Nuove aperture, ampliamenti e ristrutturazioni, ma anche investimenti in automazione, competenze e strumenti avanzati di analisi. Il piano di sviluppo di Megamark procede lungo due direttrici complementari: rafforzare la presenza nei territori con il maggiore potenziale di consumo e migliorare le performance della rete esistente. Maurizio Strippoli, Responsabile Controllo di Gestione del Gruppo, racconta a GDONews le logiche che guidano le scelte dell’insegna, dal geomarketing al pricing, dall’advanced category management alla differenziazione dei format. Una strategia che punta a competere con la crescente pressione del discount senza affidarsi esclusivamente al prezzo, valorizzando ampiezza assortimentale, marca privata, servizi e nuove occasioni di consumo.

Megamark ha investito molto in nuove aperture e ristrutturazioni. In questa fase, la priorità è continuare ad ampliare la rete oppure aumentare la produttività dei punti vendita esistenti?
Il nostro gruppo è impegnato su entrambi gli obiettivi. Continueremo a investire dove esiste una maggiore concentrazione di consumi, arricchendo la nostra proposta commerciale anche in funzione dell’evoluzione delle abitudini di spesa. Gli studi di geomarketing ci permettono di analizzare i fatturati potenziali a livello di singole isocrone e di valutare gli opportuni correttivi rispetto all’impatto di variabili esogene, come i trend demografici, i flussi migratori e la quota di spesa alimentare. Il nostro piano industriale prevede, per i prossimi quattro anni, l’apertura di numerosi nuovi punti vendita, oltre ad ampliamenti e ristrutturazioni. Continueremo inoltre a investire in tecnologie, nella formazione di nuove competenze e nell’implementazione di servizi che possano aiutarci a migliorare la produttività, come già avviene da alcuni anni grazie alle casse automatiche, alle etichette elettroniche e ai sistemi di riordino automatico.
Il piano di investimenti annunciato dal gruppo va letto soprattutto come espansione territoriale o come riposizionamento competitivo dei format?
I risultati confermano la bontà della nostra strategia: a fine giugno abbiamo registrato, a parità di rete, una crescita superiore di circa l’1% rispetto ai nostri competitor diretti e dell’1,6% rispetto ai discount. Questo dato indica che i clienti ci preferiscono non solo per la convenienza e l’accessibilità dei prezzi, ma anche perché la nostra offerta è costantemente in linea con l’evoluzione del mercato e con le nuove esigenze di consumo.

Famila Superstore sembra avere un ruolo centrale nello sviluppo recente. Che cosa rende questo format particolarmente adatto al mercato in cui operate?
Il successo del format Famila risiede nell’integrazione di servizi innovativi, come la ristorazione interna. I nostri venti “Bistrò”, declinati in più formati e spesso integrati con un’area bar, come nel recente punto vendita di via Conte Giusso a Bari, stanno riscuotendo un ottimo apprezzamento e confermano la centralità di questo format nella nostra strategia.
Quando valutate una nuova apertura, quali elementi pesano di più nella decisione: bacino di utenza, concorrenza, redditività attesa o coerenza con il presidio territoriale?
Le nostre decisioni si basano su soluzioni avanzate di geomarketing, che ci consentono di stimare con estrema precisione i potenziali di vendita grazie a dati costantemente aggiornati. La nostra redditività è la diretta conseguenza della nostra visione: offrire una spesa di qualità, accessibile al maggior numero possibile di persone, a prescindere dalla specifica declinazione territoriale. Stiamo inoltre lavorando a nuovi progetti legati al pricing e all’advanced category management, per consolidare ulteriormente la nostra leadership.

Nel Sud Italia la pressione del discount è sempre più forte. Dove può competere Megamark senza trasformare il prezzo nell’unica leva commerciale?
Abbiamo risposto all’espansione del discount diversificando l’offerta. La nostra forza risiede nell’ampiezza dell’assortimento, che garantisce una maggiore libertà di scelta. Nei nostri punti vendita sono presenti da 5.000 a 15.000 referenze, a seconda del formato, di cui circa 2.500 a marchio Selex o in esclusiva, che ci permettono di coniugare convenienza e qualità.

Il gruppo opera con insegne diverse, da Dok a Famila, da A&O a Sole365 e Ottimo. Qual è il ruolo strategico di ciascuna insegna e come evitate sovrapposizioni interne?
La varietà dei nostri formati, che spaziano dalla superette al superstore, ci consente di coprire l’intera gamma delle esigenze di consumo. Le nostre insegne sono pensate per rispondere a specifiche missioni di acquisto: dall’offerta di prossimità di A&O, Ottimo e Dok a quella di destinazione o convenience di Famila e Sole365.
Quanto pesa oggi il franchising nello sviluppo di Megamark e che tipo di imprenditore affiliato cercate per sostenere la crescita della rete?
Il giro d’affari del gruppo è ben diversificato, con un peso omogeneo tra canali diretti, affiliati e partecipati. Il nostro obiettivo è consolidare rapporti commerciali basati sulla fiducia reciproca con tutti i nostri partner, dal più piccolo al più grande, indipendentemente dal modello contrattuale.

Tra freschi, marca privata, promozioni, servizi e prossimità, quale leva oggi contribuisce maggiormente a differenziare Megamark dai competitor?
Il nostro vantaggio competitivo, costruito in cinquant’anni di storia, non si basa su una singola leva, ma su un processo di miglioramento continuo che ci porta a presidiare con equilibrio tutti i fattori del marketing mix.
L’e-grocery nel Sud Italia è davvero pronto a diventare un canale rilevante o resta ancora un servizio complementare al punto vendita fisico?
L’e-commerce sta vivendo una fase di crescita significativa: nel progressivo fino a giugno registra un incremento del 15,7% rispetto all’anno precedente. Anche grazie al supporto della centrale Selex e al servizio “CosìComodo”, stiamo valorizzando questo trend positivo, estendendo progressivamente l’home delivery nei comuni in cui la richiesta è più elevata.
Se dovesse indicare una metrica più importante del fatturato per misurare la salute del gruppo, sceglierebbe marginalità, traffico, fedeltà del cliente o produttività per metro quadrato?
Sono tutti aspetti strettamente interconnessi. Tuttavia, la nostra stella polare rimane la persona: costruiamo quotidianamente il rapporto con tutti i nostri stakeholder, fondandolo sulla fiducia e sul rispetto reciproco.







