sabato 17 Gennaio 2026

Conad Nord Ovest è l’azienda più performante del gruppo. Meglio di CIA e PAC 2000

La supercentrale Conad+Finiper è rappresentata da una moltitudine di punti di vendita dell’insegna leader di mercato (oltre 3.000 mila) distribuiti in tutto il Paese, da Nord a Sud, e da una numerica molto più limitata di supermercati (oltre 200) e ipermercati (22) del gruppo Finiper. La reddittività per metro quadrato media di tutti i punti di vendita dell’organizzazione è piuttosto alta, se si considera la profonda varietà delle dimensioni e dei luoghi in cui opera: è infatti pari a 6.600 euro. Questa media è ottenuta da una moltitudine di negozi e aziende retail. Come si leggerà nelle prossime righe la miglior azienda di Conad, in termini di prestazioni di redditività per metro quadrato, è Conad Nord Ovest. Il suo valore ha destato sorpresa soprattutto se si considera che oggi è ancora una somma di due aziende che si stanno unendo in termini progettuali. CIA è sempre stata un'azienda di grande qualità, con negozi di medie dimensioni ed altissimi fatturati ma, nonostante ciò, è risultata seconda in questa speciale classifica. Il dato di PAC 2000 A, l'impresa più importante in termini di ricavi, non è il più alto ma se si considera in quali regioni opera, la media che emerge dallo studio è di assoluta qualità. Il confronto con Finiper è straordinario: Unes produce un'altra redditività per metro quadrato, superiore alla maggior parte delle aziende di Conad e gli ipermercati del gruppo superano la redditività per metro quadrato di quasi tutte le concorrenti del formato.

L’aspetto curioso di questo studio è che, nonostante la grande varietà, il valore medio non è distante tra le due rispettive centrali: Conad porta una media di

6.580 euro per metro quadrato e Finiper di 6.600 euro.

Grazie al profondo lavoro che Conad ha svolto nel tempo, rispetto alla numerica totale dei negozi oggi le imprese del gruppo sono quantitativamente poche (6 compresa la piccola DAO): quella con la miglior redditività è Conad Nord Ovest, che supera gli 8.000 euro. Segue, a breve distanza, la CIA con 7.600 euro. PAC 2000 A è la più grande azienda del gruppo in termini di fatturato e, pur nella sua grande eterogeneità, visto che si estende dall’Umbria sino alla Sicilia, ha prodotto un’ottima redditività media per metro quadro, pari a 6.150 euro circa. Conad Centro Nord ha ottenuto un risultato leggermente superiore (6.800 euro) in una zona decisamente differente, mentre Conad Adriatico, che con PAC condivide territori limitrofi, non supera i 5.500 euro di media.

Buoni i risultati del gruppo Finiper, sia i 6.400 euro di Unes che, soprattutto, per i quasi 7.000 euro di Finiper. Si è scritto in diversi articoli che produrre redditività per metro quadrato rilevanti nei negozi di grandi dimensioni è decisamente complicato e, di fatto, sono pochissime le aziende che riescono in questo obiettivo. La capacità di Iper emerge dunque proprio in questo dato: forse solo Tosano supera con i negozi di grandi dimensioni questi valori, seppur con un’offerta completamente differente ed in un territorio completamente diverso.

Ovviamente le prestazioni dei negozi variano al variare dei territori: l’Italia e la sua eterogeneità, anche sociale ed economica, influenzano non poco i risultati operativi e prestazionali. Per questa ragione è utile verificare come le rese dei negozi siano differenti a seconda della zona geografica di appartenenza. Il Sud Italia, si è visto anche prima, è l’area che produce il minor fatturato per ogni metro quadrato (5.200 euro), sebbene il dato non sia certo da considerare basso. Il territorio che produce il miglior fatturato per ogni metro quadrato di vendita è invece il Nord Est, con una media di 7.850 euro, seguito da Centro Italia, con 7.500 euro. Il Nord Ovest produce 6.100 euro circa. Un dato molto curioso, soprattutto se si pensa che Unes, che opera indicativamente in quella zona del Paese, arriva a 6.400 euro. L’Area 1 è sempre stata difficile per l’insegna leader di mercato e proprio questo indicatore e questo raffronto immediato sono la chiara espressione di un gap che deve ancora colmare. Assolutamente interessante anche il dato medio che emerge dall’Area 3, una zona meno performante rispetto al Nord. Il merito, in questo caso, va assolutamente a PAC 2000 A ed ai suoi manager che, pur tra mille difficoltà per vastità del territorio e varietà dell’offerta, riescono a tenere una media molto alta a dimostrazione della qualità del lavoro svolto.

Entriamo adesso nel merito delle dimensioni dei negozi: i punti di vendita di estrema prossimità, le superette, presentano un dato di redditività medio pari a 6.200 euro: altissimo. Ricordiamo che questo tipo di offerta è ancora massicciamente presente in Conad soprattutto in Area 2 e non è un caso se risulta essere il territorio dove il gruppo esprime la sua miglior qualità. Man mano che le dimensioni dei negozi crescono sale anche la redditività che arriva alla sua massima espressione nei punti vendita tra i 1.000 ed i 2.500 mq (7.200 euro). Oltre queste dimensioni i valori iniziano ad abbassarsi inesorabilmente, soprattutto tra i 2.500 e 4.500 metri quadrati (5.000 euro) per tornare a crescere nei grandi ipermercati, sicuramente grazie al contributo di Iper, di cui si è già scritto.

Passiamo all’analisi dei formati di vendita: degli oltre 18 miliardi di euro prodotti dai negozi della supercentrale, circa 1 miliardo proviene dal format discount Todis di Conad. La redditività media di queste strutture è di 6.450 euro: un valore interessante, leggermente più basso rispetto ai leader del settore, ma molto buono. Il Libero Servizio, si è appena menzionato, produce oltre 6.00 euro; il canale supermercati è il più redditizio (quasi 7.200 euro) , mentre il canale ipermercati, da 2.500 metri quadrati in avanti, non supera i 5.400 euro. Cosa significa questo? Visto che abbiamo già scritto della qualità di Finiper nei negozi di grandi dimensioni, è evidente che è Conad, nel canale ipermercati, a dover ancora migliorare. Attenzione: questo dato non va assolutamente considerato negativo rispetto al mercato italiano del segmento, ma solo inferiore rispetto al benchmark con il partner, da cui deve ancora apprendere. E non esiste miglior alleanza affinchè questo possa avvenire.

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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