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Cannillo ed i suoi 50 anni: una storia italiana di successo nel Mass Market Retail

Il Gruppo Cannillo, oggi espressione del Gruppo Despar Maiora nel settore del Retail, ha festeggiato qualche giorno fa i suoi 50 anni. La sua è una storia molto italiana che vede un imprenditore iniziare il suo percorso professionale nel 1969, in una Italia agli albori della grande distribuzione e che, nel tempo, grazie alla sagace diversificazione dei business, ha saputo patrimonializzare un’impresa al punto di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, e raccogliere quei pezzi della (sino ad allora) concorrenza che stava franando sotto i colpi della crisi economica ed, ancor di più, sotto quelli delle conseguenze degli accordi bancari di Basilea.

La storia del Gruppo Cannillo è la sintesi della tipica storia della GDO nazionale, quella di una azienda nata nel medesimo periodo in cui stavano crescendo le – oggi – storiche imprese del mercato e con una forte estensione compiuta negli anni ’90. Il mestiere del Distributore nel Mass Market Retail è molto complicato, nonostante l’industria spesso non riesca a comprenderlo, ed è costituito da un semplice ma inesorabile connubio: pochi margini e grandi volumi. Quando la più fragile delle due colonne viene meno, come nel caso delle aziende ex concorrenti Ipa Sud e GAM, entrambe Despar, la crisi aziendale è cosa certa. Cannillo, prima con insegna Di Meglio, è stata intelligente quando, in anni non sospetti, creò un gruppo di imprese attorno a quella del Retail che furono in grado di produrre fatturato e soprattutto margini adeguati.

La Holding Cannillo

Crebbero così, sotto l’egida della Holding Cannillo, diverse aziende: una nel campo del Real Estate ove opera da oltre 20 anni e che realizza strutture a destinazione residenziale e commerciale; un’altra impresa opera nella logistica, la S.M.A.R.T., che assicura a Maiora, e non solo, una distribuzione efficiente grazie a piattaforme distributive moderne e attrezzate; un’altra nelle energie rinnovabili che realizza impianti fotovoltaici, ed infine la Cerealitalia, industria di produzione di cereali e prodotti per le ricorrenze e prima colazione, oggi impresa da oltre 40 milioni di euro e presente in 33 Paesi nel mondo, anch’essa cresciuta molto dopo le importanti acquisizioni delle società Duca degli Abruzzi (cioccolato) e Dolci Preziosi (prodotti dolciari per bambini).

Questa capacità di saper fare impresa ha portato negli anni l’azienda ad essere ben patrimonializzata e, grazie alle acquisizioni, a diventare sempre più un riferimento nel mercato Retail del sud. Oggi espressione della Holding Cannillo nella GDO è il Gruppo Maiora, impresa con 550 punti di vendita da quasi 800 milioni di euro e con l’obiettivo, per il 2022, di arrivare ad 1 miliardo.

Momento della conferenza stampa dell’evento 50 anni Gruppo Cannillo

Il Gruppo Maiora

L’azienda è quindi storica nel mercato della GDO, ed ha sempre goduto di un’ottima fama nell’ambiente per il buon rapporto con i fornitori e per la serietà sul mercato. Ma non vi è ombra di dubbio che il passaggio generazionale in atto, da Franco a Pippo Cannillo, sia uno dei suoi capolavori. L’evoluzione successiva alla integrazione con Ipa Sud nel 2013 ed all’acquisizione di GAM nel 2014 ha portato alla guida di Maiora proprio Pippo, il quale in poco tempo ha creato un modello retail moderno, capace di saper competere con una grande distribuzione molto più agguerrita che in passato e dove, nella Regione Puglia soprattutto, vive una violenta concorrenza sempre più orizzontale con i discount. Il territorio in cui opera è complicato, soprattutto per la forte differenza degli stereotipi di consumatore che si incontrano dentro la medesimo Puglia, lunga e stretta, e nelle vicine Basilicata, Calabria e Campania. Nel prossimo futuro, secondo quanto dichiarato dalla Famiglia Cannillo nella conferenza stampa della scorsa settimana, in occasione della festa per il 50 anni, si pensa ad ulteriori possibili acquisizioni per produrre una maggiore crescita, oltre un forte focus sul rilancio del mercato del Cash&Carry a partire dal Gennaio 2020.



L’importanza della comunicazione

Quello che Cannillo oggi insegna a tutto il mercato, nessuno escluso, è l’importanza della comunicazione e delle pubbliche relazioni. La nuova generazione ha studiato ed ha assimilato bene l’importanza del fattore “Immagine”: è importantissimo “il fare”, inteso come il saper fare impresa, è essenziale avere la giusta preparazione per gestire un’azienda complessa in un mercato ancor più complesso, ed è altresì fondamentale conoscere l’importanza del profitto ed allo stesso tempo della correttezza sul mercato, ma se tutto ciò non viene corroborato da una attenta e minuziosa strategia rivolta a massimizzare la diffusione della conoscenza del proprio operato, attraverso un buon uso dei mass media, costruito con una buona capacità di pubbliche relazioni, e soprattutto possedere un’ottima capacità nell’utilizzo dei social network, sia nel B2C come nel B2B, dote ancora assai rara nel mercato nazionale, è probabile che il frutto di una grande attività imprenditoriale non arrivi ad incassare il vero merito che l’azienda deve avere sul mercato, e che si traduce in valore aggiunto sia alle attività negoziali dell’azienda con partners retailers che con l’industria, sia alla profonda ed amicale relazione che è necessario costruire con il consumatore finale.

L’impressione è che di Maiora e del Gruppo Cannillo, nonostante i 50 anni di storia, si sta solo iniziando a parlare.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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