mercoledì 24 Luglio 2024

IRI: i salumi mercato in crescita. In GDO brillano i prodotti a denominazione

 

Con un giro d’affari che sviluppa oltre 5,4 miliardi di euro nei canali iper, super e libero servizio, il mercato dei salumi si conferma uno dei più importanti nel mondo del fresco, crescendo soprattutto nel peso variabile con +2,7% a valore e +1,6%  a volume.

 

Come spiega il rapporto realizzato da IRI per la tavola rotonda di CibusLab focalizzata sulla categoria, i primi mesi del 2022 hanno segnato performance positive rispetto al 2021 e soprattutto al 2019 – prima della pandemia – con una crescita del 10,5% a valore e del 5% a volume.

Rispetto al solito periodo invece i prodotti a peso variabile crescono del 5,3%, mentre le attività promozionali segnano una leggera flessione rispetto all’anno scorso e un calo del 3,1% se paragonate al periodo pre pandemico. I prodotti a peso fisso hanno invece l’andamento del largo consumo con una leggera flessione a volume nei primi cinque mesi dell’anno e un maggior respiro fra giugno e luglio. Un periodo, quello di inizio anno, nel quale abbiamo assistito a una ripresa dei consumi per i prodotti del banco da taglio anche se, rispetto a tre anni fa, il peso imposto ha registrato crescite più importanti.

Per quanto riguarda il contributo dei canali alla crescita, i dati illustrati da business insight director di IRI Paolo Lasalvia, hanno mostrato come il canale supermercati resta ancora il più importante con il 59,7% del giro d’affari, mentre il discount inizia a dare segnali considerevoli arrivando al 18%. Vale invece 1% l’online che cresce però del 21,4% contribuendo con 11,2 milioni in termini assoluti.

Nel confronto fra take away, banco e libero servizio, il primo sta un po’ soffrendo nel peso variabile dopo che, negli ultimi anni, c’è stata una migrazione verso quello imposto dove invece cresce grazie agli assortimenti di volumi.

Nel mercato dei salumi poi brillano le performance dei prodotti a denominazione,  un mondo che ha superato il miliardo e trecentomila euro e vale un terzo del giro d’affari ed è fortemente concentrato sul peso variabile che sfiora il miliardo con trend decisamente importanti. In questo ambito il DOP, che ha un indice di prezzo 153 rispetto ai prodotti non a denominazione, ha crescite importanti, allineate all’IGP che ha un indice di 105, quindi vicino ai prodotti non a denominazione. Ottime, infine, anche le performance dei salumi a peso imposto che dichiarano il 100% di italianità, con una quota importante in costante aumento sugli scaffali.

 

 

 

 

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