GDO News
Nessun commento

Crackers: una categoria rinata sul versante salutistico. Ecco tutti i dati della GDO del 2017

Dopo aver analizzato i sell out in GDO del Pan Carrè ed il pane a lunga conservazione, dopo aver analizzato i numeri della GDO nella categoria Grissini, analizziamo oggi un altro grande segmento dei derivati del pane: i Crackers.

Come si vedrà sono molti i punti di contatto tra la categoria grissini ed i crackers, a cominciare dal loro ruolo nell’utilizzo a tavola. Si è già scritto che sia gli uni che gli altri sono considerati snacks ma, al contrario di quelli in senso stretto, hanno una vocazione di impulso inferiore dato il loro consumo prevalentemente casalingo, essendo un surrogato del pane.

Gli spazi occupati dai crackers, in prossimità dei grissini, non sono rilevanti ma, anche qui, siamo di fronte ad una categoria che vive buone performance in termini di rotazione.

Il segmento si suddivide in crackers normali salati, crackers normali non salati, crackers insaporiti e crackers salutistici.

Tutti assieme sviluppano un fatturato (vedi tabella sotto) pari a 155 milioni di euro.

Questa categoria è l'unica in tutto il mercato in cui il segmento salutistico è diventato nel tempo leader di mercato, si è cioè passati dalla storica leadership del Granpavesi, e quindi dai crackers salati a quelli salutistici.

https://www.youtube.com/watch?v=rmDgYEbQdjU

Infatti quest'ultimo segmento pesa circa il 43% del fatturato dell'intera categoria, superiore agli storici crackers salati che detengono oggi solo il 30% del fatturato, ed allontanando gli - ex salutistici - non salati (15%), con gli insaporiti che con il loro 13% si confermano in crescita.

Così come i grissini, anche i crackers sono principalmente consumati nel nord Italia (30% del consumi) e nelle aree 1, 2 e 3 il segmento prevalente in termini di sell out è proprio quello salutistico. Solo in area 4 il grissino salato rimane leader di mercato, confermando una sorta di allergia dell'area 4 verso questo tipo di mercato.

Il segmento leader, nonostante nel 2017 la categoria abbia vissuto una piccola contrazione dei consumi, è riuscito ma mantenere la controcifra sul 2016, anzi in area 1 che è quella preponderante in valore assoluto, si può registrare una crescita intorno all’1%. (vedi tabella sotto).

GRAFICI, IMMAGINI E ALTRI CONTENUTI SONO RISERVATI AGLI ABBONATI

 
Tagged with:

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su