Del Colle, tra sostenibilità, ricerca, valorizzazione della biodiversità e strategie per affrontare i grandi mutamenti del mercato

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Grande attenzione alla sostenibilità, non solo ambientale ma economica e sociale, è l’impegno di Del Colle, azienda toscana nata nel 1996 e quindi con una lunga e consolidata esperienza nel settore alimentare, che offre una selezione delle migliori produzioni di legumi e cereali, tra specialità italiane, regionali e particolari varietà provenienti da diverse zone del mondo, suddivise tra linee convenzionali o da agricoltura biologica. “La sostenibilità – sottolinea Elisa Fiorito, Marketing Manager di Del Colle – comincia dalle piccole scelte quotidiane, come quelle alimentarsi in maniera corretta, preferendo cibi a basso impatto ambientale, rispettosi della biodiversità e degli ecosistemi. Come le piante delle leguminose, che contribuiscono ad aumentare la fertilità dei suoli e vantano un impatto positivo sull’ambente”. Mangiare legumi, ci spiega, è un vero e proprio “atto ecologico”, oltre che una scelta necessaria per il benessere psico-fisico, ma è anche un “atto culturale”, poiché preserva la memoria storica che passa anche, appunto, dalle tradizioni gastronomiche locali. “La sensibilizzazione su queste tematiche – prosegue – è per noi molto importante: ci sentiamo responsabili nel trattare la base della piramide alimentare umana, composta da legumi e cereali, come patrimonio culturale, immateriale dell’umanità”. Per questo, l’azienda promuove i valori di una alimentazione sana e di una dieta equilibrata, unita ad un’attività sportiva regolare e, preferibilmente, all’aria aperta.

del colleD: Il tema della sostenibilità è in effetti quanto mai attuale e necessario per rimanere competitivi sul mercato: cosa sta facendo Del Colle in tal senso? Quali sono i propositi già realizzati e quali quelli in via di realizzazione?

La missione di Del Colle verso la Sostenibilità è una scelta che comincia dal campo, dai disciplinari produttivi delle piantagioni e dall’individuazione di sostanze sempre più naturali che consentano alla pianta di crescere al meglio. Una missione che si foraggia del prezioso contributo del mondo della Ricerca Universitaria in ambito biologico e tecnico-agronomico e si allarga poi alla ricerca anche di metodi di stoccaggio della materia prima con tecnologie anch’esse sempre più sostenibili e che, al contempo, non alterino le proprietà nutraceutiche ed organolettiche della materia prima.  

Tutto ciò che arriva dal campo viene sempre costantemente controllato non solo dal punto di vista chimico, fisico, nutraceutico, ma anche dal punto di vista di sapore, profumo, consistenza, comportamento in cottura. Il prodotto Del Colle non arriva solo sulla tavola delle famiglie, nelle mense, nei prodotti pronti cucinati dall’industria alimentare o della surgelazione, ma anche nelle cucine dell’alta ristorazione che devono rispondere ad alti standard dal punto di vista di qualità, sapore, tenuta di cottura ecc. Per questo motivo, ci impegniamo affinché la nostra materia prima non sia solo sicura, coltivata nel rispetto degli equilibri del territorio e della biodiversità, ma che il risultato finale sia un prodotto ineccepibile anche dal punto di vista del gusto.

In particolare, per rendere più sostenibile la fase dello stoccaggio delle derrate alimentari, senza alterare appunto spetti nutrizionali e organolettici, abbiamo recentemente testato un sistema basato sull’utilizzo di un gas inerte e sicuro, l’azoto. Attualmente conserviamo le derrate alimentari con metodo biologico che prevede lo stoccaggio all’interno di sacchi termosaldati di alluminio all’interno dei quali l’anidride carbonica sostituisce l’ossigeno uccidendo eventuali insetti per asfissia. La materia prima viene tenuta in questa forma di quarantena per almeno 15 gg, in un’area separata dello stabilimento produttivo, fino a quando non risulta idonea per entrare nel processo di pulizia, lavorazione e confezionamento. Il nuovo metodo invece, testato da Crisba (centro ricerche dell’Istituto Leopoldo II di Lorena di Grosseto), e che ha visto il coinvolgimento di diverse università italiane, utilizza l’azoto al posto dell’anidride carbonica. Si tratta, appunto, di un gas inerte e sicuro che non lascia residui nelle produzioni e che si distingue in positivo anche dalla stessa anidride carbonica dal momento che non rappresenta un “gas-serra”. L’azoto viene estratto sul posto dall’aria (dove è presente al 78%), tramite un processo fisico di permeazione selettiva, per poi essere immesso all’interno di silos a tenuta, nei quali rimane in leggera sovrappressione. Tutto il sistema lavora in automatico e con controllo in remoto. Tale metodo, oltre a mantenere  nel tempo la qualità della materia prima, produce un minore inquinamento in quanto abbatte l’uso di sostanze fumiganti per il contrasto di funghi e insetti infestanti, grazie ad un gas che non genera effetto serra e che viene ricavato direttamente sul posto.

