Lo analizzano in pochi, non è presente ai semonari che contano, ma vale miliardi: il gruppo C3 è il gigante “nascosto” della GDO italiana. Dietro le quinte della grande distribuzione, lontano dai riflettori dei grandi brand nazionali, si muove una centrale d’acquisto che sta crescendo a ritmi vertiginosi, trainata da pochi soci fortissimi e da una rete di imprenditori locali agguerriti. Con performance superiori alla media del mercato e una struttura sorprendentemente eterogenea, C3 si sta ritagliando uno spazio sempre più strategico nel panorama dei supermercati italiani. Ma chi sono davvero i protagonisti di questo successo? E quanto contano nelle dinamiche della distribuzione moderna? Scopriamo i numeri e i trend che raccontano l’ascesa silenziosa – ma inarrestabile – di uno dei gruppi più sottovalutati del retail alimentare.
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Il gruppo C3 lo abbiamo già analizzato in un precedente articolo, dove abbiamo messo in evidenza i tratti distintivi di alcuni soci di particolare rilievo all'interno del consorzio. In quell’occasione abbiamo spiegato come l'importanza strategica di questi soci sia cruciale per la tenuta e lo sviluppo complessivo di C3: nei rispettivi territori di riferimento, infatti, essi detengono quote di mercato molto significative. Ma non solo: alcuni di questi operatori si distinguono anche a livello nazionale per la redditività per metro quadrato, risultando tra i migliori in assoluto nella grande distribuzione organizzata italiana.
Questo elemento rende il gruppo C3 particolarmente interessante da osservare, poiché al suo interno operano imprese estremamente performanti che, a differenza di altre realtà appartenenti alla distribuzione organizzata – spesso caratterizzate da strutture medio-piccole – possono contare su metrature di vendita rilevanti, capaci di sostenere modelli commerciali articolati e moderni.
È però importante sottolineare come non tutti i soci di C3 rispecchino le caratteristiche dei player più performanti già descritti. Al contrario, il consorzio presenta una compagine molto eterogenea, sia dal punto di vista dimensionale che organizzativo. Questa eterogeneità si manifesta su più livelli: nelle dimensioni aziendali, nella varietà dei formati di punto vendita e, in alcuni casi, anche nella compresenza di attività di cash and carry.
Nel presente articolo – reso possibile grazie a uno studio approfondito realizzato dall’Ufficio Studi di GDONews – abbiamo analizzato il fatturato delle singole ragioni sociali che fanno capo al mondo C3, siano esse soci diretti della centrale o affiliate attraverso i soci stessi. L’analisi si è focalizzata esclusivamente sul fatturato generato dai punti vendita B2C, ovvero rivolti al consumatore finale, al fine di comprendere con maggiore precisione la reale incidenza del gruppo sul mercato nazionale e le principali evoluzioni di trend registrate nell’ultimo periodo.
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