venerdì 13 Febbraio 2026

Il nord est cresce molto meno dell’ovest, i discount qui investono meno

Il nord Italia cresce ma non un modo omogeneo, anzi vi sono solide differenze tra i territori e queste sono in parte determinate dai differenti investimenti dei protagonisti della GDO, sebbene non si possa non menzionare la forte differenza tra i consumatori dei due territori.

Nell'analisi del quadriennio più difficile degli ultimi trent'anni, è molto utile mettere a fuoco come sta cambiando la grande distribuzione, ed ancor di più sulle differenti direzioni che il mercato sta prendendo non solo nel sud e nel nord, cosa scontata, ma anche tra area 1 ed area 2.

I discount crescono su tutto il territorio nazionale seppur in modo differente a seconda dei territori, almeno tra nord est ed ovest alla luce dei dati che ci forniscono i bilanci di esercizio di oltre 5 mila partite IVA (Cedi ed affiliati) nei quattro anni dal 2019. Di sicuro i formati di vendita che stanno attorno a loro cambiano ancor di più. Il canale supermercati, ad esempio, segue trend completamente differenti a seconda dei territori, così come gli ipermercati; i piccoli negozi a libero servizio, invece, hanno trend più simili.

Iniziamo dal macro numero: il mercato del nord ovest nei quattro anni considerati (2019 e il 2022) è cresciuto molto di più di quanto sia cresciuto il nord est (+6,7%).

https://www.gdonews.it/2024/06/24/la-trasformazione-del-nord-ovest-i-supermercati-ed-i-discount-allattacco-dei-grandi-formati-cambio-epocale/

In Area 2 i Supermercati detengono la quota più importante prodotta da un fatturato pari a 11,2 miliardi di euro su quasi 26 totali prodotti nel 2022. Solo 7,7 appartengono agli Ipermercati mentre il restante è diviso – con una marcata differenza – fra Discount e Liberi Servizi. Entriamo nel dettaglio:

L'incremento di fatturato complessivo del +6,7% dell'Area 2 è dovuto in particolar modo alla forte crescita registrata nell'ultimo anno, quando dal -2,3% del 2021 il territorio è salito a +5,8% mentre nel 2020 il passo avanti era stato comunque positivo con un +3,2%.

Trend che se paragonati al totale Italia fotografano proprio in quel +3,2% il miglior andamento rispetto alla media nazionale (che era stata del +2,9% in quell'anno) mentre nel 2021 il negativo del Nord-Est è stato superiore di circa due punti rispetto al resto della Penisola e, l'anno successivo, i due risultati sono stati praticamente simili.

In buona sostanza fra il 2019 e il 2022 il fatturato di Super, Iper e Liberi Servizi è stato lineare con variazioni minime da un anno all'altro e fra il positivo dell'anno della pandemia e il negativo successivo.

Il dato più significativo è stato invece quello dei Discount il cui peso è diventato particolarmente rilevante nel 2022 con una crescita doppia rispetto al mercato di riferimento (+12%) con un totale +28,7% del quadriennio, che si traduce in un fatturato 2022 pari a 5,2 miliardi (erano 6,9 miliardi in area 1) dai circa 4 del 2019.

La numerica dei punti vendita nel nord est è inferiore, e sono proprio i punti vendita discount che marcano le differenze più rilevanti rispetto al nord ovest.

Risulta inoltre evidente come l'Area 2 abbia risentito del collasso di chiusure di punti vendita a Libero Servizio. In tutto 240 negozi fra 2019 e 2022 che non sono stati nemmeno compensati dalle aperture di Discount che sono state invece 85 e dai 5.006 store complessivi si è passati a 4.862 con gli stessi Liberi Servizi e i Supermercati che hanno mantenuto la quota più numerosa.

