Callipo: tonno pregiato con salvaguardia della specie e certificazione ‘Dolphine safe’ per tutti i pescherecci

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Il mercato del tonno ha registrato negli ultimi dodici mesi un decremento sia a valore che volume, mentre in entrambe le due voci Callipo è cresciuta dell’8% circa, mostrando così un ritmo più sostenuto rispetto al settore. Un trend sicuramente confortante per l’azienda di Pizzo, nata nel 1913 e fra le prime in Italia ad inscatolare il pregiato tonno del Mediterraneo, oggi alle prese come il resto del mercato con un inizio di 2022 in salita, in particolare a causa dell’aumento delle materie prime ma anche dei colpi di coda della pandemia. “Le materie prime – afferma Angela Neglia, Direttore Commerciale dell’azienda, a GDONews –  specialmente per i materiali d’imballaggio, hanno fatto registrare dei notevoli aumenti di prezzo. Pertanto l’azienda ha dovuto necessariamente praticare degli aumenti di listino che sono già stati concordati con le varie centrali GDO”.

 

In merito al tema della sostenibilità, ormai fondamentale per essere competitivi sul mercato, sottolinea Neglia: “Uno dei principali pregiudizi del nostro settore riguarda la mancata salvaguardia della specie. E’ per questo che da sempre acquistiamo pesci adulti di una pezzatura media che vengono pescati con metodi che rispettino le altre specie marine e ne garantiscano la salvaguardia. Inoltre ci avvaliamo della certificazione ‘Dolphine safe’ per tutti i pescherecci. Nel nostro mercato di riferimento è poi importante indicare la tipologia di pesce utilizzato e il luogo di produzione. In questo particolare momento storico risulta fondamentale difendere il Made in Italy”.

 

Così infine sull’importanza dell’export per il marchio calabrese: “Il mercato estero per noi vale circa l’11% del fatturato – conclude Neglia – il 2021 ha visto una crescita dei volumi di esportazioni e le aree più performanti sono state Stati Uniti, Canada, Australia, Germania e Middle East. Sicuramente le problematiche legate al mondo dei trasporti, dovuti alle ripercussioni Covid, hanno avuto e hanno ancora un impatto pesante sull’organizzazione del business, obbligando tutti a rivedere stime e tempistiche di consegne”.