Chiusura 2021: dopo 5 anni la corsa dei discount si è arrestata

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E’ assai probabile che l’Italia a colori, quella che colorava le regioni sulla base della situazione epidemiologica vada in soffitta definitivamente. Questo sistema di gestione, che secondo molti salvò molte vite, iniziò lo scorso anno, ed esattamente nel mese di dicembre. Il ritorno alle dure restrizioni coincise, come da copione, con un periodo molto positivo per la grande distribuzione: nel dettaglio, la GDO nel suo totale crebbe a rete corrente del +2,9% nel solo mese di dicembre. Tutti i formati di vendita, ad eccezione degli iper (-13,9%), avevano incrementato i ricavi rispetto a quelli del 2019: i discount raccolsero eccellenti risultati (+9,7%), così come i supermercati (+7,4%). Ma il veto soffiava a favore di tutti, anche i superstore tornavano a crescere (+2,6%), così come i negozi a libero servizio (+2,1%). Tutti i territori chiudevano l’ultimo mese dell’anno in positivo, sebbene avesse primeggiato l’Area 2 (+4,2%). Seguivano il Centro e il Sud, rispettivamente con incrementi del +3,5% e a +3,6%, anche il nord ovest incrementava , seppur meno delle altre (1,2%). In termini di categorie, erano ottime le performance dei Freschissimi (+5,4%) e LCC (+3,6%), mentre continuava in perdita il Non Food (-7,7%).

Il Natale 2021 tra ansie ed imprevisti

Con questi presupposti non era facile eguagliare i risultati del 2020, ed il mercato temeva questo confronto. Le settimane che hanno preceduto il Natale sono state caratterizzate da sentimenti contrapposti: nei mesi autunnali l’industria, che stava raccogliendo gli ordini della GDO, cantava vittoria; era infatti certa che si sarebbe migliorato l’eccellente risultato del dicembre precedente; la GDO era più cauta, da qualche mese soffriva le controcifre con il 2020 ed il consumatore era tempestato, come oggi, dalle minacce dell’inflazione. Dalla metà di novembre in avanti il sentimento sulle vendite del Natale si fece più cupo: la crisi energetica aveva già colpito i suoi derivati e quindi l’industria, che a sua volta iniziava a faticare a reperire il materiale per confezionare i prodotti. Praticamente tutti i gruppi della GDO (non più le Centrali che già avevano negoziato gli accordi) ricevevano e-mail e telefonate dai fornitori che dichiaravano le loro difficoltà a rispettare le tempistiche di consegna e le sue modalità. Il timore che il Natale 2021 fosse, quindi, un fiasco era sempre più una realtà. Oggi abbiamo i dati definitivi e finalmente si può affermare che, invece, No:


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