Steriltom: pomodoro e polpa sostenibile e di qualità. Allo studio cultivar per migliorare il gusto

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Leader europeo nel mercato del pomodoro per food service e produzione industriale, la piacentina “Steriltom”, attiva dal 1934, ha partecipato al webinar di Cibus Lab realizzato da GDONews e Fiere Parma dal titolo “Primi piatti. Pasta, salse, sughi pronti e rossi: i colori dell’Italia nel mondo” con il suo direttore generale e owner Alessandro Squeri.

Forniamo pomodoro o polpa a chi fa sughi o piatti pronti – ha raccontato – in un momento in cui sostenibilità e qualità stanno diventando un punto di vantaggio competitivo. In particolare per noi che lavoriamo con l’industria e clienti come Barilla o Nestlè ai quali non diamo solo garanzie sulla sostenibilità di quanto viene coltivato, ma anche la possibilità di creare insieme progetti di filiera. In questa fase in cui la sostenibilità sta diventando una chiave per integrare maggiormente la stessa filiera – ha proseguito – abbiamo grosse multinazionali che vengono direttamente nei campi dei nostri agricoltori per sostenerli. Può sembrare strano ma siamo pagati dai nostri clienti per finanziare operazioni di sostenibilità. L’Italia sotto questo punto di vista è prima nel mondo, tanto che Nestlè ha individuato il protocollo di coltivazione “qualità controllata” dell’Emilia Romagna come modello per il suo. Siamo un punto di riferimento”.

Un’eccellenza che secondo Squeri può essere comunque migliorata: “Abbiamo una coltivazione tradizionalmente sostenibile ma ci mancano gli investimenti in tecnologia. Interventi specifici che stiamo sostenendo per un nostro gruppo di fornitori per l’utilizzo, ad esempio, di droni a sonda che consentono di vedere l’umidità del terreno direttamente sul proprio tablet. Un’utilizzo finalizzato al risparmio idrico e al miglioramento della qualità del pomodoro che, se irrigato quando ne ha veramente bisogno, vede diminuire stress ed eventuali malattie che porterebbero a trattamenti chimici”.

Così invece sulla scelta dei semi: “Già da un po’ di anni spieghiamo alle aziende sementiere che non ne cerchiamo che massimizzino la qualità bensì il gusto. Anche se è difficile parlarne con realtà che si basano su dati scientifici. Il termine “buono” è infatti difficile da definire o isolare scientificamente, così come il concetto di “dolce” che non è sempre collegato alla quantità di zuccheri. Stiamo studiando nuovi tipi di cultivar che ci possano permettere di migliorare il gusto più che la qualità”.

Quanto ai mercati internazionali, dove la presenza di Steriltom è passata negli ultimi sette anni da 24 a 82 paesi, il dg ha osservato: “Siamo leader in Europa su food service e industriale, ma mentre tutti hanno cercato di creare brand sul retail noi abbiamo fatto il contrario e triplicato il fatturato crescendo sulla nostra specializzazione che è la polpa, ambito nel quale siamo i numeri uno. Lo stabilimento è così organizzato per un solo prodotto e quindi super efficiente, ci consente di rifornire dalla multinazionale al piccolo produttore che fa cose di qualità. Quanto ai mercati esteri, detto dell’Europa, possiamo ancora crescere  in aree molto interessanti come Nord America e Asia. Il primo è un mercato già sviluppato grazie al largo consumo di pomodoro che è conosciuto anche se magari il consumatore ha gusti diversi. In Asia invece non c’è un consumatore maturo e bisogna lavorare molto non solo sul canale ma anche sulla cultura. Spiegare ad esempio che la pizza non si fa con il ketchup ma con il prodotto giusto. In molti paesi c’è infatti un concetto filoamericano che non contempla il prodotto fresco”.