I russi preferiscono il panettone, anche a Pasqua. Se per noi rappresenta infatti l’essenza del Natale, altrove il prodotto tipico della ricorrenza invernale viene consumato – e in gran quantità – anche diverse settimane dopo. Di questo e di altre peculiarità di un mercato sempre attento alle nostre eccellenze, ha parlato Elena Knyazeva – amministratore delegato di Ital City Food – nel workshop di Cibus Lab e Gdo News “La tradizione italiana dei dolci e delle ricorrenze: prospettive e criticità”.

“Da noi la Pasqua arriva più tardi – ha spiegato – e vendiamo tantissimi prodotti da ricorrenza dato che qui sono sono popolari e piacciono molto. In particolare il panettone, che si consuma in quell’occasione e sul quale facciamo grandi volumi anche perché non c’è concorrenza. I nostri clienti comprano solo quelli italiani”.

Con sede a Mosca e presente anche in Bielorussia e Kazakistan, la Ital City Food da diciotto anni, grazie ad una solida rete con molti partner italiani, distribuisce prodotti provenienti dal nostro Paese. “Ormai fanno parte della nostra cultura – ha ammesso Knyazeva – e questo ci aiuta a vendere cose italiane buone, che si presentano bene e vanno anche nei negozi. Anche io come tutti i russi sono innamorata dell’Italia”.

I più conosciuti sono sicuramente pasta e olio, ma anche il settore dolciario se la cava egregiamente: “Cantucci e biscotti in generale sono molto apprezzati dai clienti. Nel nostro assortimento ne abbiamo molti e hanno un peso importante sul nostro fatturato. Concorrenti? Sono i marchi di Inghilterra, Germania, Belgio e Francia, con la Polonia che è calata rispetto a qualche tempo fa. Il nostro partner principale invece lavora in moltissimi paesi, in particolare gli ex sovietici come Ucraina e Moldova”.

In merito ai consigli da offrire a chi vuole intraprende la strada del mercato russo Knyazeva ha invece sottolineato: “Dobbiamo fare una distinzione fra offline e online. Quest’ultimo anche da noi nell’anno della pandemia è cresciuto tantissimo aprendo nuove possibilità per tutti. Ci sono ad esempio operatori molto grandi che hanno buoni volumi con i quali si può lavorare direttamente anche dall’Italia. Per questo se fossi un operatore italiano andrei subito a vedere in Rete come si sta muovendo il mercato per farmi un’idea su prezzi, livello di qualità, quali prodotti ci sono già e come si presentano. Inoltre cercherei di parlare con le catene e i gruppi online che stanno crescendo”.

Quanto al settore offline ha evidenziato: “Andrei a scegliere le catene più adatte ai prodotti italiani, ad esempio chi ha prezzi premium class deve sceglierne dal profilo più prestigioso, se si è invece più competitivi si possono cercare altre proposte di collaborazione. A settembre – ha concluso – quando si terrà “World food Moscow” potrete venire a vedere cosa sta succedendo qui, i negozi vi  sorprenderanno”.

 

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