In un momento di grande incertezza come quello attuale, affidabilità ed esperienza risultano fondamentali per trasmettere fiducia sia al consumatore che all’intero settore col quale ci si confronta. Come nel caso di Sensi Vini, un marchio che dai grandi classici della tradizione vitivinicola toscana spazia anche a bianchi Igt, Doc e Docg, fino alle bollicine.

Una solida realtà che sta affrontando questo periodo forte di una storia di famiglia iniziata nel 1890 e proseguita con impegno, attenzione e innovazione fino ad oggi, arrivando sui maggiori mercati internazionali alle prese in questi mesi con dubbi e rincari che non risparmiano nemmeno il mondo del vino. “Stiamo vivendo un momento molto particolare – spiega il Responsabile Commerciale Massimo Sensi dialogando con GDONews – nel quale l’incremento dei costi generali dovuti alla pandemia si somma a quello del prodotto in un’annata in cui le rese non sono state quantitativamente sufficienti. Questa concomitanza di fattori sta creando forti tensioni sui prezzi e dubbi sulle modalità di gestione di questa situazione da parte di tutti gli operatori”.

Cosa ha determinato l’aumento de prezzi di listino?

“A parte la produzione di uve più scarsa in alcune regioni – come la Toscana – che converge con una ripresa dei consumi che per il momento regge, i fattori di costo maggiori sono le materie secche, che hanno subito una richiesta notevole nel breve tempo, mentre l’urgenza di disporne in maniera prioritaria ha probabilmente influito anche sulla crescita delle quotazioni. A questi fattori si sono aggiunti forti rincari sui costi dell’energia che hanno investito tutte le aziende senza esclusione di categoria e che si sommano anche ai costi di trasporto che a loro volta sono lievitati notevolmente. Diciamo che ogni voce va analizzata a sé per motivi specifici ma in generale il problema è che la congiuntura di queste variabili ha generato un’onda d’urto sui mercati”.

Come si muove il mercato e come le aziende stanno gestendo la situazione?

“La gestione di questa situazione è molto complessa ed è soggettiva per ogni azienda a seconda dei mercati, dei vini e degli accordi. Non esiste una soluzione rapida e pertanto il dialogo tra gli attori principali – produzione e distribuzione – deve essere affinato per il raggiungimento di un equilibrio nel medio termine senza che si creino effetti dannosi per qualcuno”.

In questo contesto come sta rispondendo il consumatore?

“Il consumatore secondo noi continua ad esplorare il mondo dei vini e ad informarsi. Personalmente ritengo che la digitalizzazione stia veicolando molte informazioni rendendo il cliente più attento, curioso e competente. Penso che grazie a questa ‘rivoluzione digitale’, il rapporto qualità-prezzo sarà sempre più evidente e strategico proprio perché gli stessi aumenti dei costi di energia spingono anche il consumatore a ragionare con maggiore attenzione”.

Qual è invece la reazione delle aziende? Come evolverà la situazione dal suo punto di vista?

“Devo dire che attualmente tutti gli operatori sono dubbiosi, è chiaramente un momento delicato e sono prudenti perché non è il caso di rischiare mosse azzardate. Allo stesso tempo ritengo che investire su un produttore che da 130 anni ha sempre garantito sicurezza e qualità sia ovviamente la scelta più ragionata. Il dialogo e l’esperienza reciproca possono indubbiamente aiutare a diminuire gli errori in una fase così incerta”.

Quanto alle prospettive sui mercati internazionali Sensi osserva: “Le dinamiche sono simili ma ovviamente in questa situazione ogni paese con una propria produzione tende a privilegiare quella. Allo stesso tempo i produttori come noi, che hanno una presenza consolidata sui mercati internazionali, mantengono una presenza forte avendo ormai familiarizzato con il consumatore estero da anni e avendo ormai rapporti solidi con le realtà straniere”.