GDO News
Nessun commento

La fine del concetto di Ipermercato: i dati Nielsen raccontano di un No food in coma profondo, ma anche i freschi non brillano come lo scorso anno

Dopo cinque mesi di fatturazione la Grande Distribuzione si trova in una situazione dove è necessario fare chiarezza: si è analizzato nelle scorse settimane come l’andamento del 2018 sia sostanzialmente incerto senza arrivare a definirlo negativo, o per lo meno è ancora presto per arrivare a tale determinazione. Ciò di cui siamo, invece, certi è che in alcuni territori la situazione è di sofferenza, ed in particolar modo è opportuno citare l’area 1, in evidente difficoltà. La difficoltà dell’area 1 è facilmente accostabile alla difficoltà del formato Ipermercati, che in quell’area vale circa il 47% del fatturato totale (Fonte GNLC).

La scorsa settimana ci siamo dilettati a fare un esperimento, ovvero ad ipotizzare che l’anno fosse iniziato a dicembre per dare prova che, in fondo, l’andamento della Grande Distribuzione non abbia subito un arresto, semplicemente le dinamiche hanno una loro geometricità a conferma del fatto che è certo che non si vive un periodo effervescente, come ad esempio la scorsa estate dove i numeri positivi ricordavano felici passati, ma nemmeno si può dire di percorrere quel tunnel che abbiamo conosciuto negli anni della crisi.

***Il grafico/la tabella è visibile solo agli abbonati***

A riprova di ciò un dato: due delle tre macro aree merceologiche, nonostante il disastroso gennaio e dopo una Pasqua in chiaroscuro, non sono in negativo, ovvero i freschi ed il grocery. E’ però certo che il No Food, rispetto allo scorso anno, è in crisi profonda, altra conferma che il principale imputato dell’anno è l’Ipermercato. (Tabelle 1,2,3).

 

***Il grafico/la tabella è visibile solo agli abbonati***

Nel dettaglio, il grocery (LCC) se messo a confronto con lo scorso anno, si nota come stia seguendo andamenti simili, sebbene lo scorso anno abbia comunque un vantaggio.


***Il grafico/la tabella è visibile solo agli abbonati***

La grossa differenza, capace di produrre un dato medio dei cinque mesi con un differenziale di 2 punti, lo ha fatto l’esito della Pasqua: nel 2017 fu un trionfo, nel 2018 il differenziale positivo c’è stato, ma è stato minimo. Il mese di Maggio è stato, invece, a favore del 2018 che, però, sappiamo confrontarsi con un pari periodo 2017 figlio di una stupenda Pasqua. Il Grocery di Giugno sarà la definitiva cartina di tornasole che attribuirà con certezza la dinamica del 2018 da una parte (positiva) o dall’altra (Grafico 2).

***Il grafico/la tabella è visibile solo agli abbonati***

Se si analizzano i freschi emerge, invece, una differenza rilevante tra il 2017 ed il 2018. I freschi hanno viaggiato con il vento in poppa per un lungo periodo ed ora, si è scritto anche negli scorsi mesi, sta tirando il fiato, che non significa che fattura meno dello scorso anno, però nemmeno fa progressi apprezzabili. Nel dettaglio

GRAFICI, IMMAGINI E ALTRI CONTENUTI SONO RISERVATI AGLI ABBONATI

 
Dati dell'autore:
Ha scritto 810 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su