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Tesco pronta a lanciare la sua insegna discount

Tesco si prepara a lanciare in Inghilterra una sua catena di discount entro settembre, spinto dalla competizione, sempre più serrata, con Aldi e Lidl. Lo si apprende da un ampio articolo apparso su The Guardian, nell’edizione di domenica 22 luglio, a cura di Sarah Butler.

Gli addetti ai lavori dicono che Tesco potrebbe chiamare la catena Jack’s. Potrebbero essere aperti fino a 60 punti vendita. Il primo retailer britannico sta facendo pubblicità per assunzione di personale in almeno 6 centri, alcuni in prossimità di Londra.

Un Tesco Metro di medie dimensioni a St. Helens nel Merseyside – fa sapere il Guardian – riaprirà con un nuovo nome già ai primi di settembre. Gli annunci di lavoro online su alcuni siti recitano: “Il nuovo formato di vendita al dettaglio sarà gestito separatamente dal core business di Tesco e i relativi benefici offerti saranno diversi da quelli offerti da Tesco”. I lavoratori di alcuni negozi Tesco Metro che chiuderanno saranno licenziati e dovranno ricandidarsi per le nuove posizioni.

Bryan Roberts, analista presso la società di retail marketing TCC Global, ha dichiarato: “Se Tesco metterà un po’ di giusta energia in termini di infrastrutture e inaugurazioni di punti vendita, potrebbe avere una discreta possibilità di successo”.

I dirigenti di Tesco hanno esaminato migliaia di siti potenziali per determinare quali potrebbero essere appropriati, secondo il Mail on Sunday, il quale riportava che fino a 60 potrebbero essere idonei per l’apertura iniziale.

I supermercati tradizionali hanno cercato un modo per entrare nel mercato, in rapida crescita, dei discount, avendo visto il trend di crescita dei rivali tedeschi Aldi e Lidl. Ma l’operazione non è stata premiata dai consumatori. Oltre ad Aldi e Lidl, discount come B&M, Wilko e Poundland stanno pure sottraendo vendite alle catene tradizionali.

Sainsbury’s ha stretto una partnership con la catena danese Netto nel 2014 per lanciare un discount nel Regno Unito, ma l’impresa ha chiuso i suoi 16 negozi due anni dopo, faticando ad ottenere un profitto. Tesco ha tentato la strada dei discount negli anni ‘80 – con il marchio Victor Value – ma la mossa è stata abbandonata dopo 4 anni, perché il management temeva che ciò potesse compromettere il marchio principale. Aldi e Lidl ora controllano quasi il 13% del mercato alimentare, secondo i dati di Kantar Worldpanel, rispetto a meno del 9% di quattro anni fa. E stanno aumentando le vendite di oltre l’8% all’anno mentre le vendite nelle quattro grandi catene britanniche – Tesco, Sainsbury’s, Asda e Morrisons – stanno a malapena al passo con l’aumento del prezzo degli alimenti.

Tesco a febbraio ha promesso agli azionisti che avrebbe “sviluppato nuovi formati per servire meglio i clienti”. Si dice che sia stato chiamato in Tesco un ex dirigente Aldi, Lawrence Harvey, con il compito di sviluppare il concept anche con il supporto di Boston Consulting Group. Nel frattempo Tesco ha comperato Booker, il più grande grossista del Regno Unito, per ottenere economie di scala che permettano di praticare per talune referenze prezzi al pubblico più bassi.

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