Il 2023 si è concluso in modo positivo per la grande distribuzione italiana e la produzione alimentare: nonostante l’alta inflazione, le aziende del settore sono riuscite a ottenere gli incrementi di listino attesi da tempo, seppur in ritardo dalla grande distribuzione. Incrementi che hanno portato a un aumento del fatturato, con i volumi di vendita in leggero negativo. La pubblicazione di tutti i bilanci di esercizio, prevista verso la fine dell’anno, confermerà probabilmente queste prime valutazioni positive.
Il 2024, invece, si prospetta molto diverso rispetto agli ultimi quattro anni: stiamo assistendo ad un ritorno a una situazione economica simile a quella del pre-Covid, con bassissima inflazione o quasi deflazione.
Cosa è però cambiato in quattro anni?
La numerica dei punti vendita è diversa così come la forza degli attori in campo. Il canale discount è diventato più competitivo ed ha protagonisti molto ricchi, e grazie a investimenti significativi e all’apertura di nuovi punti vendita stanno insidiando seriamente posizioni storiche degli attori tradizionali. Ma in generale, molte imprese del settore retail sono ora più solide e pronte a investire ulteriormente, non solo i discounters.
In buona sostanza il 2024 è un anno di transizione verso nuovi equilibri. Gli andamenti dei ricavi saranno inferiori rispetto agli anni passati, il che potrebbe aumentare l’incidenza di tutti gli indicatori di bilancio, creando preoccupazioni per le aziende meno solide. Alcuni attori della GDO si trovano in situazioni più delicate rispetto ad altri. Chi non dispone di risorse economiche sufficienti per migliorare la competitività potrebbe trovarsi in difficoltà, soprattutto nella cosiddetta DO.
La pubblicazione dei bilanci del 2023 genera ottimismo, ma nasconde le vere preoccupazioni che emergeranno con la chiusura dei bilanci del 2024. L’incognita principale non è solo il 2024, che rappresenta un ritorno a una situazione economica simile a quella della scorsa decade, ma anche il futuro. Gli investimenti diventeranno sempre più complicati e aprire nuovi punti vendita profittevoli sarà difficile. Saranno necessari grandi investimenti per acquistare interi gruppi e catene di punti vendita esistenti, inaugurando una nuova era finanziaria per la grande distribuzione, meno focalizzata su singole aperture tattiche e più orientata a strategie complessive.
Dal punto di vista delle vendite, la bassa inflazione dovrebbe rimanere costante, favorendo il ritorno al dominio dell’industria di marca tramite forti azioni promozionali. La marca del distributore vedrà crescite modeste, ma con un’incidenza diversa sul fatturato generale rispetto al passato. Questo scenario richiederà alle aziende del settore di adattarsi rapidamente e di sfruttare al meglio le risorse disponibili per mantenere e accrescere la propria competitività nel mercato.






