Pressione promozionale GDO in caduta libera

I dati che ci fornisce IRI sull’andamento dell’LCC aggiornato alla fine di Luglio ci consegnano una fotografia dove l’andamento delle vendite, sino a pochi anni fa spinto dalle attività promozionali irrinunciabili, è in positivo nonostante l’incidenza di queste sia scesa in soli sette mesi di quasi due punti percentuali

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La Pressione promozionale è scesa a livelli che non si ricorda da almeno 15 anni. Se si pensava che il livello più basso si fosse toccato durante il periodo COVID, ci si sbagliava, gli eventi stanno portando ad una forte flessione di uno strumento che, oggi più che mai, risulta essenziale per sostenere le vendite. Ed è curioso che il mercato, sino al mese di Luglio, ha tenuto nelle vendite a volume, spingendo verso l’alto quelle a valore grazie agli effetti inflattivi.

Una situazione come questa è un’assoluta novità, sconosciuta a tutti quei manager che si sono affacciati sul mercato negli ultimi dieci anni.

Quali sono le considerazioni che si possono trarre da questo status quo? Tenendo ovviamente presente che gli eventi, nel prossimo futuro, potrebbero essere sconvolti dalle dinamiche di quella che è oramai considerata un’economia di guerra (seppur ibrida), sembra che il consumatore si stia sempre più slegando dai condizionamenti delle offerte promozionali.

Il dato dell’incidenza promozionale, pari al 23,9% del totale fatturato, quasi due punti sotto il valore dello scorso anno e quasi quattro punti sotto il dato degli anni 2018-2019, è la conseguenza del logoramento delle marginalità sia dell’industria che del retail. Il dato inflattivo, che si legge dalla dinamica dei prezzi, è sicuramente condizionato da  quello che in gergo si chiama price mix, il prezzo medio che un determinato prodotto ha nel corso di un trimestre, non essendo mai uguale per effetto delle attività promozionali.