 

D: Il 2021 è stato un altro anno molto difficile per la situazione epidemiologica. Qual è il vostro bilancio per l’anno appena concluso? Le strategie che avevate previsto per affrontarlo si sono rivelate efficaci?

La nostra azienda ha continuato a lavorare con resilienza ed efficienza durante la quarantena, nonostante la radicale riduzione dell’attività di alcuni dei canali che serviamo (mondo HORECA, Ristorazione collettiva). Mentre la domanda da parte della GDO durante il lockdown registrava considerevoli aumenti mettendo alla prova la nostra capacità logistica, il mondo della ristorazione registrava infatti picchi in negativo, più contenuti nel mondo della IV gamma e della surgelazione. 

In questo periodo abbiamo colto l’occasione per riflettere ed intercettare le traiettorie che potevano offrirci delle opportunità. Abbiamo ragionato, ad esempio, su un diverso concetto di offerta che passasse dalla semplice fornitura di materia prima alla fornitura di un servizio ad essa connesso. Abbiamo dunque sviluppato un progetto innovativo in termini di delivery rivolto al mondo della Ristorazione, grazie alla collaborazione di una società di informatica nostra partner, associato all’acquisto delle nostre confezioni in formato 1 kg e 5 kg di materia prima italiana. 

Un’altra sfida è stata rappresentata dall’impennata dei prezzi delle materie prime e dei trasporti dall‘estero, che hanno spostato l’attenzione dell’azienda su una produzione più locale. 

Del Colle oggi è un’azienda reattiva, che cerca di restare al timone della sua nave guardando l’orizzonte anche in acque minacciose. Sta investendo in una sempre maggiore sicurezza e qualità alimentare, in nuovi macchinari, nell’aggiunta di nuovi processi di lavorazione interna, energie alternative,  nell’ampliamento della propria rete agricola, in una maggiore tracciabilità di filiera oltre che efficienza produttiva e logistica attraverso adeguamenti ai parametri di Industria 4.0.D: Il 2022 è iniziato molto in salita tra la recrudescenza del Covid, con le conseguenti quarantene, e gli incrementi indiscriminati delle materie prime: qual è la situazione di Del Colle? Le negoziazioni con la GDO come procedono?

La pandemia ha innescato tendenze rialziste in tutto. Abbiamo subito un’impennata dei prezzi delle materie prime, la crescita a doppia cifra dell’energia, la quasi irreperibilità degli imballaggi o rallentamenti notevoli nelle consegne, l’aumento dei costi di trasporto via nave, l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Tutti questi problemi si sono ripercossi sul nostro margine, vista anche la difficoltà di trasferire gli aumenti sui prezzi di vendita dei prodotti e di agire sui contratti in essere. Molte GDO hanno strategicamente deciso di tenere fermi i listini per consentire al consumatore di non subire gli aumenti ma, purtroppo, tutta la filiera produttiva ne viene a soffrire e noi abbiamo anche la grande responsabilità di incentivare l’agricoltura contrastandone l’abbandono. Da sempre ci battiamo perché questo settore sia vitale, perché cresca e venga valorizzato, perché sia nelle condizioni di offrire  alti standard di qualità e sicurezza. È un lavoro duro, pieno di sacrifici ma è grazie a tutto ciò che possiamo godere di un patrimonio agricolo, economico e culturale così importante.

D: Quali sono le novità che state sviluppando e che presenterete al mercato nell’anno in corso?

Come prima cosa vogliamo omaggiare il nostro patrimonio culturale ed agronomico italiano, “da Nord a Sud, per un viaggio di sapori e tradizioni del nostro Paese”. È infatti questa l’headline che accompagna la nuova linea di prodotti che prenderà il nome “Paesaggi d’Italia”.

