Nel cuore del retail alimentare italiano si sta giocando una partita inedita, tutta interna a uno dei gruppi più solidi del settore che, negli ultimi tempi è – però -decisamente insidiata dal mercato nella sua roccaforte milanese: stiamo parlando di Esselunga. Abbiamo già spiegato quali sono stati i risultati del 2024 in un articolo qualche settimana fa, in questo ci vogliamo soffermare su un aspetto peculiare dell’azienda negli ultimi anni: la contrapposizione tra i suoi storici superstore ed i nuovi concept di prossimità LaEsse. Da un lato quindi, il modello tradizionale, ovvero una rete collaudata, iper-performante, da sempre sinonimo di efficienza e leadership. Dall’altro, un format giovane, urbano, nato per rispondere alle esigenze della spesa di prossimità nelle grandi città.
Per la prima volta, grazie a un’analisi esclusiva condotta dall’Ufficio Studi di GDO News, emergono dati mai pubblicati prima che mettono a confronto diretto le performance economiche e, soprattutto, la produttività al metro quadro di Esselunga e LaEsse.
Il risultato? Sorprende, rompe gli schemi, e potrebbe rivelare molto su come cambieranno le strategie di sviluppo nei prossimi anni. Dietro le cifre si cela una dinamica interna al gruppo che va oltre i numeri: è un confronto tra due visioni di retail, tra stabilità e agilità, tra scala e prossimità. E i dati — quelli veri, quelli analizzati per formato e per territorio — raccontano una storia tutta da scoprire.
Chi osserva con attenzione l’evoluzione dei principali player della GDO italiana non può ignorare i dati che analizzano la crescita dei ricavi, la produttività al metro quadro e l’andamento delle quote di mercato di Esselunga e della sua insegna urbana LaEsse.
I numeri, estratti dalla piattaforma Mappa della GDO di GDO Data, mostrano un’immagine articolata e dinamica del gruppo: da un lato la conferma della solidità e dell'efficienza del core business di Esselunga, dall’altro la progressione rapida — seppur ancora su scala contenuta — della rete LaEsse, che inizia a distinguersi non solo per crescita relativa, ma soprattutto per redditività al metro quadro.
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