Macfrut: anche con il lockdown l’ortofrutta italiana a +20%

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L’ortofrutta italiana è cresciuta anche sotto il lockdown: la frutta del 20%, la verdura del 13%. E persino l’export, tra gennaio e maggio, è riuscito a mettere a segno un +7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Sono dati positivi per il settore, quelli elaborati da Nomisma per il Webinar di Cia Agricoltori italiani, che ieri è stato ospitato dalla fiera Macfrut nella sua giornata inaugurale. Una versione esclusivamente digital, quella della storica fiera dell’ortofrutta di Rimini. Fino a domani, sulla speciale piattaforma online predisposta per questa edizione (www.macfrutdigital.com) i 400 espositori registrati e provenienti da tutto il mondo incontreranno visitatori e buyer in modalità rigorosamente virtuale: i visitatori (la registrazione è gratuita) potranno accedere agli stand digitali, dialogare, chiedere informazioni e prendere contatti per eventuali incontri di business, mentre gli espositori utilizzeranno gli stessi spazi virtuali per incontrare i buyer.

L’ortofrutta italiana può contare su 300mila aziende un fatturato annuo di quasi 13 miliardi di euro. Oggi – dicono i dati Nomisma elaborati per la Cia – il 28% delle imprese ortofrutticole nazionali fa biologico e il 36% si dedica alla produzione integrata. Molte di queste sono ormai aziende tecnologiche: il 14% utilizza software di gestione, l’8% ricorre alle centraline meteo, il 7% nei campi impiega macchine con guida assistita, semi-automatica e Gps, mentre il 4% usa l’applicazione a dosaggio variabile e i sensori della pianta e del suolo. Inoltre, il 71% delle aziende dell’ortofrutta ricorre a impianti per il risparmio idrico e il 33% produce energie rinnovabili, in prevalenza fotovoltaico, in minor parte caldaie e biomasse.

Questi numeri, sostiene la Cia, confermano quanto gli agricoltori del settore siano sensibili a temi quali innovazione e sostenibilità. Temi centrali nel Green Deal appena lanciato dall’Unione europea, che attraverso le strategie Farm to Fork e Biodiversity punta alla riduzione dell’uso di agrofarmaci, a un incremento della produzione bio e alla salvaguardia della biodiversità: «L’innovazione scientifica e tecnologica – ha detto ieri il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, nel corso del Webinar – sarà essenziale per poter contare su soluzioni alternative, come quelle offerte dalla chimica verde. Sul tema però servirà un lavoro organico e a tutti i livelli, su aspetti normativi e procedurali, nell’ambito della conoscenza, della ricerca e della sperimentazione nei campi, ma anche degli investimenti».

Dei 13 miliardi di valore dell’ortofrutta made in Italy, l’export ne rappresenta 8,4: «L’agroalimentare – ha ricordato il sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, all’inaugurazione virtuale di Macfrut – è nel suo complesso il secondo comparto italiano per volumi di esportazione. Ed è anche a sostegno di questo settore che abbiamo firmato il Patto per l’export, che ha una corsia preferenziale per l’agroalimentare, con oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Abbiamo previsto anche interventi in sostegno delle fiere internazionali, e la grande partecipazione a Macfrut Digital dimostra la grande vitalità del sistema fieristico nazionale, capace di rialzarsi con iniziative di qualità».

La sfida per l’ortofrutta italiana, insomma, resta sempre quella dei mercati globali: «In questi mesi abbiamo raggiunto risultati importanti per favorire l’export dell’ortofrutta – ha ricordato sempre ieri all’inaugurazione di Macfrut la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova – per esempio, lo sblocco nel febbraio del mercato brasiliano per nostre susine, o la conclusione del negoziato in aprile con la Thailandia per l’esportazione delle mele italiane, il via libera del maggio scorso alle mele a Taiwan, oppure ancora la recente firma dell’addendum al protocollo per l’esportazione di kiwi in Cina. Traguardi importanti, resi possibili anche grazie al Tavolo Ortofrutticolo, che adesso dovrà misurarsi con la strategia di intervento della nuova Pac 2021-2027».

Fra i 400 espositori che si sono registrati a Macfrut Digital spicca per dimensione la presenza della Cina, con ben 87 imprese nel Padiglione nazionale Cina-Agri. Nelle vetrine virtuali del loro padiglione i produttori cinesi hanno portato 30 tipologie di frutta tra quella fresca e quella lavorata, e oltre 20 tipologie di verdure tra quelle fresche, i prodotti vegetali trasformati e i macchinari per la lavorazione. Al di fuori dell’Europa, le partecipazioni più significative sono invece quelle dalla Colombia, dal Cile, dalla Repubblica Domenicana e dall’Africa.

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