Un inno al nostro patrimonio, ad una filiera virtuosa che ricongiunge varie storie ed esperienze nel segno della passione in ciò che sappiamo fare meglio: coltivare i tesori della nostra terra per raccoglierne i frutti migliori. 

La tutela e valorizzazione del patrimonio vegetale locale rappresenta un punto essenziale nella salvaguardia dell’agro-biodiversità, a cui sono fortemente legate tradizioni e cultura del cibo.

Questo nostro impegno nella promozione delle produzioni caratteristiche locali sarà ulteriormente incentivato su tutto il territorio nazionale anche col contributo della FDAI, che supporterà la missione di Del Colle attraverso la ricerca e selezione delle aziende agricole che si distingueranno per l’impiego di determinati disciplinari produttivi, sociali ed etici e che potranno pertanto offrire garanzia di qualità, origine, sicurezza e sostenibilità all’altezza dei nostri standard. La nuova linea di prodotti sarà contrassegnata dal marchio “Firmato dagli Agricoltori Italiani”  e avrà un “packaging narrante” che introdurrà il consumatore in un mondo di contenuti virtuali per capire cosa c’è dietro ogni pacchetto: dai valori alle aree di coltivazione, dai benefici nutrizionali agli utilizzi in cucina, grazie ai suggerimenti del nostro chef in cucina attraverso video-ricette.

D: Quanto incide l’export sul vostro fatturato? La pandemia ha limitato la crescita di Del Colle sui mercati esteri, oppure no?

R: Il nostro è un mercato prevalentemente domestico, ma la pandemia ci ha portati a proiettare maggiormente lo sguardo sul mondo, a formarci e a formare una nuova struttura organizzativa interna ed una sinergia con enti, istituzioni  intermediari per operare nei mercati esteri. Nonostante la complessa situazione economica che ha ridefinito i parametri di quest’economica globale, l’azienda sta portando avanti il suo business all’estero seppur ancora in una fase di start up. In particolare, stiamo approfondendo le potenzialità di business nei mercati in cui è apprezzata quell’attenzione alla qualità e a quella ricchezza che solo il vero Made in Italy sa trasferire.  Del resto, l’Italia è il paese europeo col maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e ad indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea. Il sapere secolare e la fama di patria della buona cucina che è promessa di eccellente esperienza organolettica, rivestono un appeal sempre crescente. 

D: Notate cambiamenti nelle scelte di consumo del consumatore finale? Come vi state comportando in quest’ottica? 

Il mercato chiede sempre più alimenti naturali privi di ingredienti chimici di sintesi e conservanti.  C’è un’attenzione sempre più marcata alla provenienza e all’italianità, cosa che sposta la linea di tendenza degli anni precedenti che spingeva invece l’interesse verso i cibi etnici e il globale, preferito al locale.

Sicuramente il forzato isolamento ci ha fatto riapprezzare la qualità di ciò che portiamo a tavola, spostando l’attenzione verso l’origine geografica del prodotto e il percorso che ciascun ingrediente compie prima di arrivare in tavola. La nostra risposta è quella di comunicare questa garanzia di  provenienza e tracciabilità.

Notiamo poi un’attenzione alla salute, al free from e al rich in. Per quanto riguarda il primo aspetto, ci stiamo strutturando per offrire una produzione “gluten free”. Per quanto riguarda il secondo aspetto, abbiamo sviluppato  una linea di prodotti incentrata sui valori più “healthy”, come mix di legumi e cereali di veloce preparazione, dall’impiego versatile (pietanze calde, fredde, per insalate, primi, contorni, aperitivi ecc.) , che rappresentino un modo alternativo e più creativo di mangiare i legumi, attraverso ricette ogni giorno potenzialmente diverse. In questo ci ha aiutati il mondo della Nutrizione, offrendoci un prezioso contributo per sviluppare miscele che soddisfino il corretto fabbisogno nutrizionale giornaliero e che possano essere usate per la creazione di piatti unici da variare ogni giorno.

Abbiamo poi registrato un sempre maggiore interesse verso il biologico e, anche per questo, abbiamo potenziato tale filiera agricola.

Se un tempo si sceglieva in base alla marca, oggi questo non basta più.  Il consumatore vuole approfondire, informarsi, e infatti legge di più l’etichetta. In questo contesto Del Colle, che comunque ha da sempre avuto grande attenzione alla trasparenza informativa, sta curando tutto il packaging proprio per soddisfare queste crescenti esigenze informative e sta lavorando di più sulla comunicazione in ottica di educazione e sensibilizzazione.