Un mercato in salute e che si muove in controtendenza: mentre il consumo di latte e derivati sperimenta contrazioni ormai da anni, gli yogurt crescono in volumi e valori, anche sulla scorta del trend salutista che si consolida sempre di più. Come spiegheremo meglio in un articolo dedicato, le vendite di yogurt in Italia crescono a doppia cifra, con performance molto importanti di alcuni prodotti particolari, come lo yogurt greco e gli yogurt con proprietà benefiche specifiche.
Ovviamente questa crescita potente si trova adesso a fare i conti con l'impennata dei costi dell'energia e delle materie prime, alimentari e non, esattamente come tutti gli altri comparti produttivi: il caro petrolio e le restrizioni nelle catene di fornitura non risparmiano nessuno. Quella del latte, poi, è una filiera con caratteristiche particolari che soffre più di altre: l’impatto dell’inflazione si ripercuote su ogni snodo del processo produttivo, dal campo alla stalla, dagli stabilimenti di trasformazione del latte allo scaffale del supermercato. Il rischio, come ripetiamo ormai da tempo, è che la cinghia di trasmissione produttori- Gdo – consumatori si inceppi facendo saltare un sistema collaudato da decenni.
In questo articolo mettiamo a confronto i bilanci del 2020 e l'andamento degli ultimi cinque anni di Danone, Granarolo, Cooperativa lattiera Vipiteno e Cooperativa Latte di montagna Alto Adige (brand Mila). Si tratta di player molto diversi tra loro per dimensione, con Danone che è una multinazionale quotata alla borsa di Parigi e la piccola ma virtuosa cooperativa di contadini altoatesini che produce lo yogurt Mila. Ma in un mercato dinamico come quello degli yogurt, realtà locali ben organizzate possono ben tallonare giganti dai fatturati miliardari.
Danone è una multinazionale francese di prodotti alimentari con sede a Parigi e fondata a Barcellona, in Spagna. È quotata su Euronext Paris, dove è una componente dell'indice del mercato azionario CAC 40. Da pochi mesi è guidata da Antoine de Saint-Affrique che ha ricevuto dagli azionisti il compito di mettere in atto un ambizioso piano di rinnovamento, dopo che nel 2020 il titolo ha perso un quarto del suo valore di Borsa. Il suo portafoglio comprende molti prodotti salutari in forte crescita e questo, insieme all’andamento dei conti, secondo alcuni analisti potrebbe rendere Danone una “preda”: recentemente l’azienda è stata oggetto di rumors come potenziale target di Lactalis che vorrebbe mettere le mani proprio sugli yogurt salutistici. Danone ha smentito, dicendo che è “pienamente impegnata” in tutte le sue aree di business e che vede un potenziale di crescita per tutte le due divisioni. Nei primi tre mesi del 2022 le vendite di Danone, a perimetro e cambi costanti, sono aumentate del 7,1% a 6,24 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2021.
Granarolo è un colosso che rappresenta 700 allevatori distribuiti in 12 regioni, conta su 18 siti produttivi in Italia e 7 all'estero, vanta oltre 2 miliardi di fatturato. Nata oltre 60 anni fa come Consorzio Bolognese Produttori Latte, Granarolo è oggi proprietaria di numerosi marchi molto noti in Italia e sui mercati esteri, come Yomo, che è entrato a far parte del Gruppo nel 2004 in seguito a un’importante acquisizione. Rispetto alla sua capogruppo, Yomo ha addirittura una storia più lunga alle spalle: è nata 70 anni fa, nel 1947 quando il dottor Leo Vesely creò il primo yogurt a coagulo omogeneo grazie a un innovativo processo produttivo che garantiva la genuinità e l’efficacia dei fermenti attivi. Alla Yomo, il cui nome sta appunto per “yogurt omogeneo”, si deve anche l’introduzione di nuove varianti che hanno cambiato e modernizzato il consumo del prodotto: lo yogurt magro e quello alla frutta.
MILA è il brand di punta dell’altoatesina Latte Montagna Alto Adige, una cooperativa agricola composta da 2.600 famiglie di contadini (circa la metà dei produttori di latte in Alto Adige) e oltre 400 collaboratori negli stabilimenti affiliati. L’attività della cooperativa si concentra su due grandi stabilimenti produttivi, a Brunico e Bolzano, in cui ogni anno vengono lavorati circa 2.000 milioni di chili di latte per un fatturato totale che sfiora i 200 milioni di euro. Nel 2021 i contadini di Mila hanno prodotto poco meno di 2 milioni di quintali di latte, l’89% del quale è stato trasformato in prodotti finiti. Il latte in esubero è cresciuto di quasi il 30% a causa della chiusura della ristorazione nei primi mesi dell’anno scorso. Le vendite di yogurt nel 2021 sono diminuite del 2,9% rispetto all’anno precedente, quelle del latte fresco del 5,2%: a dare soddisfazione e compensare queste contrazioni sono stati gli yogurt “salutari”, lo Skyr (considerato un super food, +33%) e il latte fieno a lunga conservazione (+90%).
Un’altra eccellenza del territorio è Latteria Vitipeno, specializzata nella produzione e commercializzazione dello yogurt, 145 dipendenti e oltre 600 soci. Fondata nel 1884, è una delle più antiche cooperative della zona e deve il suo nome storico (Dampfmolkerei Genossenschaft, in italiano “latte a vapore”) alla tecnica di produzione di latte e derivati che garantiva, oggi ma soprattutto in passato, l’approvvigionamento nei mesi più freddi dell’anno. Ogni giorno i contadini della Latteria producono 150mila litri di latte e circa 1,5 milioni di vasetti di yogurt ogni anno.
La gestione caratteristica degli ultimi 5 anni
Il grafico seguente evidenzia la dimensione dei ricavi: è evidente che in termini meramente quantitativi i ricavi di Granarolo (quasi 923 milioni euro nel 2020) sono quasi dieci volte maggiori di Vipiteno (103 milioni euro). Dimensionalmente Granarolo è leader, seguito da Danone che ha chiuso il 2020 con 230 milioni di fatturato. Mila nel 2020 ha fatturato circa 218 milioni.
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