venerdì 26 Giugno 2026

La GDO sta distruggendo l’industria del caffè? Attenzione ai conti economici del comparto

Il mercato del caffè è da tenere sotto controllo perchè quello che sta succedendo è oggettivamente pericoloso. Qualche mese fa, in un Cibus Lab dedicato alla categoria, dalla società Aretè Agrifood che analizza gli andamenti dei prezzi delle materie prime alimentari per arrivare ai principali player del mercato, tutti avevano lanciato un grido di allarme: rischiamo di andare in perdita, rischiamo di chiudere bilanci con i conti in rosso. Questo allarme, purtroppo, lo lanciano tutti ultimamente, le imprese di tutte le categorie merceologiche, è diventato di moda, salvo poi verificare i risultati di fine anno per comprendere che così spesso non è stato. Ma nel caffè, al contrario, questo è accaduto ed è arrivato il momento che la GDO apra gli occhi e faccia una riflessione.

Come si leggerà in questo articolo, ed in tutti quelli dedicati a questo comparto legati ai risultati delle prestazioni economiche del settore (in pubblicazione il prossimo giovedì), gli eventi che hanno condizionato il mercato non sono stati soltanto quelli che hanno portato a soffrire anche altri mercati (crisi energetica causata anche dalla Guerra, crisi dei derivati del petrolio, crisi post Covid, etc), nel caso del caffè è accaduto quello che sta accadendo per la pasta di semola, per l'olio extra vergine, cioè una seria crisi della produzione della materia prima (il caffè verde). Però, mentre nel caso della pasta di semola e dell'olio, i prezzi all'acquisto (sell in GDO) ed al pubblico sono letteralmente raddoppiati, nel caso del caffè no.

Questa è la principale ragione della situazione attuale, dove i conti economici di 218 imprese analizzate, che costituiscono un campione altamente rappresentativo delle 515  aziende italiane del settore appartenenti al codice ateco 10.83.01, sono oggettivamente in sofferenza.

Prima di iniziare aggiungiamo una nota analitica: in verità i torrefattori in Italia sono di più, oltre 800, ma non tutti appartengono al medesimo codice Ateco. Però quando si fanno studi seri dei settori merceologici ci deve essere un elemento di unione e questo normalmente è il codice Ateco.

Entriamo nel merito dei numeri del settore:

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