
I dati delle tre diverse realtà verranno analizzati prevalentemente in modo separato e solo in taluni casi in termini aggregati, in quanto, l’esistenza di operazioni infragruppo anche di una certa rilevanza (nel 2015 il 40% dei ricavi di GS deriva da vendite alle altre due società), in assenza di ulteriori informazioni (ad esempio i costi correlati alle operazioni infragruppo), potrebbe portare a sopra o sottovalutare le performance finanziarie del gruppo.
Laddove ritenuto utile si farà poi un confronto fra i dati delle imprese italiane del gruppo Carrefour e quelli di un gruppo di aziende della GDO concorrenti (PAM, Il Gigante, Finiper, Esselunga e Auchan).
L’analisi, fondata sui Bilanci dal 2011 al 2015 e su alcuni importanti dati di tipo operativo (punti vendita, superfici di vendita e dipendenti), si concentra sulle seguenti aree:
A) Evoluzione dei principali dati operativi:
1) Fatturato;
2) Punti vendita;
3) Superficie di vendita;
4) Dipendenti
5) Fatturato per punto vendita
6) Fatturato per dipendente
B) Evoluzione dei principali dati economico-finanziari:
1) Primo Margine;
2) Valore Aggiunto
3) EBIT margin
4) Profit margin
5) Rotazione del Magazzino / gg medi di giacenza delle merci
6) Tempi medi di pagamento
7) Redditività dell’Attivo (ROI)
Redditività dei Mezzi Propri (ROE)
Evoluzione dei principali dati operativi
Di seguito l’andamento del giro d’affari delle tre realtà italiane del gruppo Carrefour dal 2011 al 2015:


L’esame dei dati evidenzia una generalizzata contrazione dei ricavi nel periodo 2011-2014 (fatta eccezione per GS, che nel 2014 registra un lieve incremento del giro d’affari) ed una ripresa nell’ultimo esercizio, più marcata per il comparto Supermercati e Negozi di vicinato.
In particolare la dinamica dei ricavi nel segmento Supermercati riflette l’acquisizione (2014) di n°45 punti vendita ex Billa, in parte compensata dal trasferimento di 20 punti vendita siciliani ad altra azienda del gruppo.
Se mettiamo a confronto i dati 2011 e 2015 possiamo osservare come SSC (Ipermercati) abbia registrato una riduzione media annua del fatturato del 4,1%, a fronte di un dato altrettanto negativo, ma pari alla metà, relativamente ai Negozi di vicinato (Diper Di-2,4% annuo), e di un ulteriore dato negativo (più contenuto) per quanto riguarda i Supermercati (-1,2% annuo).
Negli ultimi cinque esercizi il fatturato aggregato delle tre realtà, comprese le vendite infragruppo, è diminuito da 7,01 a 6,40 miliardi di euro, con una diminuzione media annua del 2,2%. Se escludiamo invece le vendite infragruppo, il giro d’affari è diminuito da 5,24 a 4,90 miliardi di euro (-1,7% medio annuo).
Dopo avere osservato l’evoluzione del giro d’affari ci soffermiamo sui relativi driver, vale a dire, il numero dei punti vendita e la correlata superficie espositiva.

L’esame dei dati del gruppo francese riferiti sia ai negozi diretti che a quelli affiliati evidenzia complessivamente una riduzione da 1.275 a 1.083 punti vendita in Italia (-4% medio annuo), con un andamento decisamente più negativo per quanto riguarda i Negozi di vicinato (-7,1% medio annuo, -200 negozi dal 2011 al 2015), e più positivo per i Supermercati (da 432 a 441, +0,5% medio annuo), anche grazie alla richiamata acquisizione di n°45 punti vendita ex Billa nel 2014.
Se approfondiamo l’analisi sui punti vendita distinguendo fra negozi diretti e affiliati possiamo osservare come la riduzione sopra descritta sia avvenuta in prevalenza nell’ambito degli affiliati, a fronte di un dato in crescita riferito ai negozi gestiti direttamente:

Come si può osservare dal grafico e dai dati suesposti, il numero dei negozi diretti è aumentato mediamente dell’1,5% all’anno (da 438 a 464), con una più ampia crescita nel segmento dei Negozi di vicinato (+2,3% medio annuo), seguita da una minore espansione dei Supermercati (+1,3% medio annuo) e da una contrazione degli Ipermercati (da 60 a 59 nel quinquennio considerato).
Al contrario si è registrata una sensibile diminuzione dei punti vendita fra gli affiliati, con negozi in calo da 837 a 619 nel periodo esaminato (-7,3% medio annuo), esclusivamente a causa del format Negozi di vicinato (-216 punti vendita, -35% rispetto al 2011 e -10,2% medio annuo).
In funzione di tale dinamica il peso dei punti vendita di proprietà è passato dal 34 al 43% in cinque anni.

L’evoluzione della Superficie di vendita ricalca naturalmente in gran parte quella della dimensione della rete di vendita, come testimoniato dai dati che seguono:


Le tabelle mostrano infatti una dinamica in linea con quella registrata per i punti vendita, con una contrazione generalizzata (da 1.024 a 970,1 mila mq, -1,3% medio annuo), frutto del combinato disposto di una crescita degli spazi commerciali di proprietà (da 635,6 a 641,7 mila mq, +0,2% medio annuo) e di una riduzione di quelli riferiti agli affiliati (da 388,4 a 328,4 mila mq, -4,1% medio annuo).
Anche in questo caso il calo più marcato si osserva per i Negozi di vicinato affiliati, che registrano una diminuzione di 57,1 mila mq (-10,2% in media all’anno, un trend analogo a quello del numero dei punti vendita affiliati).
Prendiamo ora in considerazione la dinamica della forza lavoro del gruppo Carrefour in Italia:


I dipendenti, considerati complessivamente, sono diminuiti dal 2011 al 2015 da 17.920 a 16.611, con un trend medio annuo pari al -1,9%, sostanzialmente in linea con l’andamento delle vendite aggregate nello stesso periodo (-1,7% medio annuo), anche se l’esame anno su anno mostra un trend piuttosto volatile, con un calo dal 2011 al 2012, una crescita nel 2013, un nuovo calo nel 2014 ed un aumento nel 2015.
L’esame dei dati dei singoli format mette in luce una contrazione costante dei dipendenti degli Iper, un andamento volatile per quanto concerne gli addetti dei Negozi di vicinato, ed una crescita regolare nel periodo 2013-2015 per quanto riguarda i Supermercati, dopo il sensibile calo avvenuto nel 2012.
Incrociando i dati di fatturato con quelli dei punti vendita, della superficie espositiva e degli addetti, possiamo ricavare utili informazioni di carattere operativo sulle performance del gruppo Carrefour in Italia.
Chiudiamo infine l’osservazione dell’evoluzione dei parametri operativi del gruppo Carrefour in Italia con il fatturato per dipendente:


Il fatturato per dipendente, considerato complessivamente diminuisce da 430 mila € del 2011 a 390 mila € del 2015, con un trend medio annuo pari al -2,4%: l’esame anno su anno mostra invece un trend volatile, con una crescita nel 2012, un sensibile calo nel 2013, ed una ripresa nel biennio successivo.
Il livello di fatturato per dipendente, che riflette naturalmente l’andamento delle vendite (in costante calo per tutti i format, fatta eccezione per il 2015) e della forza lavoro (maggiormente volatile, come visto), risulta in media pari a 307 mila € per gli Ipermercati, 449 mila € per i Supermercati e 454 mila € per i Negozi di vicinato.