Francesco Di Nardo (Altasfera): “Così costruiamo un modello integrato di cash & carry al servizio dell’Horeca”

Nata dalla collaborazione tra realtà territoriali di rilievo, Altasfera si sta affermando come un modello italiano distintivo nel panorama del cash & carry. Nel 2024, con la nascita della società consortile Altasfera Italia e l’ingresso di nuovi soci, il progetto ha intrapreso una nuova fase di sviluppo, puntando sull’aggregazione valoriale, la digitalizzazione del servizio Horeca e una crescita progressiva dei prodotti a marchio. In questa intervista, Francesco Di Nardo, presidente della società consortile, racconta le linee strategiche del gruppo, l’evoluzione del format e le prospettive di espansione in un mercato sempre più competitivo e frammentato.

 

 

Altasfera nasce dalla sinergia tra realtà regionali fortemente radicate. Qual è oggi la sua identità distintiva e in che modo rappresenta un modello italiano di cash & carry?

Altasfera è un marchio storico, con oltre 20 anni di storia. Nel tempo, l’iniziativa è stata ripresa dalla società Maiora ed Ergon con il chiaro intento di aggregare il know-how comune per poi incanalarlo in un progetto distintivo. Le aziende promotrici sono leader nei propri territori e rispondono chiaramente alle esigenze dei clienti Horeca che in quei territori vivono e prosperano. È quindi chiaro che il modello orientato alla risposta dei bisogni dei clienti sia parte fondante del modello di business. Gli imprenditori sono italiani e vivono in territori nei quali chi fa impresa ha una rilevanza e responsabilità molto alta nei confronti della Comunità.

Nel 2024 è nata Altasfera Italia, un progetto ambizioso di integrazione e sviluppo. Quali obiettivi si è posta la nuova società consortile e quali risultati sono già visibili?

Il 2024 è stato un anno davvero importante per Altasfera Italia. La compagine societaria si è arricchita di un nuovo socio, Centro Cash del Gruppo ABBI che, come noi, ha un modello di business concentrato fortemente sulle esigenze dei propri clienti ed una forte aderenza al territorio nel quale opera.

Il secondo passaggio importante è stato quello di aprire una sede operativa ad Assago, Milano. Era per noi importante far comprendere a possibili altri soci e partner interessati al progetto che la realtà di Altasfera Italia si muove in completa autonomia rispetto alle aziende Retail di provenienza ed opera autonomamente rispetto alla Centrale Acquisti di cui le stesse fanno parte.

Abbiamo investito in persone per poter portare avanti i progetti più importanti per noi: lo sviluppo dei prodotti a Marchio e la nascita di progetti valoriali comuni che permettano di massimizzare i vantaggi, riducendo i costi individuali. Siamo in un’epoca di grandi sfide e cambiamenti ed essere un Gruppo coeso, aiuta molto.

Il mercato del cash & carry è in continua trasformazione: come si sta evolvendo il vostro format in risposta alle nuove esigenze dei professionisti Ho.Re.Ca. e del dettaglio tradizionale?

Altasfera Italia, con gli attuali soci, opera principalmente nelle aree Nielsen 3 e 4 che è stato, storicamente, un Mercato più orientato al Trader. Ora, le quote di fatturato Horeca si sono allineate al Mercato nazionale, circa il 75%, ed hanno imposto una spinta forte verso la conversione di spazi ed assortimenti. Lo sforzo principale lo stiamo rivolgendo verso gli assortimenti dei prodotti a Marchio Altasfera ed Alti Piaceri. Per la fine dell’anno avremo circa 1.000 referenze orientate esclusivamente al mondo Horeca ed ai loro clienti.

Il cliente del dettaglio tradizionale, che continua ad avere un certo peso, ancorché in stabile contrazione, continua ad essere servito con offerte dedicate, orientate ai consumi fidelizzanti e non solo promozionali. Certo, sono due modelli di business oramai molto distanti: il primo è solution-driven con l’obiettivo di ottimizzare i tempi di produzione dei piatti e minimizzare il food cost; il secondo è ancora legato ai prodotti per la rivendita e quindi necessita di un mix promozionale e corretta centratura degli assortimenti, al netto di quelle categorie che sono state oramai cannibalizzate dai Category Killer (tipo pet food e toiletries).

L’offerta Altasfera si fonda su assortimenti ampi, qualità del servizio e forte legame con il territorio. Come riuscite a coniugare questi elementi con l’efficienza e la scalabilità di una rete in espansione?

Come immaginabile, gli assortimenti saranno messi sempre più in discussione e sottoposti a revisione costante. La performance media deve essere al centro dell’azione dei category che lavorano per migliorare costantemente l’assortimento.

Anche se l’Industria oggi ha ancora un peso molto importante nel B2B, la quota di MDD sta velocemente crescendo e ciò fa capire l’alto livello di fiducia dei clienti nei confronti dei prodotti Insegna, consentendoci di accelerare nello sviluppo delle referenze che, naturalmente, in funzione dei territori di nuova apertura, avranno referenze a marchio ed industria sempre in linea con le esigenze del Mercato di riferimento. Del resto, proprio per l’adesione alle esigenze locali siamo riusciti, nel tempo, a crescere stabilmente. Il concetto di italianità, oggi forse più che nel passato, si sta dimostrando un elemento molto importante di coesione e di scelta da parte dei clienti.

Qual è il ruolo della digitalizzazione e dell’innovazione nei vostri punti vendita e nei servizi offerti ai clienti professionali? State lavorando su nuovi strumenti o piattaforme?

Oggi, in Italia, il Mercato B2B e-commerce pesa dica il 5,5% del totale AFH quindi parliamo di circa 5/6 miliardi di euro: è pertanto un’esigenza che i nostri clienti hanno e che è in evoluzione. Sulla base di questi dati, le nostre evidenze parlano di clienti Horeca molto orientati all’acquisto digitale per cui lo sviluppo di piattaforme di riordino on line sono utili e sono già state sviluppate da alcuni soci. Non ci orienteremo, per il momento, al tema dell’e-commerce puro e resteremo legati all’idea di servizio dedicato esclusivamente ai nostri Clienti Horeca. L’idea che un bar, a fine servizio in piena notte, possa ordinare quanto gli serva per il giorno dopo e poi riceva la merce nella giornata stessa, è lo standard di servizio che stiamo perseguendo.

Guardando al futuro: come immagina l’evoluzione di Altasfera nei prossimi cinque anni e quali saranno i driver chiave per consolidare la vostra leadership nel mondo cash & carry?

Immaginiamo una copertura completa di Area 3 e 4 e siamo aperti a collaborazione su tutto il territorio nazionale, in linea con la vocazione di ampio respiro del progetto Altasfera che, lo ribadisco ancora, non si basa su di una logica di vendita ai soci di prodotti MDD ma mira a sviluppare legami solidi e consistenti in tutti i progetti di valore che stanno caratterizzando l’evoluzione del Mercato attuale: sviluppo di un circuito del Credito interno, unificazione dei sistemi informatici e di controllo di gestione, lay-out e comunicazione integrata, sviluppo di contratti verso l’Industria con Altasfera Italia come interlocutore diretto. Ecco, credo che questo dia l’idea di una parte dell’importante lavoro che ci attende nei prossimi anni.