
Un approfondimento che inizia da Crai che nel 2022 – con Cedi e affiliati – nei canali tradizionali ha realizzato un fatturato di oltre due miliardi di euro, cresciuto del +2,9% rispetto al 2021 quando si era fermato a 1,99.
I risultati più importanti sono stati quelli di Codè Crai Ovest, con 496 milioni e Ama Crai Est con 435 milioni, nonostante entrambe abbiano subito una flessione: -5,3% per la prima e addirittura -18,8% per la seconda.
Andamenti riflessi anche nelle rispettive quote di mercato che si sono attestate a 24,2 (-2,1%) e 21,2% (-5,7%).

Hanno invece incrementato il loro fatturato sia Fratelli Ibba (+2,1%) che Gruppo di Palo (+21,8%) che insieme valgono oltre un quarto del dato complessivo di Crai (291 e 250 milioni di euro) con quote di mercato solidamente in doppia cifra (14,2% e 12,2%).
Rispetto al 2021 ha perso poi il -2,6% Crai Tirreno che è scesa a 127 milioni mentre Regina – ultima delle società oltre i cento milioni – nel 2022 ha praticamente bissato il risultato precedente.
Da segnalare infine il +13,8% di Distribuzione Siciliano e il -8% di Arcev mentre gli affiliati più piccoli hanno ottenuto complessivamente un +280,5% arrivando a 180 milioni di fatturato.

Nel 2022 il fatturato di DIT ha avuto un lieve incremento rispetto all'anno precedente (+0,2%) attestandosi a 1,7 miliardi di euro, ottenuti grazie alle prestazioni di tre imprese che insieme hanno abbondantemente superato i novecento milioni.
Il risultato migliore è stato quello di Consorzio Europa con 370 milioni e una crescita del +3,5% per una quota di mercato interno del 21,5%. Ha subito una perdita rilevante rispetto al 2021 (-9,1%) ma ha comunque superato i trecento milioni di euro Realco Società Cooperativa il cui peso è sceso al 17,6%, mentre si è avvicinata ai 300 milioni di fatturato anche Cedi Sigma Campania (290) la cui crescita rispetto all'anno precedente è stata del +5,6%.

Considerevole inoltre anche l'apporto di Sisa Sicilia che nonostante un vistoso -7,2% ha prodotto 236 milioni di euro mentre Supercentro ha sfiorato quota duecento grazie a un +4,9% sul 2021.
All'interno del mondo DIT infine da segnalare la buona crescita di Europa Commerciale (+16,9%) così come il balzo in avanti dei piccoli affiliati passati da 9,4 a 42,5 milioni di fatturato (+349%) mentre San Francesco ha quasi dimezzato il proprio (-48,7%).

Equilibri decisamente diversi infine all'interno di Despar che nel 2022 ha guadagnato quasi cinque punti percentuali rispetto all'anno precedente superando abbondantemente 1,6 miliardi di euro.
Merito soprattutto di Maiora, società che da sola ha contribuito con 918 milioni e un incremento di +6,9%, tradotto in una quota interna di 54,9%.
Ergon senza i discount Ard ha invece risentito di una flessione del -8% fatturando 282,5 milioni mentre Fratelli Ibba al contrario ha registrato +11,8% arrivando a 243 milioni.
Significativa anche la prestazione di Tre A che nel 2022 ha incrementato del +17,5% mentre Fiorino ha perso -13,8%.

Lo studio di Istituto Georetail che, è bene chiarirlo, come tutti gli Istituti di ricerca si fonda su analisi certe (bilanci di esercizio) ed altre di tipo statistico (si pensi a tutte le società di persone che non depositano bilanci), delinea quindi un quadro molto chiaro delle quote interne delle tre insegne in esame che insieme, con negozi di piccole metrature, pesano per 5,4 miliardi di euro all'interno di Forum.
Dentro Crai abbiamo visto almeno quattro imprese che superano i 250 milioni di fatturato, con Codè e Ama che unite vanno ben oltre i novecento.
Situazione analoga quella per DIT che va oltre i duecento milioni di fatturato con quattro società e ha Supercentro che si ferma a brevissima distanza mentre in Despar oltre la metà del fatturato arriva da Maiora.