Conad chiude il 2010 con un incremento del 5% sull’anno precedente

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Il fenomeno Conad continua la sua corsa rivolta alla crescita del fatturato ed all’incremento delle quote di mercato. Oggi è sempre più una formula vincente dotata di buoni ingredienti: una continua concentrazione di promozioni, insegne ed adesso anche di assortimenti, infatti nei piani del 2011 ci sono le omogeneizzazioni assortimentali, logica conseguenza delle attività compiute negli scorsi anni, rivolte al massimo obbiettivo di portare l’insegna a ragionare come una DO evolutissima, più vicina alla GD chiaramente senza perdere di vista il locale, vera sfida della Distribuzione.

Ciò che Conad ha compiuto e sta compiendo è una vera e propria acrobazia manageriale, in pochi anni ha stravolto vecchie abitudini da Distribuzione Organizzata ( un tutti contro tutti con una pace perenne senza collaborare troppo in profondità ma senza darsi fastidio) per comporre un nuovo mosaico vincente, prima in un Gruppo di realtà locali che condividono programmi promozionali importanti e distribuiti su un numero di Punti di Vendita importante ( oltre 2500), poi in una omogeneizzazione delle insegne a seconda delle caratteristiche dei soci, ed infine ad assortimenti comuni sui codici relativi ai prodotti condivisibili.

Estrema attenzione alla qualità del socio e competenze determinate sono gli ingredienti che hanno sempre contraddistinto l’insegna e che oggi compongono il mix vincente per vincere la sfida dei numeri.

Proprio i numeri del 2010 hanno sorpreso gli operatori della GDO, Conad ha incrementato il suo fatturato del 5% rispetto all’anno precedente producendo un fatturato di 9775 milioni di euro e raggiungendo una quota di mercato che supera il 10%, secondo retailer nazionale dopo Coop.

Il direttore Generale Francesco Pugliese, in una recente conferenza stampa tenutasi a Roma, ha messo l’accento sul ruolo delle “utilities” e sulla loro strategicità relativamente alle offerte Leclerc e Conad, paventando il rischio che l’attuale Governo vanifichi gli sforzi compiuti dagli attori del mercato per dare pratica attuazione alle liberalizzazioni volute dal ministro Bersani e che hanno portato consistenti risparmi nelle tasche del risparmiatore. Oggi Conad Leclerc consta di 38 parafarmacie ( di cui 21 nel canale Ipermercati) e 10 distributori di benzina a marchio d’insegna ( si legga altro articolo sui carburanti in Conad pubblicato assieme al presente). Le parafarmacie offrono sconti sui prodotti di fascia A mediamente intorno al 25% rispetto ai negozi tradizionali, il carburante viene venduto ad un prezzo di 8-10 centesimi inferiore alle medie di mercato.

A dire il vero queste leve di marketing, pur essendo ad effetto, e fatturando molto bene e con profitto,non risollevano un format in crisi, quello degli Ipermercati nemmeno all’interno del mondo Conad, straordinario in quello dei Supermercati.

La Lombardia pare sia il territorio dove Conad vuole imporre il proprio Brand nei prossimi anni, una regione ricchissima ma che non è significativa in termini di fatturato per l’insegna, l’obbiettivo è quello di avvicinarsi al leader Coop.

Il sud Italia rimane invece un territorio di dominio grazie agli enormi investimenti compiuti dal socio PAC 2000 negli ultimi anni. Proprio PAC ha appena comunicato che lo sviluppo del 2011 sarà svolto nella regione Campania dove sono in previsione di apertura 4 store importanti con un programma di assunzioni intorno alle 1000 unità, più il primo store di Sapori&Dintorni che è di prossima apertura all’interno della stazione di Mergellina a Napoli.

Dott. Andrea Meneghini
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

4 Commenti

  1. Di sicuro i numeri danno ragione alle strategie di marketing dell’insegna Conad. Forse sarebbe opportuno fare un approfondimento su quanto, questa promozionalità spinta ha inciso sui margini dei punti vendita. A sentire gli affiliati ( grandi e piccoli) sembra che oramia i margini sono assoltamente inidonei e incontrollabili. Un segnale è la scarsa fedeltà dei punti vendita, che stanno mirando i propri acquisti sempre più fuori dal gruppo di appartenenza. Un punto certo c’è: la politica di conad ha sicuramente reso meno pesante la spesa al consumatore ( il che non è poco).

  2. Non c’è nessuno che spieghi questo “fenomeno” Conad? Deriva dagli uomini, dall’aver creato un “associazionismo centralizzato”, di aver azzeccato del modelli di markleting coraggiosi, di aver fatto proprio lo spirito di Leclerc, ti tendere (lo dissero gli stessi responsabili 5 o 6 anni fa)a diventare la prima insegna italiana superando Coop, tutte queste e altre cose messi insieme ecc.? Se qualcuno ha idee chiare, si faccia avanti.

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