Crai aprirà oltre 200 punti vendita, obiettivo mantenere la crescita ottenuta nel periodo COVID-19

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Crai prevede l’apertura di 215 nuovi punti vendita entro il 2020 ha dichiarato Marco Bordoli “Anche per il prossimo biennio prevediamo di mantenere questi tassi di crescita – premette Marco Bordoli, amministratore delegato del gruppo Crai -. Per il 2020 ci attendiamo una crescita importante al traino dell’evoluzione dei consumi delle famiglie che ora privilegiano i negozi di prossimità mentre per il prossimo anno ci attendiamo una crescita più contenuta dei ricavi”. Il Gruppo archivia il 2019 con un giro d’affari consolidato intorno ai 6 miliardi, realizzato con 3.100 punti vendita di cui i due terzi sono alimentari e i restanti specializzati nei prodotti per la cura della persona e della casa. Lo scorso anno inoltre sono stati inaugurati 148 negozi food e altri ottanta sono specializzati nell’offerta per la persona.

Nel primo semestre 2020 le performance di Crai sono state superiori al trend di mercato aiutata da una forte e capillare presenza a livello locale. “Alla fine di giugno siamo 12 punti percentuali superiori alla media di mercato mentre considerando la sola offerta alimentare abbiamo un vantaggio di 19 punti – sottolinea Bordoli -. E da marzo siamo i primi in Italia come aumento dei ricavi”. In particolare a parità di rete nello stesso periodo Crai segna un +15,2% contro il +3,1% del mercato e nel food registra un +22% in un mercato che cresce del 3,2%.

In parte sono gli effetti dell’evoluzione delle abitudini di acquisto degli italiani alla ricerca, secondo l’ad, non solo della qualità ma anche di un rapporto più umano nei negozi. «Le insegne italiane che sapranno cogliere questi elementi potranno continuare a fare la differenza e vedranno un aumento dei clienti che le sceglieranno – rimarca l’ad -. Noi di Crai abbiamo vissuto questo essere al centro dell’attenzione del cliente come un forte stimolo alla responsabilità e per questo motivo per i prossimi mesi abbiamo già definito un piano commerciale e di marketing per consolidare il rapporto di fiducia con il consumatore”. Con una crescita trainata dal lockdown l’insegna ha anche accelerato sull’ecommerce con il servizio «Crai spesa online» che ha decuplicato il fatturato sebbene partendo da importi molto contenuti. «Il Gruppo ha oltre 180 negozi che offrono questo servizio e per fine anno prevediamo di vendere online spese per circa 8 milioni di fatturato – aggiunge Bordoli -. Questo trend continuerà nei prossimi anni grazie a un aumento dei consumi e del numero dei negozi che aderiranno al servizio».

Secondo i piani dell’ad il prossimo anno la spesa online si potrà fare in 250 negozi che aumenteranno anno dopo anno lavorando anche all’ampliamento del raggio di consegna, delle fasce orarie per la consegna a domicilio e il ritiro diretto nel punto vendita. Nel mix dell’offerta di Crai il peso della marca privata resta intorno al 18% con punte che in alcune regioni arrivano al 28%. Secondo i piani dell’azienda la quota dei ricavi generati dai prodotti a marchio del distributore (Mdd) crescerà e il baricentro dell’offerta si sposta verso i prodotti a maggiore valore, in particolare quelli bio, salutistici e i piatti pronti. Per quanto riguarda l’offerta premium si sta rinnovando l’assortimento legato al brand Piaceri italiani. «Lavoriamo a una rivisitazione di questo marchio, ampliando il numero delle referenze, intervenendo sul packaging e l’assortimento».

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