Le trasformazioni in atto nella grande distribuzione organizzata italiana si inseriscono in un contesto caratterizzato da dinamiche sia strutturali sia congiunturali. Da almeno otto-nove anni si osserva un cambiamento significativo nella mappatura e nella configurazione del mass market retail, guidato in particolare dagli investimenti dei principali operatori del canale discount.
L’evoluzione dei discount ha inciso profondamente sulle attuali tendenze del settore. Nonostante la crescita della quota di mercato negli ultimi anni, il comparto ha subito gli effetti di una deflazione preoccupante nel 2024. Questo fenomeno ha messo alla prova i risultati economici, in quanto le vendite a volume si sono mantenute costanti, ma a fronte di ricavi unitari inferiori.
In questo scenario, l’espansione geografica si conferma una leva prioritaria. I principali operatori, come Lidl ed Eurospin, stanno incrementando la presenza sul territorio nazionale (ed europeo nei casi di Lidl e Aldi).
E’ mia opinione che le recenti aperture di Eurospin, analizzate attraverso le isocrone dei punti vendita, mostrano una logica espansiva che prescinde dai criteri tradizionali sui bacino d’utenza e densità demografica, con insediamenti anche in aree a bassa popolazione residente nel raggio di cinque minuti.
La spinta all’espansione risponde alla necessità di acquisire quote di mercato. Tuttavia, questo sviluppo comporta una ridefinizione degli equilibri tra i diversi formati distributivi.
I formati medio-grandi, come supermercati, grandi supermercati e superstore, sono oggi gli unici in grado di contrastare l’avanzata del discount, grazie a una maggiore ampiezza assortimentale, alla profondità dell’offerta nei reparti freschi e al rafforzamento della marca del distributore (MDD).
Proprio quest’ultima rappresenta un nodo centrale nel confronto con l’industria di marca. L’aumento della pressione promozionale da parte dei brand industriali, infatti, ha rallentato l’evoluzione della MDD, che pure ha conosciuto uno sviluppo significativo durante la fase inflattiva più marcata. Le due componenti risultano strutturalmente contrapposte e tendono a bilanciarsi in modo dinamico, con effetti visibili sulle politiche di prezzo e di posizionamento.
Un’ulteriore trasformazione riguarda i reparti cura casa e persona. In questo ambito, i drugstore hanno avviato investimenti consistenti che stanno spingendo la GDO a riconsiderare le proprie strategie. L’offerta dei drugstore si pone in netta discontinuità rispetto a quella dei supermercati, determinando uno spostamento delle quote di mercato. Tuttavia, a parità di rete, i dati evidenziano una contrazione dei risultati, suggerendo che la crescita sia trainata principalmente dall’espansione fisica dei punti vendita.
Infine, un’analisi della pressione promozionale conferma che i livelli registrati nel 2018 rappresentano un picco difficilmente replicabile. In quel periodo, si era giunti a una situazione in cui le promozioni non producevano incremento di volumi, ma solo una riduzione della marginalità. L’attuale incremento della pressione appare contenuto e, secondo gli operatori, non è destinato a raggiungere nuovamente quei livelli.
Il quadro complessivo evidenzia un cambiamento strutturale in atto, segnato da una “onda lunga” di trasformazione che continua a ridisegnare le gerarchie e le logiche della grande distribuzione italiana.







