sabato 16 Maggio 2026

Vino italiano: spumanti in crescita, mercato internazionale in calo

Dopo un 2023 segnato da una forte contrazione dei consumi di vino a livello mondiale, il 2024 ha confermato il trend negativo, soprattutto negli scambi internazionali. Tra i 12 principali mercati di importazione, che rappresentano oltre il 60% degli acquisti globali, solo Stati Uniti, Canada, Cina e Brasile hanno registrato una crescita.

Le esportazioni italiane hanno ottenuto risultati migliori rispetto alla media, grazie in particolare agli spumanti, che nei 12 mercati di riferimento hanno segnato un +4,8% in valore, contro una media globale del -5,1%. Gli incrementi più significativi si sono registrati negli Stati Uniti (+11%), in Australia (+10%) e in Canada (+9%). Questi dati sono stati analizzati durante l’XI Forum Wine Monitor di Nomisma, che ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti del settore, tra cui Eleonora Formisano di NielsenIQ, Igor Boccardo (Tenute Leone Alato – Genagricola), Carlo De Biasi (Agricola San Felice – Gruppo Allianz) e Massimo Romani (Argea). Secondo Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma, il calo delle importazioni ha colpito quasi tutti i mercati, con poche eccezioni come Stati Uniti e Cina, dove l’aumento del 38% delle importazioni è legato al ritorno dei vini australiani, precedentemente soggetti a superdazi.

Il ritorno dell’export australiano ha permesso al settore di chiudere il 2024 con un +30%, dopo il crollo del 10% dell’anno precedente. In controtendenza, la Francia ha subito un ulteriore calo del -2,4% nel valore delle esportazioni, dopo il -2,7% del 2023. Il settore ha risentito della flessione nelle vendite di Champagne, che ha registrato un calo del 10%.

Sul mercato interno, l’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto dei consumatori italiani, determinando un calo del -2% nelle vendite di vino nella Distribuzione Moderna, con flessioni più marcate per i vini rossi (-4,6%) e frizzanti (-7,4%). Il discount ha invece mantenuto i volumi di vendita, registrando una crescita dell’1,2% in valore, trainata dagli spumanti.

In un contesto caratterizzato da protezionismo e possibili dazi aggiuntivi, le aziende vinicole italiane puntano su nuovi mercati. Negli ultimi tre anni, l’export italiano è cresciuto in Europa dell’Est e America Latina: Polonia (+26% rispetto al 2022), Repubblica Ceca (+47%), Romania (+22%), Messico (+3%) ed Ecuador (+56%). In Brasile, mercato strategico per dimensioni e accordi commerciali con l’UE, i vini rossi toscani e piemontesi sono particolarmente apprezzati dai Millennials con reddito medio-alto.

Un tema chiave emerso durante il forum riguarda l’evoluzione dei consumatori. Nei principali mercati, inclusi Italia e Stati Uniti, il consumo di vino è ancora sostenuto prevalentemente dagli over 60. La Gen Z, invece, consuma vino solo in occasioni speciali e mostra maggiore attenzione alla gradazione alcolica e alla sostenibilità. Negli USA, i vini analcolici sono già una realtà consolidata tra i giovani, come evidenziato da Ilaria Cisbani, Market Analyst di Nomisma Wine Monitor.

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