugliese (Conad)

Sebbene lentamente lo shopping nel carrello riparte, la lunga crisi dei consumi ha spinto i distributori a tagliare gli assortimenti e ad accelerare sulle promozioni, che di fatto riprendono a fare presa sui consumatori.
Nei primi cinque mesi dell’anno in corso le vendite nella grande distribuzione (comprese drugstore e discount) sono cresciute del 2,5% a oltre 25 miliardi. «Un segnale confortante – ha osservato ieri Angelo Massaro, ad di SymphonyIri Group, nel corso di un convegno promosso da Mark Up – che lascia ben sperare. Aspettiamo però i mesi successivi prima di consolidare il trend». In effetti le vendite potrebbero risentire del balzo dell’inflazione anche se in GDO siamo all’ 1,6% contro quella alimentare dell’Istat ferma al 2,3%.
L’importanza della pressione promozionale è indubbia, che anche in maggio si è impennata sino a sfiorare il 27%. “A sorpresa – aggiunge Massaro – si è prodotto anche un balzo dell’efficacia promozionale, da 108 a 114, superiore al dato medio del 2009, e smentendo chi sosteneva il pericolo di assuefazione”. Poi le rilevazioni di SymphonyIri Group si sono soffermate sul calo degli assortimenti dell’1% (il totale è di oltre 17mila) negli ipermercati e del 5% nei discount (meno di 2.300); crescono invece nei supermercati dell’1,6%, sfondando il tetto dei 9mila. Dati che peraltro confermano lo stato di sofferenza degli ipermercati. «Oltre i 6mila metri quadrati di superficie – ha esordito Francesco Pugliese, direttore generale di Conad – non funzionano. Come non funzionano oltre un raggio di 30 chilometri».
«Per noi – ha esordito Giacomo Archi, ad di Henkel Italia – il canale degli ipermercati è molto costoso e non possiamo pensare di crescere di più. Del resto anche i consumatori si sono convinti che negli iper la spesa è problematica: troppa scelta e rischio di sbagliare prezzo e prodotto».
Secondo Pugliese «non è più tempo di assortimenti sterminati e confusione dei prezzi. Il consumatore oggi ha bisogno di una scala di prezzi chiara. Conad li ha ridotti a cinque: un leader ben noto e un follower che può variare a seconda dei mercati locali. In tutti i casi però i nostri margini devono assolutamente corrispondere al leader di categoria».
Conad nei primi cinque mesi del 2011 ha aumentato, a rete costante, le vendite nel canale super del 3,5% e in quello iper dell’1%. «Abbiamo ridotto l’assortimento – aggiunge il top manager della cooperativa dei dettaglianti – che in Italia sono in fotocopia in tutte le catene, sfidando le critiche di molti, ma i risultati ci danno ragione».
Sul tema delle private label, Massaro ha sottolineato la riduzione del gap di sviluppo tra marca del distributore e prodotti di marca. Negli ipermercati la contrazione degli assortimenti coincide con la crescita delle private label. «Il marchio Conad – dichiara Pugliese – è del 26%: diamo spazio alle Pmi e applichiamo da tempo le regole di protezione dei nostri fornitori più piccoli».

Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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