La scorsa settimana sul broadcast di GDOnews nel suo profilo LinkedIn è andata in onda una trasmissione dedicata alla filiera del pomodoro ed alla sua distribuzione nella GDO nazionale. La trasmissione è stata curata dalla redazione di Cibus Link, la testata media partner di Fiere di Parma Cibus e TuttoFood, e tra gli interventi più interessanti e sottolineati dal pubblico, è emerso quello di Roberto Romboli, Responsabile MDD del gruppo D.IT, che ha illustrato il modello da loro adottato per gestire la filiera del pomodoro, dalla produzione agricola alla lavorazione industriale, fino alla commercializzazione dei prodotti trasformati.
Un sistema di approvvigionamento strutturato
D.IT ha sviluppato un sistema di approvvigionamento che permette di gestire con efficienza la produzione del pomodoro industriale. I contratti con i fornitori vengono definiti in anticipo, tra giugno e luglio, per stabilizzare il prezzo e garantire il ritiro dell’intero raccolto. Questo approccio riduce l’impatto delle fluttuazioni di mercato e consente di lavorare con una materia prima di alta qualità.
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Parallelamente, i contratti con l’Industria di Marca (IDM) vengono rinnovati a fine anno e definiti dalla centrale Forum, garantendo condizioni commerciali uniformi per le insegne Sigma e Sisa.
Dalla materia prima al prodotto finito
La qualità del pomodoro trasformato è un punto cardine della strategia di D.IT. La passata a marchio privato del gruppo presenta un valore di Brix pari al 99,5%, superiore alla media di mercato, indice di una maggiore concentrazione di solidi solubili e di un sapore più dolce e intenso. Questo risultato è frutto di una selezione attenta delle varietà di pomodoro e della scelta del momento ottimale di raccolta.
Attualmente, le normative non impongono di indicare in etichetta parametri come il Brix, ma Romboli sottolinea l’importanza di una maggiore trasparenza per aiutare il consumatore a distinguere la qualità del prodotto che acquista.
Un modello di filiera trasparente
Uno degli elementi distintivi del modello D.IT è la gestione della filiera in maniera diretta e trasparente. Collaborare strettamente con i produttori e trasformatori consente di fissare i prezzi in anticipo e garantire stabilità economica a tutti gli attori della filiera.
«Lavoriamo con i fornitori per assicurarci che il pomodoro venga trasformato secondo standard qualitativi elevati – spiega Romboli – e che le quantità stabilite siano ritirate senza incertezze. Questo metodo rafforza la fiducia tra produttori e distributori e garantisce un equilibrio economico sostenibile.»
Il valore della segmentazione e della qualità
Nel panorama della trasformazione del pomodoro industriale, la segmentazione dei prodotti rappresenta una sfida e un’opportunità. Le produzioni DOP e IGP, come il San Marzano e i datterini, sono eccellenze da valorizzare attraverso una maggiore distinzione in termini di qualità e origine.
Il futuro della filiera del pomodoro industriale passa attraverso una maggiore integrazione tra produzione e trasformazione, garantendo trasparenza, qualità e stabilità dei prezzi. La strategia di D.IT punta a rafforzare il legame con il settore agricolo, offrendo al consumatore un prodotto che non sia solo conveniente, ma certificato e di eccellenza.







