sabato 27 Giugno 2026

Stefano Marone (Vigorplant): “Lavoriamo a progetti green per creare un’esperienza di acquisto sostenibile e stabile”

Prima azienda nata in Italia nel comparto terricci e substrati, sia per hobbisti che per professionisti, Vigorplant vanta un’esperienza maturata in quasi cinquant’anni di attività che le ha permesso di strutturarsi in modo da garantire e assicurare sempre un servizio preciso e puntuale alla clientela. Un’affidabilità costruita su fattori che permettono di fare la differenza, come lavoro in team, investimenti in tecnologia, ricerca e sviluppo – come il nuovo progetto Brooklyn, un ponte verso il futuro, con vere e proprie serre di proprietà sperimentali – e l’impegno sostenibile. Elementi a cui si aggiungono consegne nei tempi prestabiliti, capacità produttiva per soddisfare tutta la domanda, opportunità di offrire un portafoglio prodotti molto ampio e la capacità di realizzare ricette personalizzate per la private label. Strategie queste che inquadrano l’azienda lodigiana come partner unico ed affidabile per i buyer di categoria.

“Oggi stiamo lavorando soprattutto a progetti a carattere green per creare un’esperienza d’acquisto sostenibile, inclusiva e stabile – spiega a GDONews Stefano Marone, Responsabile Vendite GDO-GDS – creando valore aggiunto anche per la comunità. Una delle novità più rilevanti riguarda un nuovo prodotto della linea Terre di Casa dal nome evocativo Premium proprio per sottolineare il suo valore unico: un prodotto green a 360 gradi dall’eccezionale valore agronomico. Ancora una volta, gli ottimi rapporti col trade hanno permesso di proporre questa novità in una logica win-win presentando sul mercato una soluzione per i clienti più esigenti. Il progetto – aggiunge – è nato dalla volontà dello stesso canale di avere maggiori performance legate ai prodotti all’interno del loro assortimento, uscendo così dalle logiche tradizionali promozionali della lotta sul prezzo. Una referenza con una buona rotazione che aumenta la battuta di cassa e il fatturato, una vera opportunità”.

Ha accennato al tema della sostenibilità, come lo declina l’azienda nella sua attività quotidiana?

“Vigorplant rientra tra le cento aziende italiane più sostenibili secondo Forbes, un importante riconoscimento che ci ha portati ad ottenere il Sustainability Award. Attraverso rigorosi criteri di giudizio infatti, Credit Suisse e Kon Group hanno stilato una classifica delle imprese che, più di tutte, stanno cercando di trovare soluzioni per i grandi problemi sociali ed ambientali; classifiche dotate di rating Esg emesso da Altis Università Cattolica e da Reprisk.

Per noi essere sostenibili significa utilizzare un approccio responsive in tutti i touch point a contatto con il nostro brand. Impegno che passa dall’utilizzo di un’elevata quantità di plastica riciclata per i nostri packaging, pari al 60%, e di materie prime rinnovabili nelle nostre ricette, fino ad arrivare ad un approccio etico e sociale per la salvaguardia e lo sviluppo interno in ottica di employer branding continuativo come mezzo ulteriore per il raggiungimento ed il consolidamento di un vantaggio competitivo di lungo periodo. Ma anche un impianto fotovoltaico da 300 mila Kilowatt capace di fornire gran parte dell’energia elettrica utilizzata nel processo produttivo e materie prime ecosostenibili come EcoFibra® 100% naturale e rinnovabile in grado di donare ai substrati eccellenti performance agronomiche.

Altro elemento che testimonia il nostro impegno è la recente introduzione nel mercato di una linea di substrati dedicata alla GDO dal carattere pienamente green ed ecocompatibile col brand Terre di Casa, con un sito internet dedicato (www.terredicasa.it). La nostra responsabilità sociale d’Impresa è volta infatti ad armonizzare gli obiettivi economici e di business con quelli sociali ed ambientali del territorio di riferimento.!

L’esperienza acquisita nel tempo e la solidità aziendale che importanza hanno avuto nel biennio caratterizzato dalla pandemia?

“In questi due anni particolari si è registrato un importante incremento della domanda di tutto il settore del giardinaggio, grazie all’aumento di quelli che noi preferiamo chiamare “appassionati del verde”, anziché semplicemente consumatori. La grande organizzazione nei sistemi di approvvigionamento e lo stoccaggio di prodotto finito in nuove aree logistiche adibite, hanno permesso all’azienda di strutturarsi sempre al meglio per fronteggiare i continui cambiamenti. Possiamo definirlo uno “stress test” dal punto di vista della produzione che, grazie alla nostra capacità produttiva (oltre i 17.000 sacchi/ora), siamo riusciti a governare evadendo tutti gli ordini ricevuti e arrivando a caricare oltre 130 bilici al giorno, mantenendo così gli alti standard qualitativi che da sempre ci appartengono. Un parco logistico ben strutturato e organizzato, unito ad un servizio alla clientela, ha fatto in modo, inoltre, che l’azienda riuscisse a padroneggiare i cambiamenti del mercato in maniera puntuale, mirata e costruttiva.”

Ciò sta avvenendo anche in questa prima parte dell’anno iniziato all’insegna del forte aumento dei prezzi delle materie prime?

“Grazie ai nostri partner commerciali e a fornitori con i quali abbiamo costruito e consolidato relazioni di fiducia negli anni, siamo riusciti ad effettuare delle integrazioni verticali, sia a monte che a valle, che ci hanno permesso di contrastare le spinte inflazionistiche sull’aumento di alcuni prezzi. Nonostante alcuni aumenti siano stati oggettivi ed imprescindibili, basti pensare ai costi di trasporto, le relazioni con la GDO sono sicuramente rimaste proficue e positive. Veri e propri accordi di forniture ci hanno permesso infatti, almeno in parte, di calmierare l’aumento indiscriminato dei prezzi riuscendo a giungere a derive commerciali eque per entrambe le parti.”

Quanto al rapporto con l’estero, che vale circa il 5% dell’intero fatturato, Marone conclude: “Sono stati da poco attivati nuovi progetti commerciali nelle aree asiatiche e balcaniche. Come per tanti altri settori, anche in quello del giardinaggio la logistica ha un peso rilevante ed è un aspetto da tenere in considerazione nel momento in cui ci si interfaccia nel mercato internazionale con altri player. In tal senso, nonostante le difficoltà avvertite anche nel mercato nazionale di riferimento, la pandemia ha avuto un riflesso estremamente positivo e propositivo da parte degli interlocutori stranieri. Un aspetto che ci ha dato modo di crescere significativamente sia con le referenze del mercato hobbistico che con i prodotti professionali. Le collaborazioni in Georgia, Spagna, Grecia, Albania, Croazia, Francia, Turchia, Svizzera e Romania sono infine altri esempi di partnership di lungo periodo che l’azienda è riuscita a consolidare nel tempo”.

 

 

 

 

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