Negli ultimi anni le quote di mercato della grande distribuzione italiana sono diventate uno degli indicatori più osservati per comprendere dove si stia realmente spostando il baricentro dei consumi. Covid prima, inflazione profonda subito dopo, invecchiamento della popolazione costante, cambio dell'assetto demografico anche sotto il profilo economico, tutti aspetti che inevitabilmente influenzano la crescita non solo del mercato in generale, ma soprattutto dei diversi tipi di offerta, privilegiando alcuni e mettendo in difficoltà altri.
La scorsa settimana abbiamo analizzato lo stato dell'arte delle quote di mercato delle Centrali italiane escludendo la quota dei discount. La scelta non era casuale, si voleva fare un'analisi specificatamente b2b, ovvero mettere a fuoco quali sono le "forze in campo", ma soprattutto le loro evoluzioni, nel rapporto con l'Industria di Marca. Se è vero, da un lato, che la MDD viaggia con il vento in poppa, dall'altro non si può certo dire che la forza e l'influenza dell'industria di marca non faccia ancora la differenza nel nostro mercato. E questa, si sa, nei discount ha un ruolo marginale, e per tale ragione dare una misura al mercato escludendo il canale di convenienza, serviva per mettere a fuoco come si sta evolvendo il fatturato "concentrato" - così viene denominato dal mass market retail - prodotto dalla IDM.
Oggi, invece, ci rivolgiamo ad analizzare tutto il mercato, quello "reale" che vede i discount parte integrante e fondamentale dell'offerta e che, con la sua forte evoluzione, sta cambiando gli assetti dell'offerta.
L’inclusione dei discount nel perimetro di analisi cambia radicalmente la lettura del mercato, perché consente di osservare il sistema dal punto di vista del consumatore finale e non solo attraverso le relazioni industriali tra retailer e industria di marca.
I nuovi dati raccontano una storia che va oltre la semplice classifica: mostrano chi sta consolidando la propria leadership, chi cresce più del mercato, chi invece perde terreno nonostante l’aumento dei ricavi e quali formati stanno ridefinendo in profondità gli equilibri competitivi.
Alcuni scostamenti appaiono marginali a prima vista, ma nascondono dinamiche strutturali che incidono direttamente sulla capacità di acquisto, sul potere negoziale e sulla sostenibilità dei modelli di business nel medio periodo.
È in queste letture incrociate, spesso invisibili in una lettura superficiale dei numeri, che si comprendono le traiettorie future del settore.
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