mercoledì 21 Gennaio 2026

Calano i freschi, ma il tracollo è del no food. Lo GDO non sa come rigenerare l’offerta

Il mercato visto al microscopio di GDONews. Ogni settimana forniamo ai nostri abbonati una profonda analisi sugli andamenti della Grande Distribuzione italiana. In questo articolo verranno trattati gli andamenti della GDO da Gennaio a Novembre 2018 nelle macro categorie LCC, Freschi e No Food e messi a confronto con il 2017, anno di grande entusiasmo e di grande fiducia del mercato.  La lettura è riservata agli abbonati. Si ricorda che l'abbonamento ha validità di 365 giorni dal momento della sottoscrizione permettendo anche la lettura di tutti gli articoli precedenti la sottoscrizione. 

Dopo undici mesi di vendite, dopo aver compreso che il mercato nel 2018 non ha saputo crescere rispetto alle prestazioni dell’anno precedente, e dopo aver chiaro che il calo è avvenuto soprattutto per un importante decremento provocato dai risultati deludenti degli ipermercati, è importante comprendere quali sono le dinamiche assortimentali che hanno trovato le difficoltà maggiori.

Delle tre grandi aree assortimentali (LCC, freschi e no food) appare chiaro, dai grafici che vi sottoporremo, che di fatto più che parlare di vera perdita, in molti settori si può parlare di stagnazione, ovvero di palese incapacità di crescere ma anche uguale resistenza al non arretrare.

***Il grafico/la tabella è visibile solo agli abbonati***

Nelle tabelle 1 e 2 vi sottoponiamo le risultanze in % delle prestazioni delle tre macro aree (grocery, freschi e no food) nei formati supermercati, ipermercati e libero servizio. Tali risultanze (tabella 2) sono messe a confronto con le medesime prestazioni però nell’intervallo temporale 2016-2017, per avere un chiaro quadro delle dinamiche in atto.

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Nel grafico 1 vengono messe a confronto le medie degli andamenti delle tre macro aree nel 2017 e nel 2018: come si evince nel 2017 l’unico ambito di assortimento in crisi

era il no food che, dopo 11 mesi, registrava una media del -2,53% sul 2016. A questo dato facevano da contraltare i successi ottenuti sia dal Grocery (+2,85%) che dai freschi (+4,46%).

Ebbene nel 2018, dopo 11 mesi il grocery registrava un sostanziale pareggio (-0,01%), così come i freschi (-0,20%) e con un no food che sommava al negativo del 2017 sul 2016 un ulteriore -6,58%.

Nel dettaglio la LCC (grafico 2) nel 2017 aveva vissuto, in linea con le prestazioni generali, un grande exploit estivo che durante i mesi autunnali andava scemando. La linea blu evidenzia le prestazioni del 2018 sul 2017: salvo una leggera sofferenza più evidente nel mese di settembre, si può scorgere come lo scatolame, in verità, abbia saputo mantenere la controprestazione dell’anno precedente senza incrementarla. Laddove la forza del fatturato andava scemando lo scorso anno, ovvero in autunno, i risultati del 2018 iniziano ad emergere timidamente.

Nel grafico 3 si può, invece, notare l’arduo compito che spettava alla GDO nel 2018 nel settore dei freschi. E’ comprensibile intendere che crescite come quelle avute nel 2017, non certo pensabili nei mercati maturi come il nostro, sarebbero state difficili da ripetere o addirittura migliorare. Il 2017 aveva fatto la differenza soprattutto su questa parte dell’offerta ed era qui che la sfida si faceva molto complicata nell’anno appena trascorso.

I freschi sono un importante asse trainante dell’offerta supermercati e soprattutto Ipermercati che, nel corso degli ultimi anni, hanno ridotto sempre più gli spazi dedicati al no food per dare molto spazio a quella parte di offerta dove, in teoria, il discount è più debole. Ed in quest’ottica si deve leggere la crescita che per almeno due anni ha coinvolto la parte di assortimento dedicata ai freschi. Nel 2018, tra la stagnazione del mercato da un lato e la sofferenza acclamata degli ipermercati, forti drivers delle implementazioni nei freschi, e la saturazione dell’offerta, si è prodotto un risultato complicato, stagnante, che in verità non perde terreno rispetto allo scorso anno ma sicuramente non cresce.

Il No Food, per le ragioni addotte in precedenza, è oramai solo "un ricordo" nell’offerta dei super ed ipermercati. I numeri in calo non sono il risultato di vendite non realizzate, di stock che rimangono in magazzino, ma piuttosto sono la conseguenza delle decisioni dei retailers di ritirarsi da un mercato che è diventato poco remunerativo ed occupava solo spazio abbassando le redditività. Non importa se, invece, il Discount ne fa un asse trainante della propria offerta (tutti i maggiori players hanno incidenze importanti che derivano dalle vendite del no food), la realtà dei fatti è che i supermercati ed ipermercati non sono stati capaci di saper tradurre in vantaggio competitivo questa parte di assortimento.

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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