In termini percentuali dunque nel Nord-Est il saldo negativo relativo ai punti vendita è stato del -2,9% determinato come sopra dal -12,5% dei Liberi Servizi che hanno annullato anche il +7,8% dei Discount e il +4,5% degli Ipermercati aperti sul territorio. Un'emorragia quella dei Liberi Servizi che è stata graduale fra 2020 e 2021 e più contenuta l'anno successivo ma complessivamente ridotto la numerica di punti vendita che nel caso dei Supermercati è stata invece pareggiata con 1.764 nel 2019 e altrettanti nel 2022.

Se nel quadriennio in Area 2 sono calati i negozi la superficie totale di vendita è invece cresciuta di oltre cinque punti, questo perché a fronte di chiusura di piccoli punti vendita, in particolare superette da circa 300 metri quadri, sono stati aperti prevalentemente discount da circa un migliaio. Fra 2019 e 2022 nel Nord-Est la GDO è passata da 3,8 milioni di metri quadri a 4,074, con Supermercati e Ipermercati che hanno ovviamente mantenuto la metratura maggiore.

I già citati Discount hanno chiuso il periodo con un incremento del 24,4% dei metri quadrati di vendita dettato soprattutto dalla forte espansione nel 2020, anno della pandemia. La crisi dei Liberi Servizi è iniziata nello stesso anno e si è ulteriormente aggravata nel 2021 quando la riduzione di metri quadri è stata dal -3,9% che ha poi influito sul -8,35 complessivo.

Per avere un quadro ancora più chiaro di quello che sta accadendo nel mondo della GDO del Nord-Est può essere utile addentrarsi nei cluster di vendita che la compongono, siano essi supermercati o discount, che offrono spunti interessanti.

Rispetto al 2019 il termine del quadriennio indica un calo di fatturato nel cluster fra 401 e 800 che da 4,9 miliardi passa a 4,5 con una flessione ben più sostanziosa di quella dei Liberi Servizi che da 2,32 scendono a 2,28.

Calano, infine da 3,2 miliardi a 3,1 i superstore da 2.501 a 4.500 metri quadri mentre il cluster dal fatturato maggiore è stato quello fra 800 e 1.500 metri quadri, siano essi supermercati o discount.

I negozi fra 801 e 1.500 hanno infatti incrementato il loro fatturato del +25,2% nonostante la timida flessione del 2021 (-1,1%) che per altri ha avuto conseguenze ben peggiori visto che i superstore fino a 4.500 in quell'anno hanno perso il -10,6% e i supermercati fino a 800 il -6,5% che ha poi determinato il -7,5% al termine del quadriennio nel 2022.

I numeri relativi ai punti vendita dell'Area 2 evidenziano inoltre come il drastico calo nel cluster 401-800 metri non sia stato provocato solo dalle chiusure dei negozi – scesi da 1.438 a 1.347 punti vendita – quanto più a una flessione delle performance.

Prossimità in sofferenza anche per quanto ha riguardato il cluster fino a 400 metri che da 2.190 store del 2019 è passato a 1.894 al termine del quadriennio. Variazioni minime o comunque più contenute invece nei formati più grandi che hanno mostrato una stabilità maggiore.

Aiutati anche dall'ottimo momento dei discount e dalla presenza sul territorio di realtà come Selex e Conad, i supermercati moderni fra 801 e 1.500 hanno avuto una crescita complessiva del +24,8% determinata soprattutto dall'ampio balzo in avanti effettuato nel 2020 con il +12,4% a cui ha fatto seguito un trend intorno al 5%. La prossimità, in termini di punti vendita, ha invece perso complessivamente circa il 20%.

Andamenti che in termini di metri quadri di vendita confermano quanto visto sopra, i particolare con i negozi fra 801 e 1.500 che rimarcano la loro netta predominanza con 1,3 milioni di metri quadri ben lontana dagli 826mila degli store fino a 800 e dei 594.000 di quelli fra 1.500 e 2.500 metri.

I supermercati moderni in quattro anni hanno accresciuto la loro superficie di vendita del +26,8% mentre la flessione della prossimità fino 800 metri è stata del -16%. Metratura in crescita intorno al +6% per gli store fra 1.501 e 4.500 metri mentre, infine, oltre i 4.501 sono andati persi circa 37mila metri quadri pari al -6,9%.

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